Il Regno Unito cambia guida politica: Keir Starmer ha concluso ufficialmente la sua esperienza da primo ministro, consegnando l’incarico ad Andy Burnham, nuovo leader del Partito laburista e ora chiamato a formare il governo. Il passaggio di consegne si è svolto a Buckingham Palace, dove Starmer ha formalizzato le dimissioni davanti a re Carlo III, che le ha accettate, prima di lasciare spazio al suo successore.
Il sovrano ha quindi affidato a Burnham il compito di dare vita al nuovo esecutivo. La tradizionale cerimonia del “bacio della mano”, legata storicamente al conferimento dell’incarico da parte del monarca, non prevede ormai da tempo il gesto simbolico di omaggio che le dava il nome.
Burnham a Downing Street: “La sfida è restituire stabilità alla Gran Bretagna”
Nel suo primo intervento da premier davanti alla residenza ufficiale del governo britannico, Andy Burnham ha indicato nella stabilità politica la priorità della sua nuova amministrazione. Circondato dalla famiglia, dagli alleati e da numerosi esponenti del Labour, il nuovo capo del governo ha sostenuto che il Regno Unito debba dimostrare al mondo di essere ancora in grado di ritrovare equilibrio e sicurezza.
Burnham ha assicurato di avere un progetto di lungo periodo per trasformare il Paese nei prossimi dieci anni, promettendo interventi per migliorare le condizioni delle fasce più fragili della popolazione. “Dobbiamo fare meglio”, rispetto agli ultimi anni, ha dichiarato, spiegando che il suo obiettivo sarà costruire un modello più sostenibile e attento a chi è rimasto indietro.
Accanto alla moglie Marie-France van Heel, il nuovo premier è apparso più rilassato e vicino alla gente rispetto al predecessore. Ha sottolineato anche il legame con le proprie origini nel nord dell’Inghilterra, elemento centrale della sua identità politica, prima di entrare al numero 10 di Downing Street, la storica sede del primo ministro britannico.
Il sostegno degli alleati e il richiamo al “modello del Nord”
Durante il suo ingresso nella residenza ufficiale, Burnham ha salutato diversi sostenitori arrivati con lui dal nord del Paese. Tra questi anche Steve Rotheram, sindaco di Liverpool e figura storica della sinistra laburista, presente alla cerimonia insieme al nipote di pochi mesi.
Nel suo discorso il nuovo primo ministro ha insistito sulla necessità di superare decenni di politiche economiche che, a suo giudizio, hanno portato a una crescente centralizzazione delle decisioni e a un’eccessiva privatizzazione dei servizi. Burnham ha parlato della necessità di un nuovo equilibrio, basato su maggiore decentramento, investimenti pubblici e una diversa distribuzione delle opportunità.
Tra le priorità indicate dal premier figurano il rilancio dell’economia interna, il rafforzamento dei servizi essenziali e una maggiore attenzione alle emergenze sociali. Burnham ha citato anche la lotta al fenomeno dei senzatetto, la necessità di aumentare gli investimenti nella difesa e l’obiettivo di garantire un maggiore controllo pubblico su alcuni settori strategici.
Conti pubblici e aiuti alle famiglie
Nonostante la promessa di un cambiamento profondo, Burnham ha ricordato che il suo governo dovrà rispettare i vincoli finanziari. Il nuovo premier ha parlato della necessità di mantenere “regole fiscali” rigorose e di intervenire sul sistema del welfare in modo che sia sostenibile nel tempo.
Secondo Burnham, però, il rispetto dei conti non dovrà impedire di sostenere chi attraversa maggiori difficoltà. Il primo ministro ha annunciato interventi immediati per aiutare le persone colpite dall’aumento del costo della vita, promettendo misure concrete già dalle prime settimane del suo mandato.
Tra i progetti evocati anche il rafforzamento del decentramento amministrativo attraverso la creazione di una sorta di sede distaccata di Downing Street nel nord dell’Inghilterra, denominata “Downing Street Nord”. Burnham ha inoltre lasciato intendere la possibilità di recuperare il progetto ferroviario ad alta velocità tra Birmingham e Manchester, ridimensionato durante il governo Starmer per motivi economici.
