Il servizio sulla morte di Abderrahim Fakir non è andato in onda nella versione firmata dall’autore nell’edizione di domenica sera del Tgr Emilia-Romagna. La scelta ha innescato la contestazione del Comitato di redazione insieme a Usigrai, Aser e Fnsi. La direzione ha respinto l’accusa parlando di “nessuna censura” e di una “ricostruzione incompleta“, assicurando la copertura della notizia.
Le modifiche chieste e la versione in onda
Secondo il Cdr, nel montaggio inviato al telegiornale erano presenti immagini e la voce di Fakir mentre era immobilizzato e chiedeva aiuto. La direzione avrebbe richiesto di rimuovere “parte del video in cui si vedeva Fakir ormai senza vita e soprattutto cancellare l’espressione intervento violento“. Il giornalista autore del servizio avrebbe poi ritirato la firma dopo le modifiche richieste.
Sempre secondo le rappresentanze sindacali, quando il telegiornale era già iniziato da 12 minuti è stata consegnata alla conduttrice “una breve notizia da leggere accompagnata da una parte del video“. Per il Cdr e i sindacati il servizio, dunque, “non è stato trasmesso così come era stato realizzato“.
La replica della direzione del tgr emilia-romagna
La direzione del Tgr Emilia-Romagna ha spiegato che all’autore “è stato chiesto dal proprio diretto responsabile, come da normale prassi giornalistica, di apportare al testo alcune correzioni e precisazioni ritenute necessarie“. Nella nota si sottolinea che nel testo erano presenti “espressioni valutative e informazioni senza la citazione delle relative fonti e versioni” e che, per questo motivo, si è deciso di non mandare in onda il servizio “così come predisposto“, garantendo comunque “la copertura della notizia con un ampio servizio informativo nel corso del telegiornale e con un ulteriore aggiornamento al termine dell’edizione“.
La direzione ha aggiunto che “la notizia è stata impaginata come titolo di apertura», che non è stata richiesta “l’eliminazione integrale del video girato dai residenti” e che la vicenda “ha avuto e continuerà ad avere un’ampia copertura giornalistica da parte del Tgr“. La distanza tra la ricostruzione sindacale e la versione dirigenziale resta netta: da un lato il racconto della breve lettura in coda, dall’altro l’enfasi sul titolo d’apertura e sulla copertura estesa.
Sindacati e politica chiedono chiarezza
I rappresentanti dei giornalisti hanno contestato la decisione ribadendo che il servizio “non è stato trasmesso così come era stato realizzato“. Usigrai e Fnsi hanno espresso solidarietà al collega, mentre altre redazioni Tgr hanno formalizzato il proprio sostegno.
Il caso è approdato anche in sede istituzionale. Il gruppo Pd in Commissione di Vigilanza ha presentato un’interrogazione all’amministratore delegato della Rai “per chiedere piena chiarezza” sulla mancata messa in onda. Il capogruppo Peppe De Cristofaro ha osservato che “le immagini erano già diffuse sul web e pubblicate dalle principali testate nazionali” e ha chiesto chiarimenti sul motivo per cui la Rai le avrebbe riservate al pubblico del servizio pubblico. Esponenti del M5S nella bicamerale hanno chiesto un’informativa del ministro competente, citando il sospetto di una volontà di occultare elementi della vicenda.
Parallelamente, tre consiglieri di Viale Mazzini hanno chiesto all’amministratore delegato di riferire al Cda “chiarendo le motivazioni che hanno portato alla mancata trasmissione del servizio e verificando il pieno rispetto delle garanzie editoriali e professionali previste per i giornalisti Rai“.
Sul piano operativo, il gruppo Pd in Vigilanza ha protocollato l’interrogazione all’amministratore delegato; i tre consiglieri hanno formalizzato la richiesta di una relazione al Consiglio di amministrazione; le redazioni coinvolte hanno annunciato iniziative sindacali per ottenere spiegazioni sul processo decisionale che ha portato alle modifiche al servizio.
