Una puntura apparentemente banale, contratta durante le quotidiane attività all’aria aperta, si è trasformata in tragedia in Trentino. Gianna Sommavilla, 76 anni, originaria di Moena e residente a Ziano di Fiemme, è deceduta a un mese di distanza dal morso di una zecca. Il contatto con il parassita, avvenuto lo scorso 8 giugno nei prati adiacenti alla sua abitazione, le ha scatenato un’encefalite fulminea. Nonostante l’immediato ricovero all’ospedale di Cavalese e il successivo trasferimento d’urgenza in elicottero alla terapia intensiva del Santa Chiara di Trento, l’infezione ha causato danni cerebrali irreversibili.
Zecche, il boom della Tbe in regione e l’importanza del vaccino
La scomparsa della donna accende nuovamente i riflettori sulla pericolosità della Tbe, l’encefalite virale trasmessa dalla zecca. Sebbene la patologia esordisca con sintomi simili a quelli influenzali, può evolvere in forme gravissime come la meningite. I dati epidemiologici indicano un raddoppio dei contagi negli ultimi anni rispetto alla media storica registrata tra il 2000 e il 2023. Per contrastare la diffusione, l’Azienda sanitaria trentina promuove attivamente la vaccinazione gratuita per i residenti. Il ciclo protettivo prevede tre dosi complessive e successivi richiami triennali, ed è fortemente raccomandato a chiunque frequenti boschi e zone rurali.
Il cordoglio delle valli e il monitoraggio con ZeccAPP
La notizia del decesso ha scosso profondamente le comunità delle valli di Fiemme e Fassa, dove la settantaseienne era stimata per il suo costante impegno a favore della cultura ladina e del movimento degli Schützen. Prima di spegnersi, la donna ha compiuto un ultimo grande gesto di generosità disponendo la donazione degli organi. Sul fronte della prevenzione territoriale, la Fondazione Edmund Mach continua a implementare “ZeccAPP”, un’applicazione di scienza partecipata che consente ai cittadini di segnalare la presenza di ogni zecca sul territorio, mappando così le aree a maggiore rischio biologico.
