Migliaia di manifestanti hanno protestato a Jantar Mantar, nel centro di Nuova Delhi, chiedendo le dimissioni del ministro dell’Istruzione Dharmendra Pradhan. La marcia è nata dopo le accuse di una presunta fuga di domande dal test di ammissione alla facoltà di Medicina sostenuto a maggio. Quando una parte del corteo ha provato a dirigersi verso il complesso parlamentare, la polizia antisommossa ha effettuato cariche e ha usato i manganelli.
La mobilitazione, concentrata nell’area tradizionalmente dedicata a sit-in e raduni pubblici, ha riunito migliaia di persone. I partecipanti hanno individuato nel ministro Pradhan il referente politico della gestione dell’esame sotto accusa, collegando le loro richieste di dimissioni alla necessità di una verifica completa sulle modalità di svolgimento del test.
Proteste a Nuova Delhi: chieste le dimissioni del ministro
Il corteo si è mosso dalle vie attigue a Jantar Mantar verso gli accessi che portano al Parlamento. Quando alcuni gruppi hanno provato ad avanzare, gli agenti in tenuta antisommossa blu sono intervenuti con cariche e colpi di manganello. Testimoni presenti hanno raccontato di “scene concitate” mentre i manifestanti cercavano di mantenere la coesione e arretrare senza disperdersi.
La presenza delle forze dell’ordine è stata rafforzata intorno all’area del sit-in e gli interventi sono stati mirati ai segmenti del corteo che tentavano di raggiungere le vie d’accesso al complesso parlamentare. Non sono stati diffusi dati ufficiali su eventuali feriti o fermi nelle prime ore successive alla manifestazione.
La presunta fuga di dati all’esame di Medicina
Al centro della protesta c’è il test nazionale per Medicina, segnalato per una presunta fuga di materiale. La National Testing Agency aveva cancellato la prova prevista il 3 maggio e fissato una nuova sessione per il 21 giugno 2026, con comunicazioni diramate attraverso note ufficiali. L’annullamento e la riprogrammazione hanno acceso il confronto con i gruppi studenteschi e con diverse forze politiche, che chiedono chiarezza sulle responsabilità e sulle garanzie per i candidati.
La richiesta centrale della piazza è duplice: dimissioni del ministro Pradhan e chiarimento pubblico, con documenti e cronologia puntuale, su come si sia arrivati alla decisione di rifissare la prova.
Mobilitazione crescente e richieste alla politica
La sequenza delle proteste non è iniziata oggi. Il 6 giugno sostenitori del movimento chiamato Cockroach Janta Party hanno tenuto un presidio a Jantar Mantar per chiedere le dimissioni di Pradhan, segnalato come primo momento di mobilitazione visibile sul caso. Da allora, la partecipazione è cresciuta fino alla marcia che ha allargato il fronte delle adesioni.
Il ministero dell’Istruzione non ha rilasciato dichiarazioni ufficiali, mentre i manifestanti hanno ribadito le loro istanze: responsabilità politiche per la gestione della prova e rassicurazioni sul corretto svolgimento della sessione riprogrammata. Le forze di polizia hanno contenuto i tentativi di avvicinamento al Parlamento con cariche mirate e uso dei manganelli.
