Guerra in Iran e tensioni regionali restano al centro delle valutazioni politiche: gli esperti descrivono opzioni militari statunitensi «limitate», mentre nel Libano 86 deputati chiedono la prosecuzione della missione UNIFIL. Lo ha riassunto l’ultimo quadro raccolto dagli analisti.
Le valutazioni sulle opzioni militari e lo Stretto di Hormuz
Secondo Bryan Clark dell’Hubson Institute, le opzioni americane contro l’Iran sono «limitate», e l’unica misura militare residua indicata sarebbe aprire lo Stretto di Hormuz e impiegare la forza per garantirne la sicurezza. Clark ha descritto questa scelta come l’alternativa più diretta, sebbene comporti rischi e costi operativi rilevanti.
Il tema dello Stretto di Hormuz ricorre nelle analisi perché controlla rotte energetiche strategiche; tuttavia, dalle valutazioni citate emerge che altre opzioni militari convenzionali risultano meno percorribili. Restano sul tavolo misure politiche e diplomatiche, mentre la componente militare è definita residuale.
Pressione politica e reazioni nella regione
Nel quadro politico, l’ex presidente Trump ha invitato l’Iran ad arrendersi dopo la scadenza del memorandum citato nelle note di analisi. In risposta, l’IRGC ha negato contatti con l’amministrazione indicata. Queste dichiarazioni mostrano una polarizzazione verbale, pur senza indicare nuove mosse operative.
In Libano, 86 deputati hanno firmato una petizione consegnata al presidente Aoun per chiedere la prosecuzione della missione UNIFIL. La richiesta parlamentare sottolinea, nel dibattito regionale, la rilevanza di strumenti multilaterali per la stabilità; di conseguenza, la politica estera locale rimane un fattore nel bilancio complessivo delle possibili risposte alla crisi.
Conseguenze pratiche e prossimi nodi
Le ricadute pratiche di queste valutazioni si concentrano sul possibile controllo delle rotte marittime e sulla gestione politica delle tensioni. Bryan Clark ha insistito sul fatto che l’apertura dello Stretto di Hormuz sarebbe l’opzione militare residua più concreta, ma non ha indicato che sia stata adottata alcuna decisione formale in tal senso.
Nel complesso, la guerra in Iran resta una cornice che misura capacità e limiti delle scelte statunitensi e nazionali nella regione. La combinazione di pressioni politiche, valutazioni militari e richieste istituzionali — come la petizione per UNIFIL — definisce il perimetro entro cui si muovono gli attori coinvolti.
La situazione resta soggetta a sviluppi. Per ora, le fonti citate delineano un quadro in cui le opzioni militari sono ritenute limitate e le soluzioni multilaterali guadagnano centralità nelle discussioni regionali.
Guerra in Iran, la diretta di oggi, 17 agosto
Scade oggi il memorandum d’intesa firmato a giugno tra Iran e Stati Uniti, mentre i colloqui per porre fine alla Guerra restano bloccati. Sul fronte palestinese, Israele ha inviato altri soldati nel villaggio di Qusra, in Cisgiordania occupata, dove coloni israeliani assediano da due settimane tre abitazioni palestinesi. Nel titolo della fonte viene indicato anche un incontro tra Khalil al-Khayya e Jared Kushner, ma nel materiale fornito non sono presenti ulteriori dettagli sull’incontro.
Cosa sapere:
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Scade oggi il memorandum d’intesa tra Iran e Stati Uniti firmato a giugno.
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I negoziati per arrivare alla fine della Guerra restano in una fase di stallo.
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Israele ha inviato altri soldati nel villaggio di Qusra, nella Cisgiordania occupata.
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Coloni israeliani stanno assediando da due settimane tre abitazioni palestinesi nel villaggio.
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La fonte segnala anche un incontro tra Khalil al-Khayya e Jared Kushner, senza fornire nel materiale disponibile ulteriori dettagli.
Cosa sta succedendo
La crisi mediorientale resta tesa: oltre alle tensioni tra Stati Uniti e Iran citate nel memorandum scaduto, emergono sviluppi politici e militari in più paesi della regione.
Ultimi sviluppi: secondo Bryan Clark dell’Hudson Institute le opzioni per un’escalation statunitense contro l’Iran sono «limitate», l’unica misura militare residua sarebbe aprire lo Stretto di Hormuz e usare la forza per proteggerlo.
- Trump: invita l’Iran ad arrendersi dopo la scadenza del memorandum; l’IRGC nega contatti con l’amministrazione citata
- Libano: 86 deputati hanno firmato una petizione consegnata al presidente Aoun per chiedere la prosecuzione della missione UNIFIL
- Stretto di Hormuz: Bryan Clark afferma che le opzioni Usa sono limitate e l’unica opzione militare sarebbe aprire lo stretto e usare la forza per proteggerlo
Bryan Clark, senior fellow all'Hudson Institute, afferma che Washington ha poco margine per intensificare il blocco dei porti iraniani senza esporre le forze Usa a rischi significativi.
