L’ondata di caldo che sta investendo gran parte dell’Europa continua ad avere conseguenze sempre più pesanti. L’Organizzazione mondiale della sanità lancia un nuovo allarme sull’impatto delle temperature estreme, indicando un aumento della pressione sui sistemi sanitari e invitando i Paesi europei a rafforzare le misure di prevenzione in vista di estati che si prospettano sempre più difficili.
L’Oms: “Cinque decessi in Italia per il caldo nelle ultime 24 ore”
In una nota, il direttore regionale dell’OMS per l’Europa, Hans Henri P. Kluge, ha definito le attuali ondate di calore una vera e propria “prova generale” di ciò che potrebbe diventare la normalità nei prossimi anni.
Secondo Kluge, in tutta Europa i pronto soccorso stanno registrando un forte afflusso di pazienti, mentre i servizi di ambulanza stanno affrontando numeri record di interventi. In questo contesto, l’Italia avrebbe registrato cinque decessi nelle ultime 24 ore riconducibili alle elevate temperature.
L’emergenza caldo coinvolge tutta l’Europa
Il responsabile dell’OMS ha descritto una situazione critica anche in altri Paesi europei. In Francia, ha spiegato, in alcune città le chiamate ai servizi di emergenza medica sono aumentate fino al 50%.
Anche il Regno Unito sta facendo i conti con gli effetti del caldo: a Londra il servizio di ambulanza ha registrato, la scorsa settimana, il numero più alto di chiamate per emergenze potenzialmente letali mai rilevato in una sola giornata.
In Spagna, inoltre, il sistema nazionale di monitoraggio della mortalità ha già stimato oltre 300 decessi in eccesso associati alle alte temperature nel giro di pochi giorni.
“L’Europa si riscalda più del resto del pianeta”
Per Kluge il quadro è destinato a diventare sempre più complesso. L’Europa, ha sottolineato, si sta riscaldando a una velocità superiore a quella della media globale, con ondate di calore che non rappresentano più fenomeni eccezionali, ma crisi ricorrenti sempre più frequenti, intense e durature.
Per questo motivo il direttore regionale dell’OMS ha avvertito che ogni estate affrontata senza un’adeguata preparazione rischia di tradursi in un aumento delle vittime.
La prevenzione salva vite
Pur delineando uno scenario preoccupante, Kluge ha evidenziato come le misure di adattamento stiano già producendo risultati concreti. Secondo le stime dell’OMS, nel 2023 il numero dei decessi legati al caldo in Europa sarebbe stato circa l’80% più elevato in assenza degli strumenti di prevenzione già adottati.
Tra gli over 80, ha aggiunto, il bilancio delle vittime avrebbe potuto addirittura raddoppiare. Per questo motivo il responsabile dell’OMS ha ribadito l’importanza di rafforzare i piani sanitari dedicati alle ondate di calore, i sistemi di allerta precoce, gli spazi climatizzati e le iniziative di assistenza rivolte alle persone più vulnerabili, definendoli strumenti che stanno salvando vite e che dovrebbero essere ulteriormente sviluppati in tutta la Regione europea.
Convocata una riunione d’emergenza il 6 luglio
Proprio alla luce della situazione attuale, Hans Henri P. Kluge ha annunciato la convocazione, per lunedì 6 luglio, di una riunione straordinaria con i responsabili nazionali delle emergenze, dell’ambiente e del cambiamento climatico dei Paesi membri dell’OMS Europa.
L’incontro servirà a fare il punto sulle lezioni apprese durante questa ondata di calore, a valutare il livello di preparazione per le prossime emergenze e a individuare il supporto che l’OMS potrà offrire agli Stati membri. Il messaggio conclusivo di Kluge è netto: quella attuale rappresenta soltanto una prova generale, perché le estati del futuro saranno ancora più difficili.
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