La Russia ha lanciato 125 droni e quattro missili contro l’Ucraina nella notte, secondo lo Stato maggiore ucraino. L’Aeronautica di Kiev ha indicato che 112 droni sono stati abbattuti o neutralizzati e che i quattro missili — tra cui un Kh-31 anti-radar e missili Kh-59/69 — non hanno raggiunto i bersagli. Il ministero della Difesa russo ha riferito di 71 droni ucraini abbattuti tra le 20 e le 7 nelle regioni di Belgorod, Bryansk, Rostov e nello spazio aereo della Crimea, segnalando divergenze nei conteggi che saranno oggetto di verifiche.
Nel rapporto pubblicato alle 8, le forze ucraine hanno aggiunto che quattro droni d’attacco hanno colpito tre località, mentre resti di velivoli sono stati recuperati in otto aree. Le sirene antiaeree hanno suonato in diverse zone orientali, centrali e meridionali del Paese; il documento non riporta un bilancio delle vittime né l’elenco completo dei siti danneggiati.
Cifre, intercetti e aree colpite
L’aggiornamento mattutino dell’Aeronautica ucraina ha ribadito la neutralizzazione della maggior parte dell’ondata, sottolineando che i quattro droni arrivati a bersaglio hanno provocato danni descritti come circoscritti. Il comando ha fornito le coordinate delle aree in cui sono stati rinvenuti resti e munizioni, senza precisare l’entità complessiva dei danni a infrastrutture civili o militari. La ricostruzione indica un impiego combinato di droni d’attacco e missili a guida, ma segnala l’assenza di impatti attribuibili ai vettori Kh-31 e Kh-59/69.
Dal versante russo, il ministero della Difesa ha comunicato di avere intercettato 71 droni ucraini nel periodo compreso tra le 20 e le 7 locali, citando azioni di difesa nelle regioni di Belgorod, Bryansk e Rostov, oltre che nello spazio aereo della Crimea. Lo scarto con i dati diffusi da Kiev — 112 droni neutralizzati in Ucraina — riguarda sia i numeri sia i criteri temporali e geografici di rilevazione. La distanza tra i due conteggi, ricorrente nei report di parte, verrà valutata alla luce dell’analisi dei rottami raccolti sul territorio.
Operazioni sul campo e verifiche
Le autorità ucraine hanno mantenuto l’allerta nelle aree citate, con squadre di emergenza impegnate nella rimozione dei detriti e nei rilievi sui danni. Le attività comprendono la messa in sicurezza delle strade interessate dalla caduta di frammenti e l’ispezione di linee elettriche e depositi colpiti dai resti. La priorità operativa resta l’individuazione dei punti d’impatto effettivi rispetto alle segnalazioni diffuse durante gli allarmi notturni.
Gli organismi tecnici prevedono nelle prossime 48 ore analisi sui materiali recuperati e possibili conferme indipendenti sui numeri relativi a droni e missili. Le verifiche intendono allineare i dati di intercetto con le evidenze al suolo e chiarire la tipologia dei vettori impiegati nelle diverse ondate, includendo un controllo incrociato su orari, traiettorie e residui di carico bellico.
Diplomazia e movimenti militari
La Cina ha annunciato che a luglio terrà con la Russia le esercitazioni navali annuali «Joint Sea‑2026» nelle acque al largo di Qingdao, cui seguiranno pattugliamenti congiunti in una zona del Pacifico. Il ministero della Difesa cinese ha spiegato che le manovre mirano ad «affrontare congiuntamente le sfide alla sicurezza», senza fornire dettagli sull’entità delle forze coinvolte. L’annuncio segue la recente visita di Vladimir Putin in Cina ed è osservato dalle capitali occidentali come un ulteriore segnale del rafforzamento dei legami sino-russi.
In Europa, il ministro della Difesa tedesco Boris Pistorius ha affermato al quotidiano Bild che, a suo avviso, l’Ucraina non ha bisogno dei missili da crociera Taurus in questo momento. La posizione si inserisce nel dibattito già avviato il mese scorso dal cancelliere Friedrich Merz sulle capacità a lungo raggio disponibili per Kiev e sull’opportunità di nuovi trasferimenti.
Sul piano ucraino, il presidente Volodymyr Zelensky ha visitato una struttura medica a Odessa, dove ha incontrato soldati feriti e veterani e ha consegnato onorificenze al personale sanitario. I media ucraini hanno rilanciato il suo ringraziamento ai militari e l’enfasi sull’importanza delle cure e della riabilitazione per il recupero operativo delle forze armate.
La Casa Bianca e il Cremlino hanno riferito colloqui tra Donald Trump e Vladimir Putin, e tra Trump e Volodymyr Zelensky, con l’annuncio di ulteriori incontri a margine del prossimo vertice Nato. Le comunicazioni puntano a inserire formalmente la situazione ucraina nell’agenda dei leader dell’Alleanza, con l’obiettivo di coordinare posizioni su sostegno militare e sicurezza regionale.
Kostiantynivka, versioni contrastate
Mosca ha dichiarato la disponibilità a svolgere azioni umanitarie per la consegna di corpi dopo ciò che definisce la «liberazione» di Kostiantynivka. Secondo lo Stato maggiore ucraino, Kiev respinge quella ricostruzione e continua ad affermare il controllo della città. Il contrasto sulle condizioni locali resta tra gli aspetti contestati nelle comunicazioni ufficiali delle due parti.
Il vertice Nato è fissato per il 7 e l’8 luglio ad Ankara, con in agenda la situazione in Ucraina e le forniture di difesa.