Secondo Clark, l'unica opzione militare rimasta sarebbe aprire lo Stretto di Hormuz e usare la forza per proteggere il traffico commerciale, impiegando forze navali e aeree per scortare le navi.
Avverte che questa scelta potrebbe riportare una situazione simile alla guerra dei petroliere degli anni '80 e che un passo ulteriore potrebbe essere l'impiego di forze di terra.
Donald Trump invita l'Iran ad «alzare la bandiera bianca» dopo la scadenza del memorandum d'intesa lunedì. In un'intervista a Fox News Trump afferma che l'amministrazione sta trattando con i Guardiani della Rivoluzione; l'IRGC nega il contatto. Il portavoce del ministero degli Esteri iraniano Esmaeil Baghaei definisce «grossolane» le violazioni statunitensi e dice che il termine è diventato «completamente irrilevante», aggiungendo che le forze iraniane sono pronte a rispondere in caso d'attacco. Il generale Yadollah Javani, comandante dei Guardiani della Rivoluzione, avverte che la difesa potrebbe trasformarsi in offensiva con una politica di «deterrenza massima».
Un gruppo di parlamentari libanesi ha consegnato al presidente Joseph Aoun una petizione firmata da 86 deputati per chiedere la continuazione della missione UNIFIL nel sud del Libano.
Incontro a Baabda Palace con una delegazione parlamentare di 20 membri, che ha presentato ad Aoun un fascicolo contenente la petizione e documenti di supporto, ha detto l'onorevole Adib Abdel Massih su X.
I legislatori hanno sottolineato che il ruolo di UNIFIL è diventato «più critico» alla luce dell'aumento delle violazioni israeliane, dei ripetuti sconfinamenti e dei raid mirati che, a loro avviso, mettono a rischio la sicurezza degli abitanti del sud e il diritto al ritorno.
Bryan Clark, senior fellow dell'Hudson Institute, afferma che Usa e Iran «stanno facendo richieste massimaliste l'uno all'altro» sullo Stretto di Hormuz. Clark spiega che l'Iran punta a «massimizzare il controllo dello Stretto e imporre pedaggi», mentre la posizione di Washington equivale a una richiesta che Teheran «si arrenda». A suo avviso il memorandum d'intesa è ormai «una lettera morta» e l'IRGC «tende a prendere le decisioni», mentre gli Usa hanno registrato meno progressi nel comunicare con quel comando.
I ministri degli Esteri del Qatar e del Kuwait, Sheikh Mohammed bin Abdulrahman bin Jassim Al Thani e Sheikh Jarrah Jaber Al‑Ahmad Al‑Sabah, ribadiscono l'impegno per la de‑escalation regionale e l'attuazione del memorandum Usa‑Iran, con misure per garantire la libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz, riferisce il ministero degli Esteri del Qatar. In una conversazione telefonica lunedì i due hanno discusso la cooperazione bilaterale e il coordinamento diplomatico per ridurre le tensioni e rafforzare la stabilità regionale. Al Thani ha sottolineato che il rispetto degli impegni previsti dal memorandum è fondamentale per preservare la sicurezza nella regione.
Bryan Clark, senior fellow all'Hudson Institute, avverte che gli Usa devono convincere l'Iran ad aprire lo Stretto di Hormuz. Secondo Clark, l'annuncio di Teheran di una postura militare «offensiva» indica che l'Iran potrebbe attaccare più aggressivamente navi e forze nella zona per esercitare controllo. L'esperto aggiunge che il blocco navale statunitense ha fermato petrolio e cibo iraniani, ma l'Iran può aggirarlo via terra e gli Usa faticano a mantenere le dispiegazioni.
Gli Houthi bombardano la provincia di Al-Dhale, nel sudovest dello Yemen, ferendo una donna e un bambino, riferisce l'agenzia statale Saba. L'agenzia Saba, citando fonti locali, afferma che l'area colpita era residenziale e che gli attacchi si sono intensificati nei distretti di Hajar e Murais.
La presidenza turca dice che Recep Tayyip Erdogan ha avuto una conversazione telefonica con Donald Trump sulla relazione bilaterale, sulle guerre in Iran e a Gaza e sull'accordo di difesa congiunta di Mecca tra Turchia, Pakistan e Arabia Saudita. Erdogan ha detto a Trump che è necessario proseguire i colloqui diplomatici con l'Iran e che la Turchia è pronta a contribuire a quel processo. Ha inoltre sollevato la questione di Gaza, affermando che Israele sta attaccando i palestinesi nell'enclave mentre doveva entrare in vigore la seconda fase del piano di cessate il fuoco.
Il presidente Masoud Pezeshkian ha commemorato l'anniversario del ritorno dei prigionieri di guerra del 1988 e ha scritto in un post su X che «pazienza, solidarietà e speranza sono le chiavi della resilienza iraniana» di fronte alle crescenti pressioni esterne. Rivolgendosi al conflitto durato otto anni con l'Iraq, Pezeshkian ha ricordato che più di 200.000 iraniani morirono combattendo le forze di Saddam Hussein e ha definito la vicenda dei prigionieri «la narrazione della fermezza di uomini che patirono ma non rinunciarono all'onore dell'Iran».
