Ursula von der Leyen ha presentato a Bruxelles oggi le nuove linee guida per la tutela dei minori online, chiedendo di fissare un’età minima per l’accesso legale ai social media. La proposta ruota attorno a una app europea di verifica dell’età e a regole di accesso graduali per fasce d’età. Nel presentarle, la presidente della Commissione ha precisato che “i social media non sono un giocattolo” e che spetta ai genitori decidere quando i bambini possono iniziare a usare lo smartphone.
Von der Leyen ha definito la situazione attuale “non è più sostenibile” perché permette un accesso senza reali restrizioni ai minori e comporta “conseguenze in termini di dipendenza, disagio psicologico e esposizione a contenuti dannosi”. Ha ricordato che con la legge sui servizi digitali (Dsa) le piattaforme hanno un “dovere di diligenza” e devono dimostrare che i loro servizi “non arrecano danni”. Come esempi di intervento in corso ha citato le azioni avviate contro TikTok per un design ritenuto potenzialmente in grado di favorire la dipendenza e le procedure aperte su alcuni prodotti di Meta.
Social media, età minima e app europea di verifica: il piano di Von der Leyen
Il rapporto del panel propone di fissare un’età minima per l’iscrizione alle piattaforme e indica strumenti tecnici, tra cui la nuova app europea di verifica dell’età, per limitare l’accesso dei minori. Secondo von der Leyen, l’app dovrà essere “semplice da usare, rispettosa della privacy e open source”, così da offrire ai genitori maggiore controllo sull’accesso dei figli alle piattaforme. “Non diamo ai bambini le chiavi dell’auto prima della patente e non consentiamo loro di acquistare alcolici prima dell’età legale”, ha detto, ipotizzando regole introdotte in modo graduale per fasce d’età e in funzione delle caratteristiche delle diverse piattaforme. Le soglie, nelle intenzioni illustrate, saranno calibrate anche sulla natura dei contenuti e sulle funzioni dei singoli servizi.
Azioni regolatorie e prossime tappe
Il testo si inserisce nel dibattito sulla responsabilità delle piattaforme e sulla verifica dell’età online, temi già affrontati nel quadro della Dsa e negli scambi tra Commissione, Parlamento europeo e Stati membri. La proposta tecnica dell’app e le raccomandazioni sulle restrizioni legate all’età sono pensate per integrarsi con gli obblighi di diligenza previsti dalla normativa europea, creando un percorso unitario tra misure tecniche e responsabilità legali.
I passaggi successivi prevedono l’adozione di standard comuni di verifica, la definizione di limiti per categorie di servizi e la determinazione delle modalità di controllo e supervisione, che saranno trattati nella fase legislativa e tecnica. La Commissione esaminerà ora le raccomandazioni contenute nel rapporto e presenterà una proposta formale “dopo l’estate”.
