Larissa Iapichino ha inaugurato la serata decisiva e l’Italia ha chiuso davanti a tutti agli Europei di atletica di Birmingham, decisa negli ultimi metri della staffetta maschile. Una combinazione di risultati — il successo nel lungo femminile, il bronzo della 4×400 donne e poi la vittoria per tre centesimi nella 4×400 maschile — ha trasformato l’ultima gara in un sorpasso che vale il medagliere. La staffetta azzurra ha tagliato il traguardo con un margine minimo: proprio quei tre centesimi sono stati sufficienti a ribaltare la classifica per nazioni e a consegnare all’Italia il decimo oro continentale.
Il sorpasso di tre centesimi nella 4×400 maschile
La copertina finale è andata al quartetto composto da Scotti, Sito, Soudassi e Benati, che ha affrontato la 4×400 sapendo che il risultato avrebbe potuto decidere anche il medagliere generale. Sul rettilineo conclusivo la lotta con la Gran Bretagna si è risolta per pochi centimetri: l’Italia ha fermato il cronometro sul 3’28″86, la Gran Bretagna ha chiuso in 3’28″89.
Quella vittoria non è stato solo il titolo europeo della staffetta: è stato il decimo oro per la spedizione azzurra e il sorpasso definitivo sulla nazione ospitante. La staffetta è diventata così il simbolo del cammino italiano a Birmingham, una prova decisa fino all’ultima frazione e decisa nei valori cronometrici più esigui.
Iapichino, sette metri per il titolo nel lungo
La finale del salto in lungo femminile si è aperta nel modo migliore per l’azzurra: al primo tentativo Larissa Iapichino ha atterrato esattamente a 7,00 metri, misura che nessuna rivale è riuscita più a superare. La britannica Jazmin Sawyers si è avvicinata fino a 6,99, la francese Kpatcha ha segnato 6,98 e la tedesca Mihambo ha raggiunto 6,94 prima di incappare in tre nulli consecutivi.
Iapichino è rimasta in testa dall’inizio alla fine: dopo il primo salto valido a sette metri ha registrato un nullo, poi 6,93 al terzo e 6,71 al quarto, ma il primo volo è stato sufficiente per assicurarsi il titolo europeo e per ricollocare l’Italia in vantaggio nella corsa al medagliere.
Il bronzo femminile e i due argenti dalla maratona
Prima della staffetta maschile la classifica per nazioni aveva subito un altro scossone: il quartetto femminile composto da Bonora, Polinari, Mangione e Coiro ha conquistato il bronzo nella 4×400 donne. Con l’argento britannico, la Gran Bretagna è temporaneamente tornata davanti all’Italia nel medagliere: entrambe le nazioni contavano nove ori, ma gli inglesi potevano vantare un argento in più.
La giornata azzurra era iniziata sulla strada: nella maratona maschile Pietro Riva ha preso l’argento alle spalle del tedesco Petros, restando nel gruppo degli inseguitori durante la fase decisiva e prendendosi il secondo posto nel finale. Riva ha raccontato:
«Dal quarantesimo chilometro stavo bene e mi sono rilassato, aspettando la volata»
Un altro argento è arrivato nella gara a squadre femminile: i piazzamenti di Rebecca Lonedo (sesta), Sofia Yaremchuk (settima) e Giovanna Epis (ventunesima) hanno permesso all’Italia di salire sul secondo gradino del podio dietro alla Gran Bretagna.
Gli errori, i miglioramenti personali e il bilancio finale
Non tutto è filato liscio nella serata conclusiva: la formazione italiana è stata eliminata nella 4×100 mista a causa di un errore al cambio tra Fontana e Desalu. Nel giavellotto Paola Padovan (58,91) ha chiuso settima migliorando il proprio personale, mentre Matteo Oliveri è stato tredicesimo nell’asta dopo tre errori a 5,70.
Il finale, però, ha cancellato le occasioni mancate: prima il successo di Iapichino, poi il bronzo delle donne e infine quei tre centesimi della 4×400 maschile. Il decimo oro è arrivato nell’ultima gara e ha messo l’Italia davanti a tutti nel medagliere di questi Europei di atletica, chiudendo una rassegna costruita gara dopo gara e decisa, letteralmente, negli ultimi metri.