Un sondaggio Reuters/Ipsos rileva che il gradimento di Trump negli Usa è sceso al 33%. La maggioranza degli intervistati ha detto di temere che la guerra con l'Iran durerà a lungo, riferisce Reuters. All'inizio del mese altri sondaggi indicavano un livello di approvazione al 35%.
L'esercito israeliano riferisce di aver arrestato due palestinesi nella zona di Jenin, in Cisgiordania occupata. Le forze hanno perquisito circa 100 edifici a Qabatiya e interrogato i due sospettati «per presunta pianificazione di attacchi», si legge nel comunicato.
Neil Hope, chargé d’affaires dell'ambasciata Usa in Yemen, ha espresso a Riyadh il sostegno al governo yemenita riconosciuto internazionalmente nella sua azione contro il movimento Houthi.
Hope ha definito gli attacchi recenti «attacchi deliberati contro civili yemeniti» e ha detto che Abdulrahman al-Mahrami guida «una delle forze più efficaci» nella lotta contro l'influenza iraniana, aggiungendo che al-Mahrami sostiene l'unità necessaria per costruire un futuro migliore per lo Yemen.
Volker Turk, alto commissario Onu per i diritti umani, chiede la de-escalation in Yemen e invita gli Houthi e il governo riconosciuto a risparmiare la popolazione civile. Dal 2014 gli Houthi, sostenuti dall'Iran, controllano Sanaa e combattono il governo appoggiato dall'Arabia Saudita e riconosciuto a livello internazionale. L'Onu riferisce che attacchi degli Houthi tra il 7 e il 15 agosto hanno ucciso e ferito diverse persone, tra cui un bambino.
Fuad Hussein ha parlato al telefono con Abbas Araghchi degli attacchi di droni di lunedì agli uffici del Kurdistan Regional Government a Erbil, riferisce il ministero degli Esteri iracheno. Il ministero precisa che Hussein ha chiesto chiarimenti sulla posizione ufficiale iraniana e ha avvertito che l'attacco «avrà ripercussioni negative sulla sicurezza dell'Iraq e sulla stabilità della regione». Araghchi «ha espresso sorpresa» per l'accaduto e ha detto di non avere informazioni che i raid siano partiti dal territorio iraniano, aggiungendo che «non c'è giustificazione» dato il rapporto positivo tra il governo iraniano e il KRG.
Le forze israeliane hanno fatto irruzione nei cortili dell'Arab Society for Rehabilitation Hospital a Betlemme, in Cisgiordania occupata, riferisce l'agenzia Wafa. L'irruzione ha provocato paura tra pazienti e visitatori e, sempre secondo il rapporto, alcuni sono stati aggrediti nel cortile. Il ministero della Salute palestinese ha condannato duramente l'episodio e le presunte violazioni israeliane della sacralità di ospedali e centri medici, sottolineando che sono protetti dal diritto internazionale.
Alla Casa Bianca, Trump dice di non voler estendere l'accordo con l'Iran e afferma che gli Stati Uniti controllano «totalmente» lo Stretto di Hormuz. Aggiunge che l'Iran è disposto a negoziare ma non ad accettare i termini che richiede e ribadisce che Teheran non può avere armi nucleari. Trump definisce «una grande idea» dichiarare lo Stretto territorio Usa e critica l'operato dell'Oman nei colloqui.
Il presidente degli Emirati Arabi Uniti, Sheikh Mohamed bin Zayed Al Nahyan, ha ricevuto il sultano dell'Oman, Haitham bin Tariq Al Said, ad Abu Dhabi. L'account Royal Oman Family su X ha diffuso un video della visita, affermando che i due leader hanno «scambiato opinioni su sviluppi negli affari regionali e internazionali». Lunedì Donald Trump ha ripetuto minacce di bombardare l'Oman, mentre l'Oman finalizza un accordo con l'Iran per riaprire lo Stretto di Hormuz.
Jared Kushner dice che gli Stati Uniti daranno a Hamas una possibilità dopo un incontro «molto cordiale» al Cairo. Kushner, in un'intervista a Fox News, precisa che la decisione dipenderà dalle azioni pratiche di Hamas e auspica la loro sincerità.
Otto marinai feriti e le salme di tre membri dell'equipaggio sono partite dal porto di al‑Makha, ha detto il direttore del porto Abdulmalik al‑Sharabi. L'imbarcazione Tihama era stata attaccata nello Stretto di Bab al‑Mandeb l'11 agosto, attacco attribuito al gruppo Houthi yemenita. Le salme dei pachistani Omair Afzal e Muhammad Akram sono state preparate per il rimpatrio all'ospedale da campo di al‑Makha.
CENTCOM riferisce che la Marina Usa ha deviato 64 navi commerciali nello Stretto di Hormuz da metà luglio.
