Fipe e Siaip hanno messo allo studio un protocollo nazionale per la gestione dell’anafilassi nei ristoranti e in locali aperti al pubblico: una decisione, quella di introdurre l’adrenalina negli spazi pubblici, che arriva dopo i recenti casi di shock anafilattico. Due adolescenti sono morti dopo aver cenato in un ristorante e aver mangiato un gelato e l’ex schermidore Aldo Montano, allergico alla caseina, è finito in ospedale.
l piano prevede un progetto pilota in Lombardia con formazione obbligatoria del personale e dotazione di autoiniettori di adrenalina nei ristoranti. Il documento sarà presentato all’Istituto superiore di sanità a fine luglio e i promotori stimano l’avvio operativo in autunno.
Shock anafilattico, lo studio per portare l’adrenalina nei ristoranti
Elaborato dalla Federazione italiana pubblici esercizi e dalla Società italiana di allergologia e immunologia pediatrica, il protocollo mira a uniformare la risposta all’anafilassi in ristoranti, scuole, ospedali e altri luoghi aperti al pubblico. Al tavolo hanno preso parte anche l’Agenzia regionale lombarda di emergenza e urgenza e società scientifiche di rianimatori e allergologi, a supporto della definizione delle procedure e delle interfacce con il 118.
Per la Siaip il punto centrale resta prevenzione ed educazione. “Su queste tematiche servono innanzitutto cultura, consapevolezza e formazione“, ha affermato Gian Luigi Marseglia, professore ordinario di Pediatria all’Università di Pavia e presidente della Siaip. Marseglia ha richiamato lo studio EPIFA, che su 105.151 soggetti tra 0 e 14 anni ha registrato fra il 2009 e il 2021 un incremento del 113,6% delle allergie alimentari pediatriche.
Formazione obbligatoria e autoiniettori nei locali
Il progetto pilota, che partirà in Lombardia a novembre, prevede video tutorial obbligatori per il personale, sessioni formative in aula e la presenza di autoiniettori di adrenalina nei locali come presidio di emergenza. Restano da definire nel dettaglio sia chi sarà autorizzato a somministrare il farmaco, sia chi si occuperà dell’acquisto e della distribuzione dei kit. Oggi la formazione sugli allergeni è demandata alle Regioni, con intervalli di aggiornamento variabili: una frammentazione che produce coperture non omogenee delle competenze sul territorio.
“Come ristoratori siamo in prima linea e sappiamo che a volte un errore può essere fatale: i recenti casi di cronaca ci hanno spinto a interrogarci sulle responsabilità collettive che abbiamo come categoria“, ha detto Lino Stoppani, presidente della Fipe. “Oggi in Italia 25 milioni di persone al giorno entrano nei pubblici esercizi, 10 miliardi all’anno, e le aziende sono 320mila: siamo davvero la prima frontiera“, ha aggiunto Stoppani.
Validazione all’Istituto superiore di sanità e tempi
La validazione del testo verrà chiesta all’Istituto superiore di sanità a fine luglio. Nella fase successiva saranno definite le procedure operative, i requisiti per la conservazione dei presidi salvavita e le modalità di collaborazione con i servizi di emergenza. Il passaggio all’Istituto superiore di sanità, fissato per fine luglio, è lo snodo formale che potrà stabilire tempi e modalità per l’implementazione del protocollo e per l’avvio del pilota lombardo; i promotori prevedono che il quadro possa entrare in funzione in autunno.
