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Scontri tra bagnanti e stabilimenti balneari in Puglia: il pranzo al sacco deve essere consentito

Il presidente Decaro ribadisce le regole del 2019: sì al pasto personale, ma solo con stoviglie biodegradabili e per non gravare sui costi già alti.

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Scontri tra bagnanti e stabilimenti balneari: il pranzo al sacco deve essere consentito

Scontri tra bagnanti e stabilimenti balneari: il pranzo al sacco deve essere consentito | Ansa

Ludovica Bartolini di Ludovica Bartolini

Nata a Napoli nel 2002, ho conseguito una laurea in Arti, Spettacolo ed Eventi Culturali e una in Journalism and Multimedia Communication. Mi occupo di cultura, cinema e spettacolo

La Regione Puglia consente ai bagnanti di portare e consumare cibi e bevande propri anche sulle spiagge in concessione, mentre resta il divieto di plastica monouso. Con un’ordinanza emanata nel 2019 il quadro è stato fissato e non prevede limitazioni al “pranzo al sacco”. Il presidente della Regione, Antonio Decaro, ha chiarito che le regole valgono su tutto il litorale pugliese e ha richiamato l’attenzione sui materiali ammessi.

Decaro ha spiegato in un video pubblicato sui social che chi entra con alimenti e bevande deve rispettare i requisiti ambientali, portando solo stoviglie e posate compostabili o biodegradabili. La precisazione è arrivata dopo segnalazioni di famiglie e un confronto acceso tra associazioni dei consumatori e rappresentanti degli operatori balneari, tema che si incrocia con gli aumenti del costo di ombrelloni e lettini.

Cosa prevede l’ordinanza del 2019

L’ordinanza regionale del 2019 vieta l’uso della plastica monouso sulle spiagge della Puglia e autorizza esplicitamente l’introduzione e il consumo di alimenti e bevande personali, anche negli stabilimenti affidati in concessione. La norma specifica che chi porta cibo deve utilizzare stoviglie e posate biodegradabili o compostabili. Il divieto riguarda esclusivamente i materiali monouso in plastica, non il consumo di pasti portati da casa.

Resta la necessità di rispettare anche eventuali prescrizioni locali: l’impiego di contenitori o accessori non conformi può comportare sanzioni previste da ordinanze comunali. In sintesi, il pranzo al sacco è consentito, ma i supporti devono essere ecocompatibili e smaltiti correttamente.

Le posizioni di Decaro e dei balneari

Nel suo intervento, Decaro ha legato il tema delle regole a quello dei costi sostenuti dai clienti. «Il costo degli ombrelloni e dei lettini è già esorbitante», ha detto il presidente della Regione, ricordando che «le regole in Puglia sul decoro ci sono già dal 2019: è vietato in spiaggia utilizzare plastica monouso». La linea è di continuità con l’ordinanza: nessun divieto sul pasto personale, pieno rispetto delle norme ambientali.

Dall’altra parte, le associazioni di categoria degli operatori turistici e balneari hanno segnalato criticità legate all’accesso in spiaggia con borsoni carichi di cibarie e bevande, che a loro giudizio può comportare «un danno economico e d’immagine» per lo stabilimento, si legge in una nota delle rappresentanze degli operatori. Secondo i gestori, il tema tocca anche l’organizzazione dei servizi interni e la cura del decoro delle aree in concessione.

Al momento non esiste una norma regionale che imponga ai clienti di consumare esclusivamente nei bar dei lidi. Restano però prassi gestionali e clausole interne ai contratti di servizio che possono essere interpretate in modo diverso da struttura a struttura; per questo le associazioni dei consumatori chiedono chiarezza ed esposizione trasparente delle regole all’ingresso degli stabilimenti.

Tariffe estive e scelte delle famiglie

L’Adoc, Associazione per la Difesa e l’Orientamento dei Consumatori, ha rilevato nel 2026 un aumento medio del 25,39% per il noleggio di due lettini e un ombrellone rispetto ai periodi precedenti. Nel confronto dei listini di luglio tra il 2021 e il 2026, l’associazione indica un prezzo medio passato da 25,32 euro a 31,75 euro. In alcune località del Salento, come Porto Cesareo e Nardò, gli incrementi arrivano fino al 50% in specifiche strutture.

Per molte famiglie il costo di una giornata al mare pesa sulle scelte e spinge a portare il pranzo da casa, nel rispetto delle prescrizioni ambientali. Le associazioni dei consumatori sostengono questa possibilità e sollecitano controlli sui materiali usati e sui listini. Decaro ha ribadito il punto operativo: «Chi porta cibo da casa può utilizzare soltanto posate e stoviglie biodegradabili».

Il confronto tra rappresentanze dei balneari e consumatori prosegue su due piani: tutela del decoro e sostenibilità economica della stagione. L’ultimo dato consolidato sul fronte prezzi arriva dal monitoraggio Adoc di luglio: il prezzo medio per due lettini e un ombrellone è passato da 25,32 euro nel 2021 a 31,75 euro nel 2026.

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