Il comando aggiunge che tre imbarcazioni sono state rese inservibili e due sono state salite per verifiche.
Venerdì CENTCOM aveva riferito 62 deviazioni, perciò nelle ultime 72 ore sono state deviate due navi in più.
Schumer ha definito il memorandum con l'Iran «uno dei maggiori fiaschi di politica estera nella storia americana», in un post su X. Ha accusato il presidente Trump di incompetenza, sostenendo che l'accordo non ha raggiunto gli obiettivi dichiarati e ha fatto salire la benzina oltre quattro dollari al gallone. Ha chiesto di porre fine a questa guerra e di avviare «una diplomazia seria» per ricostruire il paese.
Una squadra dell'UNICEF ha consegnato acqua, cibo, medicinali e kit igienici e ricreativi ai residenti di Qusra, villaggio della Cisgiordania occupata assediato da coloni israeliani, ha detto Stephane Dujarric, portavoce del segretario generale dell'Onu. L'Ufficio per il coordinamento degli affari umanitari (OCHA) riferisce che tre famiglie restano circondate da una massiccia presenza di forze israeliane e coloni dopo l'insediamento di avamposti vicino alle loro abitazioni. I coloni avevano interrotto le condotte d'acqua e la linea elettrica, ripristinate poi da operai municipali, che sono stati aggrediti; alcuni di loro sono stati fermati dalle forze israeliane, mentre un cittadino statunitense, Loay Ridi, è arrivato in Israele per rientrare a Qusra.
Trump dice ai giornalisti alla Casa Bianca che l'Iran non accetterà il tipo di accordo che lui ritiene necessario.
L'Agenzia Nazionale di Stampa del Libano riferisce che forze israeliane hanno condotto operazioni di perlustrazione con mitragliatrici intorno a Haddatha, nel distretto di Bint Jbeil. Le stesse forze hanno lanciato bombe sul villaggio di al-Mansouri, nel distretto di Tiro, e un drone israeliano ha sganciato esplosivi nell'area di Al-Dabsheh, alle porte di Nabatieh al-Fawqa. L'agenzia segnala inoltre colpi di artiglieria su Zawtar al-Sharqiyah, bombardamenti ad Aitaroun e Bani Haiyyan e movimenti di mezzi militari verso est a Khiam, con fuoco di mitragliatrice udibile in città e nelle periferie.
Il presidente israeliano Isaac Herzog si dichiara «grato» per gli sforzi della delegazione Board of Peace, guidata dall'inviato speciale statunitense Jared Kushner, per portare avanti il piano su Gaza. Herzog scrive su X di essersi incontrato oggi alla residenza presidenziale di Gerusalemme con Kushner, con il rappresentante speciale del Board of Peace Nickolay Mladenov e i loro team. Aggiunge che gli interessi di sicurezza di Israele sono «un elemento importante e centrale» del piano e che ha incoraggiato il proseguimento delle iniziative per un futuro più sicuro.
Israele e il Board of Peace hanno istituito due gruppi di lavoro, uno sui servizi sanitari e l'altro sul disarmo.
Il gruppo sulla salute pubblica può produrre risultati immediati se avrà mandato, scadenze e meccanismi chiari, mentre la condizione che la demilitarizzazione preceda la ricostruzione rischia di bloccare ogni progresso.
È la terza fase di negoziati su cessate il fuoco, disarmo e ritiro e porre il disarmo come precondizione potrebbe compromettere il lavoro congiunto.
Una barca è salpata da Hannover Quay a Bristol con l’obiettivo di sfidare il blocco israeliano su Gaza. A bordo della nave «Kate» ci sono 12 attivisti della Freedom Flotilla, accolti da sostenitori tra cui il medico Swee Ang, l’infermiera Leigh Evans e il professore David Miller. Il comandante Fiacc O Brolchain, già detenuto in una missione precedente, ha raccontato che le sue protesi acustiche gli sono state sequestrate durante un interrogatorio.
Ansar Allah avverte l'Arabia Saudita di non provocare un'escalation.
Nella nota il movimento definisce «un blocco al popolo yemenita» le restrizioni e chiede la revoca del blocco, la fine delle mobilitazioni e la restituzione dell'accesso alle risorse.
Gli Houthi, sostenuti dall'Iran, controllano vasti territori incluso Sanaa dal 2014 e il 20 luglio hanno annunciato un blocco navale contro l'Arabia Saudita.
La Marina statunitense assegna a Raytheon un contratto da 22,9 miliardi di dollari per aumentare la produzione dei missili da crociera Tomahawk. RTX indica che l'accordo durerà sette anni e porterà la produzione a oltre 1.000 missili l'anno, rispetto agli attuali 60. «Abbiamo chiesto all'industria di aumentare rapidamente la produzione di munizioni, e RTX sta rispondendo», ha scritto Hung Cao su X.
