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Ciclosporiasi, cresce l’allarme: cos’è il parassita che provoca diarrea per settimane

Aumentano le infezioni intestinali da Cyclospora. Oltre 1.500 segnalazioni, ma l’alimento all’origine dei contagi non è stato ancora individuato

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Ciclosporiasi, allarme negli Usa: cos’è il parassita che provoca diarrea per settimane

Ciclosporiasi, allarme negli Usa: cos’è il parassita che provoca diarrea per settimane | Alanews.it

Vittorio De Bellaro di Vittorio De Bellaro

Giornalista e autore per Alanews.it, si occupa di attualità, politica, economia e società con particolare attenzione all’analisi dei fatti e alla verifica delle fonti. Il suo lavoro si concentra sulla cronaca e sull’approfondimento dei temi che influenzano il dibattito pubblico, con uno stile chiaro, rigoroso e orientato alla comprensione dei fenomeni contemporanei. Attraverso articoli, analisi e contenuti multimediali contribuisce alla produzione editoriale di Alanews, seguendo i principali eventi nazionali e internazionali e raccontandoli con un approccio informativo indipendente e basato sui principi del giornalismo professionale.

Negli Stati Uniti cresce l’allarme per la ciclosporiasi, un’infezione intestinale provocata dal parassita microscopico Cyclospora cayetanensis. L’aumento più consistente è stato registrato in Michigan, dove il numero dei casi segnalati è passato dai 170 del 30 giugno ai 1.562 del 10 luglio 2026. Le persone ricoverate nello Stato sono almeno 44, mentre non sono stati comunicati decessi.

La situazione non è stata classificata dalle autorità come un’emergenza sanitaria nazionale. I numeri mostrano tuttavia un incremento significativo delle infezioni e hanno spinto le autorità federali e statali ad avviare diverse indagini per individuare l’origine dei focolai. Al momento non è stato identificato un alimento specifico né un produttore comune collegato alla maggior parte dei contagi.

I casi di ciclosporiasi negli Stati Uniti

Secondo i dati dei Centers for Disease Control and Prevention aggiornati al 9 luglio, negli Stati Uniti erano stati confermati 843 casi di ciclosporiasi acquisiti nel Paese, distribuiti in 31 Stati. I ricoveri erano 86 e non risultavano decessi. Il CDC stava inoltre esaminando oltre 1.500 ulteriori segnalazioni per stabilire se si trattasse effettivamente di infezioni da Cyclospora contratte sul territorio statunitense.

Il conteggio federale può risultare inferiore a quello diffuso dai singoli Stati. Il CDC comprende infatti soltanto i casi confermati, già trasmessi e sottoposti alle verifiche necessarie, mentre le autorità locali possono includere segnalazioni più recenti o ancora considerate probabili. Il ritardo tra la comparsa dei sintomi e l’inserimento nei dati nazionali può arrivare fino a sei settimane.

Il Michigan è l’area maggiormente colpita. Normalmente lo Stato registra circa 50 infezioni in un intero anno, mentre nel giro di poche settimane i casi sono diventati oltre 1.500. Aumenti rilevanti sono stati osservati anche nel vicino Ohio, soprattutto nelle contee al confine con il Michigan.

Che cos’è la ciclosporiasi

Ciclosporiasi, allarme negli Usa: cos’è il parassita che provoca diarrea per settimane
Pexels

La ciclosporiasi è una malattia dell’intestino tenue causata da Cyclospora cayetanensis, un parassita unicellulare visibile soltanto al microscopio. L’infezione viene generalmente contratta mangiando alimenti o bevendo acqua contaminati da materiale fecale contenente il parassita.

In passato i focolai statunitensi sono stati associati soprattutto al consumo di prodotti freschi, tra cui lamponi, basilico, coriandolo, lattuga e insalate confezionate. Nel caso dell’aumento registrato nell’estate del 2026, tuttavia, non è ancora stato individuato un alimento comune responsabile delle infezioni.

La Food and Drug Administration sta seguendo più indagini separate riguardanti Cyclospora. Per i focolai ancora attivi, i prodotti coinvolti non sono stati identificati e sono state avviate attività di tracciamento delle catene di distribuzione.

Come avviene il contagio

Il contagio diretto da una persona all’altra è considerato improbabile. Le forme del parassita eliminate attraverso le feci, chiamate oocisti, non sono immediatamente infettive: devono rimanere nell’ambiente per un certo periodo prima di poter trasmettere la malattia.

La ciclosporiasi si diffonde quindi soprattutto attraverso acqua o alimenti freschi entrati in contatto con materiale fecale contaminato. L’incubazione dura generalmente circa una settimana, ma i sintomi possono comparire dopo pochi giorni oppure a distanza di due settimane o più.

I casi tendono ad aumentare tra la tarda primavera e l’estate. Il CDC considera il periodo compreso tra il primo maggio e il 31 agosto come la stagione principale della ciclosporiasi negli Stati Uniti.

Quali sono i sintomi

mal di pancia
Unspalash

Il sintomo più caratteristico è una diarrea acquosa persistente, accompagnata da evacuazioni frequenti e talvolta molto abbondanti. Possono inoltre manifestarsi:

perdita di appetito e di peso, crampi addominali, gonfiore, nausea, aumento dei gas intestinali, stanchezza, febbre lieve, mal di testa, dolori muscolari e, meno frequentemente, vomito.

Senza un trattamento adeguato, la malattia può durare da pochi giorni a oltre un mese. I sintomi possono attenuarsi e poi ricomparire, mentre la sensazione di stanchezza può proseguire anche dopo la scomparsa della diarrea.

Come si cura la ciclosporiasi

La terapia utilizzata più frequentemente è una combinazione antibiotica a base di trimetoprim e sulfametossazolo, da assumere esclusivamente su prescrizione medica. È inoltre importante bere liquidi per ridurre il rischio di disidratazione provocato dalla diarrea.

Alcune persone sane possono guarire spontaneamente, ma in assenza di trattamento i disturbi possono durare più a lungo o presentarsi nuovamente. Chi soffre di diarrea persistente dovrebbe rivolgersi a un medico e segnalare la possibilità di una ciclosporiasi, perché il parassita non viene sempre ricercato nei normali esami delle feci.

Come ridurre il rischio

Le autorità sanitarie raccomandano di lavare accuratamente le mani prima di preparare gli alimenti e di sciacquare frutta, verdura ed erbe aromatiche sotto acqua corrente. È inoltre consigliabile eliminare le parti rovinate e mantenere puliti utensili, superfici e contenitori utilizzati in cucina.

Il lavaggio non garantisce però la completa eliminazione del parassita, che può aderire alla superficie di alcuni vegetali. In Michigan le autorità hanno suggerito, in via precauzionale, di preferire cespi di lattuga interi alle insalate già lavate e confezionate, eliminando le foglie esterne e cuocendo le verdure quando possibile.

Al momento non risultano comunicazioni ufficiali su un focolaio in Italia collegato a quello statunitense. La situazione resta comunque sotto osservazione negli Stati Uniti, mentre le autorità cercano di ricostruire l’origine delle diverse contaminazioni.

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