Ultimo ha radunato 250mila spettatori a Tor Vergata nella serata del concerto. Ha aperto con “Pianeti”, ha dedicato a Roma “Il capolavoro” e ha raggiunto il palco dopo un arrivo in elicottero, sorvolando il “Raduno degli Ultimi”. Lo show è stato costruito attorno al nuovo album Il giorno che aspettavo e ha messo al centro il rapporto diretto tra artista e pubblico.
«Questo non è solo un concerto, questa non è solo musica, questo è il giorno che aspettavo: questa è la favola per sempre», ha detto Ultimo all’apertura. Quel messaggio era stato anticipato da un reel pubblicato il giorno prima, in cui il cantautore ha scritto: «Magari non abbiamo cambiato e non cambieremo il mondo, ma possiamo dire che abbiamo un mare di gente che ha capito che se il mondo è quello che abbiamo dentro, allora lo hai salvato davvero».
Numeri, palco e ospiti
La cornice scenica ha seguito la dimensione del raduno: palco monumentale, maxischermi e una passerella a forma di infinito che ha proiettato l’artista verso il parterre. La scaletta ha alternato brani già noti e canzoni mai eseguite dal vivo, con una costruzione pensata per far dialogare il repertorio con il percorso personale raccontato sullo schermo.
Tra i titoli eseguiti sono stati segnalati “Pianeti”, “Il capolavoro”, “Il ballo delle incertezze”, “I tuoi particolari”, “Poesia senza veli” e “Sogni appesi”, che ha chiuso lo show. Durante “Poesia senza veli” i volti dei fan sono comparsi sui maxischermi, integrazione dichiarata dell’idea di un palcoscenico condiviso.
Il momento degli ospiti ha toccato uno dei picchi emotivi del set: Fabrizio Moro è salito sul palco per “L’eternità” e il duetto si è chiuso con un abbraccio all’artista. La scelta degli innesti ha tenuto insieme il richiamo alla città, l’apertura del concerto con la dedica a Roma e l’uso degli schermi per ribadire la partecipazione del pubblico come elemento della messa in scena.
Dal video del 2017 al raduno di Tor Vergata
La serata ha esplicitato un filo biografico. In un passaggio, l’artista ha riproposto un video del 2017 in cui, in una diretta Instagram, si chiedeva se sarebbe stato possibile riempire la cantina di casa per un concerto; dieci anni dopo le riprese dal drone sul pubblico di Tor Vergata hanno mostrato la distanza percorsa, dalle prime dirette al raduno da 250mila presenze.
Dal racconto del pubblico emergono scelte logistiche precise. «Sono qui dalle sette di stamattina», hanno raccontato in molti sotto le transenne; altri hanno spiegato di essere arrivati la sera prima e non sono mancati commenti come «vengo dall’Inghilterra». Accanto a chi ha seguito l’artista fin dagli esordi nelle piazze romane, c’era chi aveva montato tende per assicurarsi le prime file, segnale di una partecipazione pianificata con largo anticipo.
L’arrivo in elicottero, con il sorvolo del “Raduno degli Ultimi”, ha preceduto la salita sul palco e ha fissato l’avvio di un concerto che l’artista ha definito parte di una “favola per sempre”. L’innesto di canzoni mai cantate in pubblico è stato introdotto con riferimenti al momento della scrittura, a sottolineare il legame tra memoria di percorso e costruzione dello spettacolo.
Trasporti, accessi e misure anti-caldo
La macchina organizzativa ha puntato su trasporti e sicurezza. Vivo Concerti ha predisposto il potenziamento delle metropolitane per tutta la notte, ha attivato navette gratuite e ha incluso il servizio metro nel biglietto. Nei giorni precedenti era partito anche un invito a prestare attenzione al sole, condiviso dall’etichetta dell’artista.
Per affrontare le ore più calde l’organizzazione ha autorizzato l’ingresso con borracce in plastica, creme solari, powerbank e cibo portato da casa. L’assetto della venue, con passerella allungata e schermi di grande formato, è stato pensato per distribuire afflusso e visibilità, in modo da facilitare movimenti e uscite a evento concluso.
La combinazione tra misure pratiche e narrazione di palco ha tenuto insieme numeri e identità del progetto: un raduno pop, un impianto scenico disegnato per la partecipazione e una timeline che ha ripescato immagini d’archivio per misurare la crescita dell’artista e della sua comunità di ascolto.
Il concerto è stato costruito attorno al nuovo album Il giorno che aspettavo. La scaletta ha incluso, tra gli altri, “Pianeti”, “Il capolavoro”, “Il ballo delle incertezze”, “I tuoi particolari”, “Poesia senza veli”, “L’eternità” con Fabrizio Moro, “Solo”, “Equilibrio mentale” e “Sogni appesi”. L’organizzazione ha indicato in 250mila il totale degli spettatori presenti a Tor Vergata.