Coloni continuano a minacciare una famiglia palestinese che vive vicino al nuovo insediamento, rendendo le giornate della comunità difficili e piene di paura. I coloni sono arrivati sette mesi fa e hanno eretto un avamposto ritenuto illegale, mentre l'assedio intorno alle case è iniziato la scorsa settimana. I membri della famiglia raccontano che i soldati israeliani occupano tre abitazioni e restano presenti sul posto, e denunciano una maggiore indulgentezza delle forze verso i coloni rispetto ai residenti palestinesi.
Brigadier General Hossein Mohammadi, portavoce dei Guardiani della Rivoluzione, ha smentito le affermazioni del presidente Donald Trump su presunti colloqui con gli Stati Uniti, ha detto all'agenzia statale Tasnim.
Mohammadi ha definito «una menzogna» l'ipotesi di colloqui e ha aggiunto che non sono in corso trattative a causa di promesse mancate e violazioni ripetute degli accordi da parte degli Stati Uniti.
I cittadini iraniani mostrano frustrazione e incertezza per il futuro politico del paese. Molti percepiscono un messaggio a doppia via: preparazione a scenari conflittuali e al contempo speranza sempre più ridotta in una soluzione diplomatica. La perdita di fiducia è alimentata dalla scarsa percezione di impegno statunitense, dalle ripetute campagne di raid aerei e dal peggioramento economico dovuto a sanzioni, cattiva gestione interna e impatto della guerra.
Jared Kushner ha incontrato la leadership di Hamas al Cairo, nonostante gli Stati Uniti designino Hamas come gruppo terroristico da tempo. Il giorno dopo Kushner ha avuto colloqui con Benjamin Netanyahu, dopo che il premier israeliano aveva rifiutato pubblicamente il piano di pace in 15 punti proposto dall'amministrazione Trump. Gli analisti osservano che Washington continua a considerare Hamas un attore indispensabile per qualsiasi soluzione duratura a Gaza.
Aramco sta rifornendo raffinerie asiatiche con trasferimenti nave-nave al largo di Fujairah, riferiscono due fonti a Reuters. Rimane incerto come i carichi riescano a raggiungere Fujairah, mentre i conflitti nella regione hanno ridotto la quota di mercato di Aramco in mercati chiave come l'India.
Il presidente Donald Trump ha detto che l'Iran dovrebbe «alzare la bandiera bianca» e ha minacciato bombardamenti contro l'Oman se ostacolerà la riapertura dello stretto di Hormuz. Il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baghaei, ha detto che il termine di 60 giorni previsto dal memorandum del 17 giugno non ha più rilevanza. Il ministero della Salute palestinese riferisce almeno cinque morti e 18 feriti a Gaza nelle ultime 48 ore.
L'accordo di memorandum firmato il 17 giugno tra Stati Uniti e Iran è scaduto lunedì dopo lo stallo dei negoziati. Donald Trump ha detto che Washington parla direttamente con funzionari del Corpo delle Guardie della Rivoluzione tramite un canale riservato e ha esortato Teheran ad «alzare la bandiera bianca della resa». L'intesa mediata a Islamabad prevedeva un periodo di 60 giorni per negoziare un accordo più ampio, l'apertura dello Stretto di Hormuz e misure come la cessazione immediata delle operazioni militari, la fine del blocco navale e la possibilità di sanzioni alleggerite e accesso a fondi iraniani congelati.
Trump ordina al Pentagono di ridurre «sostanzialmente» le esercitazioni militari con la Corea del Sud, annuncia in un post sui social.
Il presidente spiega che la decisione riflette la sua «molto buona relazione» con Kim Jong Un e la delusione per il mancato sostegno di Seul alla guerra in Iran.
Aggiunge che gli esercizi, previsti per lunedì, sono costosi e «mandano un segnale totalmente inappropriato e ostile» verso la Corea del Nord.
Trump, parlando a Fox News Channel, ha usato toni duri contro l'Iran e ha minacciato l'Oman.
Ha detto che gli Stati Uniti potrebbero bombardare l'Oman se ostacolasse gli sforzi per riaprire lo Stretto di Hormuz.
Ha aggiunto che la finestra di 60 giorni per l'intesa con l'Iran scade oggi senza un accordo e che Washington manterrà la pressione militare ed economica.
L'USS Abraham Lincoln è in dispiegamento nel Medio Oriente da quasi nove mesi e a bordo si segnala una crisi di salute mentale con alcuni marinai che hanno tentato di buttarsi in mare. I familiari dell'equipaggio denunciano carenze alimentari e guasti a toilette e docce, che avrebbero peggiorato le condizioni igieniche; la portaerei, con oltre 5.000 persone a bordo, è partita da San Diego il 21 novembre 2025 e ha fatto un solo scalo a Guam.
Gli Houthi affermano di aver lanciato missili contro una nave militare saudita e quattro navi di scorta nel Mar Rosso. La rivendicazione è stata pubblicata dal portavoce militare Yahya Saree su Telegram, mentre non è arrivata conferma dalle autorità saudite.
