La Procura di Civitavecchia ha chiesto il giudizio immediato per Claudio Agostino Carlomagno, accusato dell’omicidio della moglie Federica Torzullo ad Anguillara Sabazia per fatti collocati tra l’8 e il 9 gennaio 2026. L’accusa contesta femminicidio aggravato dalla premeditazione e dal rapporto di coniugio, oltre all’occultamento e al vilipendio di cadavere. L’indagato ha ammesso l’uccisione ma ha sostenuto che si sia trattato di un gesto d’impeto; per la Procura gli elementi raccolti delineano una condotta organizzata.
La richiesta di giudizio immediato
La decisione di procedere senza udienza preliminare è stata resa nota dal procuratore capo Alberto Liguori, che ha indicato negli atti d’indagine la base per il rito alternativo. Secondo l’accusa, il quadro probatorio già disponibile è sufficiente per sostenere la tesi della premeditazione e non di un impulso improvviso. La richiesta è stata depositata e confluisce nel fascicolo aperto sulla morte di Torzullo.
Carlomagno è stato arrestato una settimana dopo il fatto, al termine degli accertamenti svolti dai carabinieri su delega della Procura. L’indagato è assistito dall’avvocato Andrea Miroli e, negli interrogatori, ha collegato l’azione a tensioni maturate in famiglia.
Gli esiti medico-legali e la dinamica ipotizzata
L’autopsia, eseguita dai medici legali Benedetta Baldari, Giulio Sacchetti, Gino Saladini e Antonello Cirnelli, ha collocato la morte tra la serata dell’8 e le prime ore del 9 gennaio 2026. I consulenti hanno rilevato ventitré coltellate, molte al volto, insieme a residui biologici e fibre vegetali compatibili con un trasporto e un occultamento in area esterna. Questi riscontri sono stati utilizzati dall’accusa per sostenere la pianificazione dell’omicidio e per circoscrivere la finestra temporale del decesso.
Le attività tecniche e biologiche, con riscontri investigativi dei carabinieri, hanno portato gli inquirenti a ipotizzare una sequenza: aggressione nell’abitazione della coppia, pulizia dei locali, trasporto del corpo con un veicolo riconducibile all’indagato, tentativo di distruzione dei resti e successiva sepoltura in un terreno collegato a Carlomagno. È su questa ricostruzione che la Procura fonda la richiesta di giudizio immediato e l’aggravante della premeditazione.
Il movente ipotizzato e la linea della difesa
Secondo l’accusa, il movente sarebbe legato alla scelta di Torzullo di interrompere definitivamente la relazione e di avviare un progetto di vita separata. Nella ricostruzione della Procura, tale decisione sarebbe stata percepita dall’indagato come una minaccia, anche in relazione alle possibili conseguenze sull’affidamento del figlio. In questa cornice, per gli inquirenti, si inserirebbe la pianificazione dell’omicidio.
Carlomagno, nel corso degli interrogatori, ha ammesso di avere ucciso la moglie, ma ha riferito che l’atto sarebbe stato d’impeto, maturato dopo la perdita del figlio minore e nel contesto di una controversia sull’affidamento. La Procura ha contestato questa versione, ritenendola incompatibile con gli elementi medico-legali e forensi emersi dalle consulenze. Il confronto tra le due letture — premeditazione per l’accusa, impulso per la difesa — resta al centro dell’impostazione processuale.
Il filone sui messaggi online e i prossimi passi
A fine gennaio si è aggiunto un capitolo distinto dell’indagine: i genitori di Carlomagno, Pasquale Carlomagno e Maria Messenio, si sono tolti la vita. La Procura di Civitavecchia ha aperto un fascicolo per istigazione al suicidio e ha incaricato i carabinieri di approfondire una serie di commenti violenti comparsi sui profili social dei familiari dopo la confessione dell’indagato. Quattro utenti sono finiti sotto osservazione per i messaggi pubblicati in quella fase.
Il filone dedicato all’odio online affianca il procedimento principale sull’omicidio. Gli investigatori puntano ad accertare se, e in quale misura, quei contenuti abbiano inciso sugli eventi successivi, attraverso verifiche tecniche su testi, tempistiche e responsabilità individuali. Si tratta di attività istruttorie in corso, con acquisizioni digitali e riscontri che dovranno essere incardinati negli atti.
La richiesta di giudizio immediato è attualmente agli atti ed è stata depositata sotto la supervisione del procuratore capo Alberto Liguori. La decisione sul passaggio successivo spetterà agli organi giudiziari competenti, che valuteranno il materiale raccolto e l’eventuale calendarizzazione del processo.
