Dal 2022 il Comune di Milano ha de‑impermeabilizzato oltre 50.000 metri quadrati. Lo spiega Lifegate: il progetto prevede la rimozione di asfalto e calcestruzzo e il ripristino del suolo con vegetazione e pavimentazioni drenanti. La pratica, nata a Portland nel 2008 con la nonprofit Depave, si è diffusa in Italia ed è entrata nei piani urbanistici di città come Genova, Bologna e Roma, con cantieri in corso e nuove aree individuate.
Depaving, soluzione innovativa?
Il depaving consiste nella rimozione di strati di asfalto e cemento nelle aree urbane per riportare il suolo a uno stato permeabile e impiantare verde e alberature. L’obiettivo è ripristinare la porosità del terreno. Dopo la demolizione della pavimentazione si dissoda e si ristruttura il sottofondo, si integra terra vegetale e materiali drenanti e si definisce la nuova destinazione d’uso – giardino, parco, orto o superficie permeabile.
Uno studio ad Aswan, in Egitto, ha rilevato differenze significative di temperatura: la temperatura media dell’aria era 25,47 °C sopra l’erba e 41,4 °C sopra l’asfalto; la temperatura superficiale raggiungeva 50,27 °C sull’asfalto e 22,31 °C sull’erba. La ricerca viene citata come prova che il materiale scuro dell’asfalto accumula energia termica contribuendo all’isola di calore urbana; la depavimentazione migliora anche la capacità di assorbimento dell’acqua e riduce il rischio di sovraccarico del sistema fognario durante piogge intense.
Dove in Italia: cantieri e superfici
A Milano la strategia definita “città spugna” ha permesso, dal 2022 a oggi, di de‑impermeabilizzare oltre 50.000 metri quadrati: oltre 20.000 destinati a nuovo verde e più di 30.000 a pavimentazioni drenanti. L’amministrazione comunale ha individuato 27 nuove aree che si aggiungono ai 27 cantieri attualmente in corso o programmati. Un intervento già realizzato è via Toce, nel quartiere Isola: 1.800 metri quadrati di asfalto sono stati sostituiti da superfici permeabili, con 720 metri quadrati di nuovo verde e la messa a dimora di 35 alberi, ha riferito il Comune.
A Genova la sindaca Silvia Salis ha inserito il depaving nel Piano Urbanistico Comunale; la prima campagna partirà da Cornigliano, dove il piazzale davanti a Villa Bombrini sarà liberato dal cemento per realizzare un parco di oltre 13 ettari, finanziato con oltre 3 milioni di euro da Regione Liguria e Società per Cornigliano. Bologna ha programmato la rimozione di cemento e asfalto su oltre 100.000 metri quadrati con il programma Bologna Verde. A Roma la depavimentazione è prevista nel programma “100 Parchi per Roma”: a via Ipponio sono stati rimossi strati di asfalto per 960 metri quadrati di pavimentazione stabilizzata e realizzati oltre 1.000 metri quadrati di superfici verdi, con la piantumazione di alberi e arbusti.
Vantaggi misurabili e passaggi tecnici
La letteratura e le amministrazioni elencano vantaggi concreti: riduzione dell’isola di calore, maggiore infiltrazione delle acque piovane, aumento della copertura arborea, recupero di biodiversità urbana e miglioramento della qualità dell’aria.
Gli interventi seguono fasi tecniche definite: analisi e caratterizzazione dell’area, rimozione della pavimentazione e recupero dei materiali inerti, decompattazione o rimozione del sottofondo, ripristino del suolo con terra vegetale e materiali drenanti e definizione della nuova destinazione d’uso.
Si osservano due direttrici: da un lato l’inserimento del depaving negli strumenti di pianificazione comunale , dall’altro la costruzione di meccanismi di incentivazione e norme fiscali — per esempio sgravi legati agli oneri di urbanizzazione — che mirano a coinvolgere anche interventi privati, purché garantiscano manutenzione per periodi prefissati.