Trump, in un'intervista a Fox News, afferma che le riserve di armi statunitensi schierate in Medio Oriente «finora sono noccioline». Ha pronunciato questa frase rispondendo a una domanda sulle scorte di munizioni e armamenti nella regione.
Gholam-Hossein Mohseni Ejei, capo della magistratura iraniana, afferma che il paese non deve «compiacersi per i piani del nemico nella guerra ibrida» e che «la chiave della vittoria è l'unità e l'osservanza della Guida Suprema». Ha aggiunto che «dopo la sconfitta del nemico statunitense contro la Repubblica islamica dell'Iran, le convinzioni e le percezioni dei leader dei paesi allineati con gli Usa sul potere del nostro paese sono cambiate».
Donald Trump minaccia di bombardare l'Oman se il paese ostacola la riapertura dello Stretto di Hormuz, ha detto in un'intervista a Fox News.
Il presidente ha rilasciato la battuta «If Oman gets in the way, we’ll bomb the shit out of them» durante l'intervista.
Trump ha inoltre affermato di aver aperto un canale diretto con la Guardia rivoluzionaria islamica (IRGC) e ha detto di non avere fretta di porre fine al conflitto; l'Iran aveva detto la scorsa settimana di trattare con l'Oman sulla riapertura dello stretto.
Joey Hood, ex direttore ad interim per gli affari iraniani al Dipartimento di Stato, dice che l'amministrazione Trump è «fortunata» perché i prezzi del petrolio non sono aumentati. Hood afferma che l'obiettivo principale degli Stati Uniti resta evitare che gli americani paghino troppo per la benzina. Osserva che le misure adottate da altri Paesi e il transito ancora possibile di alcune navi, «forse spegnendo i transponder», hanno contribuito a contenere lo shock.
Il generale di brigata Mostafa Izadi, vicecomandante in capo dell'IRGC, afferma che il Corpo ha abbattuto oltre 200 «aerei nemici» dall'inizio del conflitto. Ha definito lo scontro una «guerra ibrida» in cui gli avversari cercano di destabilizzare l'Iran sia internamente sia con operazioni militari. Izadi ha inoltre escluso che il conflitto abbia indebolito il sistema politico, sostenendo che la Repubblica islamica è risultata «più forte e più salda».
Il portavoce del ministero degli Esteri Esmail Baghaei ha annunciato che due dipendenti dell'ambasciata francese non potranno rientrare in Iran.
Baghaei ha affermato che i due hanno violato la Convenzione di Vienna svolgendo attività a sostegno della società civile e ha detto «Insistere che questi individui hanno svolto attività legate al sostegno della società civile è di per sé un'ammissione che la Convenzione di Vienna è stata violata».
La decisione arriva in un contesto di crescenti tensioni tra Teheran e i Paesi occidentali negli ultimi mesi.
Il Ministero della Salute di Gaza riferisce che negli ultimi 48 ore almeno cinque palestinesi sono stati uccisi e 18 feriti in nuovi attacchi israeliani nella Striscia di Gaza.
Il ministero aggiunge che dal cessate il fuoco mediato dagli Stati Uniti dello scorso ottobre sono stati uccisi almeno 1.265 palestinesi e 4.198 sono rimasti feriti.
Dall'ottobre 2023, il ministero riferisce 73.399 morti e 174.310 feriti dall'inizio del conflitto; il messaggio su Telegram definisce la campagna «guerra genocida».
La corrispondente Nida Ibrahim riferisce che la violenza dei coloni nella Cisgiordania occupata è in aumento e sta lasciando molte famiglie palestinesi senza sicurezza nelle proprie abitazioni. Racconta di un medico aggredito mentre rientrava a casa e di un proprietario che per sette mesi ha dormito in auto per timore di assalti. Un padre, Yousef, dice che le sue due figlie non si separano dai genitori per la paura.
Il sindaco di Qusra avverte che le forze israeliane hanno annunciato che l'assalto continuerà fino a tarda domani. Un residente, Yousef, racconta che soldati israeliani occupano ancora la sua casa nonostante i coloni non siano visibili. Il proprietario palestinese-americano Loui Ridi è atteso nel villaggio con giornalisti e l'episodio ha anche spinto l'ambasciatore USA in Israele, Mike Huckabee, a parlare dell'assedio dei coloni.
Trump ha ribadito su Truth Social la sua posizione che l'Iran non deve mai acquisire un'arma nucleare. «L'obiettivo numero uno è, e sarà sempre, che l'Iran non possa avere, in alcuna forma, un'arma nucleare», ha scritto.
I ministri Ishaq Dar e Hakan Fidan hanno ribadito che dialogo e diplomazia sono l'unica via per affrontare le sfide regionali e promuovere pace e stabilità, riferisce il ministero degli Esteri pakistano. In una telefonata i due hanno discusso gli ultimi sviluppi nella regione e confermato l'impegno a rafforzare la cooperazione bilaterale su questioni di interesse comune.
