16 luglio 2026 – Nel processo per il tragico incidente avvenuto sull’autostrada A26 nella notte del 1° ottobre 2020, il Tribunale di Novara ha condannato a due anni di reclusione con pena sospesa il coordinatore della manutenzione del Centro esercizio di Arona di Autostrade per l’Italia. L’uomo, 44 anni, era imputato per omicidio colposo in relazione alla morte dei calciatori dilettanti Simonluca Agazzone e Matteo Ravetto, deceduti dopo lo schianto della vettura sulla quale viaggiavano all’altezza di Carpignano Sesia, in provincia di Novara.
La ricostruzione dell’incidente
Secondo quanto emerso nel corso del procedimento, la Volkswagen Golf a bordo della quale si trovavano le vittime si sarebbe scontrata con un branco di cinghiali presenti sulla carreggiata autostradale. Dopo l’impatto, il veicolo sarebbe uscito di strada precipitando in una scarpata.
Per l’accusa, all’origine della tragedia ci sarebbe stata una carenza nella manutenzione delle recinzioni lungo il tratto autostradale. In particolare, un varco nella rete di protezione avrebbe consentito agli animali selvatici di raggiungere la carreggiata. La falla sarebbe stata riparata soltanto dopo l’incidente.
Alla guida dell’auto si trovava un amico delle due vittime, che in precedenza aveva già patteggiato una pena di un anno e quattro mesi.
Decisive le perizie tecniche
La sentenza è arrivata al termine di un lungo dibattimento supportato da approfondimenti tecnici e da una perizia zoologica disposta dal giudice.
Gli accertamenti hanno ritenuto altamente probabile che i cinghiali siano entrati in autostrada proprio attraverso l’apertura presente nella recinzione nei pressi del casello di Romagnano-Ghemme. Una conclusione che ha rafforzato l’impianto accusatorio e portato alla condanna del responsabile della manutenzione.
La difesa aveva invece chiesto l’assoluzione, sostenendo che gli animali potessero essere penetrati sulla carreggiata da altri punti di accesso, come gli svincoli di Biandrate o Ghemme, contestando inoltre la responsabilità diretta dell’imputato. Le motivazioni della sentenza saranno depositate nelle prossime settimane.
Chi erano Simonluca Agazzone e Matteo Ravetto
La tragedia colpì profondamente il mondo del calcio piemontese.
Simonluca Agazzone, 39 anni, era stato una promessa del calcio italiano. Cresciuto nelle giovanili del Milan, aveva conquistato il Torneo di Viareggio nel 1999 e vestito anche la maglia delle nazionali giovanili azzurre. Nel corso della sua carriera aveva collezionato oltre 150 presenze tra Serie C1 e C2 con squadre come Spal, Monza, Spezia, Carrarese, Novara, Südtirol e Legnano. Dopo il professionismo aveva continuato a giocare nei campionati dilettantistici fino al ritiro nel 2018.
Matteo Ravetto, 32 anni, era invece noto soprattutto per uno speciale primato realizzato nel febbraio 2020: 24 rigori consecutivi segnati, record che gli aveva consentito di superare anche Mario Balotelli nella speciale classifica dei penalty trasformati senza errori. Trequartista, aveva militato in diverse squadre piemontesi tra Serie D ed Eccellenza, tra cui Biellese, Borgosesia, Casale e Arona.
A quasi sei anni dall’incidente, la sentenza del Tribunale di Novara rappresenta un passaggio importante nell’accertamento delle responsabilità per una delle tragedie stradali che più hanno segnato il calcio dilettantistico piemontese negli ultimi anni.