Aoun ha espresso sostegno a un'iniziativa parlamentare e a una petizione per estendere il mandato della forza internazionale Unifil nel sud del Libano, riferisce un post dell'ufficio presidenziale su X. «La presenza di Unifil nel sud è importante per numerose ragioni e aiuta a stabilizzare la popolazione», recita il messaggio. Aoun ha aggiunto che Israele si oppone alla presenza di Unifil e spinge per la sua rimozione da quasi un anno, mentre il Libano chiede il proseguimento della missione.
Gli Stati Uniti e la Corea del Sud sono alleati militari dal 1953, quando la guerra di Corea si concluse con un armistizio e non con un trattato di pace. Circa 28.500 soldati statunitensi sono di stanza nel paese sotto il comando Stati Uniti Forces Korea. I due paesi hanno un trattato di difesa reciproca e una struttura di comando congiunto per operazioni combinate in caso di guerra. Le relazioni si sono però incrinate dopo che Trump ha ordinato la riduzione degli esercizi militari congiunti.
Le forze israeliane hanno demolito una casa di due piani a Qalandiya, riferisce Wafa. Wafa, che cita un attivista locale, afferma che i soldati hanno fatto irruzione nell'area al-Bariyat, circondato l'abitazione e l'hanno demolita perché priva di permesso edilizio. La casa ospitava due famiglie, in tutto 15 persone, aggiunge Wafa.
Joey Hood, ex direttore ad interim per gli Affari iraniani al Dipartimento di Stato, afferma che «non ci sono segnali» di rilancio del memorandum di giugno perché «entrambe le parti si stanno riarmando». Hood definisce il MoU «destinato a fallire» per una formulazione che avrebbe concesso a Teheran margini di interpretazione sulla sovranità nello Stretto di Hormuz. Secondo Hood, lo stallo tra le parti e la richiesta iraniana di controllo sullo Stretto impediscono un nuovo accordo.
Masrour Barzani, primo ministro del Governo regionale del Kurdistan, afferma che droni iraniani hanno colpito il suo ufficio personale e la casa del capo dell'agenzia di sicurezza e intelligence. Barzani dice che la Kurdistan Counter-Terrorism Unit ha avviato un'indagine e definisce gli attacchi «sconsiderati e inaccettabili». Il presidente ha avvertito che si tratta di «una pericolosa escalation» e ha assicurato che le autorità continueranno a garantire la sicurezza della regione, che da circa cinque mesi subisce ripetuti lanci di missili e droni.
Baghaei, portavoce del ministero degli Esteri iraniano, respinge le sanzioni Usa proposte e un presunto piano di blocco terrestre, affermando che non modificherebbero la posizione di Teheran. «Queste misure non hanno effetto sulla posizione dell'Iran», ha detto Baghaei. Ha accusato Washington di essere «intrappolata in un circolo vizioso di guerra, discriminazione, pressione e sanzioni» e ha aggiunto che le campagne precedenti, compresi tagli ai farmaci, non hanno prodotto risultati.
Il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Baghaei, afferma che decenni di presenza militare statunitense e attacchi recenti di Usa e Israele hanno provocato enormi danni ambientali nel Golfo Persico e nel Golfo dell'Oman pari a trilioni di dollari.
Baghaei ha detto che i danni non si limitano agli ultimi sei mesi e che la regione affronta una presenza militare continua da circa cinque decenni.
Ha aggiunto che l'impiego di armi avanzate, le numerose esercitazioni e le guerre imposte hanno aggravato l'impatto ambientale nella regione.
Esmail Baghaei, portavoce del ministero degli Esteri iraniano, afferma che il principale ostacolo alle relazioni tra Teheran e Washington non è la carenza di mediatori. Ha citato il coinvolgimento di paesi come Pakistan e Qatar e la disponibilità espressa da alcuni Stati europei a offrire le loro «buone uffici». Baghaei ha aggiunto che la questione nasce «dall'ottica, dagli errori di calcolo e dall'insistenza» dell'amministrazione Usa su metodi che, secondo lui, hanno già dimostrato la loro inefficacia.
Il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Baghaei, dice che i colloqui con l'Oman su una rotta di transito marittimo sicura proseguono a causa delle complessità di sicurezza nello Stretto di Hormuz. Baghaei ha attribuito il ritardo a «azioni illegali» degli Stati Uniti e di Israele, al numero di attori coinvolti e a elementi che ostacolano il processo. Ha inoltre detto che il meccanismo proposto mira a tutelare gli interessi di Iran e Oman preservando il traffico commerciale.
Esmail Baghaei afferma che il termine di 60 giorni previsto dal memorandum del 18 giugno non ha più rilievo perché gli Stati Uniti hanno violato l'intesa poche settimane dopo la firma. Ha precisato che il memorandum prevedeva un periodo di 60 giorni per colloqui su «la revoca delle sanzioni» e sulla «questione nucleare», estendibile in assenza di accordo, ma che non sono stati avviati negoziati a causa della violazione.
Esmail Baghaei, portavoce del ministero degli Esteri iraniano, afferma che la normativa vigente tutela i «diritti sovrani» dell'Iran nel Golfo Persico, nello Stretto di Hormuz e nel Golfo di Oman. Ha aggiunto che il ministero continuerà a cooperare con il Parlamento sulle leggi relative a questi diritti e che ha già fornito pareri tecnici sul disegno di legge, pronti a ripeterli se richiesto.
La senatrice statunitense Jacky Rosen dice che il ministro israeliano Ben-Gvir «deve dimettersi» dopo le sue affermazioni che le forze israeliane dovrebbero «uccidere 30 o 40» persone ogni notte a Gaza. Rosen invita il primo ministro Benjamin Netanyahu a «condannare» quelle dichiarazioni e definisce i commenti «orribili e completamente indefendibili».
Jared Kushner incontrerà Benjamin Netanyahu lunedì dopo aver tenuto colloqui con leader di Hamas in Egitto.
L'incontro mira a rilanciare il piano di pace sostenuto dagli Stati Uniti, finora rifiutato da Israele e appoggiato da Hamas.
Kushner ha incontrato il nuovo leader di Hamas Khalil al-Hayya a El-Alamein e ha chiesto «passi concreti e verificabili», aggiungendo che «Gaza non può più essere fonte di terrore per Israele», riferisce l'agenzia AFP.
Tre parlamentari democratici Usa hanno criticato la decisione di Trump di ridurre le esercitazioni militari con la Corea del Sud. Il senatore Andy Kim ha scritto su X che il post di Trump «suggerisce disinteresse» per l'alleanza e ha aggiunto che decisioni simili vanno concordate «attraverso canali ufficiali». Il senatore Mark Kelly ha definito la mossa «poco lungimirante», mentre la deputata Pramila Jayapal ha avvertito che la scelta «mette a rischio la stabilità regionale».
Il primo ministro Shehbaz Sharif ha ringraziato Donald Trump per il sostegno all'«Makkah Joint Defence Agreement» tra Pakistan, Arabia Saudita e Turchia.
Sharif ha detto che i tre Paesi avranno «un ruolo costruttivo» nella difesa regionale e ha lodato la «coraggiosa e decisa leadership» di Trump.
Trump su Truth Social ha definito l'accordo «un grande, audace e importante primo passo» e ha scritto che il Medio Oriente si sta «unendo».
La presidenza sudcoreana comunica che continuerà i colloqui con gli Stati Uniti sulla cooperazione militare riguardo l'Iran e lo Stretto di Hormuz.
La Blue House aggiunge che sta valutando le osservazioni del presidente Trump e spera che un rapporto favorevole tra Washington e Pyongyang possa portare a colloqui significativi.
L'agenzia Wafa riferisce che Israele ha emesso ordini di sfratto contro famiglie palestinesi a Silwan, Gerusalemme est, e nella città israeliana di Lydd.
Il governatorato di Gerusalemme, citato da Wafa, dice che le autorità israeliane hanno notificato lo sfratto di tre case appartenenti alla famiglia Maragha.
Wafa aggiunge che oltre 70 famiglie a Lydd rifiutano di lasciare le proprie abitazioni e sostengono di viverci da prima della fondazione dello Stato di Israele.
Kazem Gharibabadi, vice ministro degli Esteri iraniano per gli affari legali e internazionali, accusa il ministro della Sicurezza nazionale israeliano Itamar Ben-Gvir di aver apertamente sostenuto l'uccisione di palestinesi a Gaza e piani di espulsione. Gharibabadi cita un podcast emerso domenica in cui Ben-Gvir afferma che le forze israeliane dovrebbero uccidere «30 o 40» persone a Gaza ogni notte e andare oltre «chi rappresenta un pericolo». Il vice ministro definisce Ben-Gvir «un criminale sionista» e chiede che «queste confessioni» siano registrate e conservate in vista di un futuro processo.
Diversi paesi hanno adottato sanzioni in risposta alla violenza dei coloni nei territori palestinesi occupati. Australia, Regno Unito, Canada, Francia, Norvegia e Nuova Zelanda hanno annunciato nuovi provvedimenti a giugno mirati ai coloni e agli insediamenti. Il ministro degli Esteri francese Jean-Noël Barrot ha vietato l'ingresso in Francia al ministro delle Finanze israeliano Bezalel Smotrich, a quattro dirigenti di organizzazioni di coloni e a 21 coloni violenti. A maggio l'Unione europea ha sanzionato le organizzazioni di coloni Amana, Nachala, Hashomer Yosh e Regavim e alcuni loro leader, tra cui Daniella Weiss, Meir Deutsch e Avichai Suissa.
Il generale Yadollah Javani, alto comandante dei Guardiani della Rivoluzione, afferma che la postura difensiva dell'Iran è pronta a trasformarsi in un approccio offensivo sotto una politica di «deterrenza massima». Il primo vicepresidente Mohammad Reza Aref aggiunge che Teheran supererà la «guerra economica» degli Stati Uniti come ha resistito sul campo di battaglia.
Il governo yemenita riconosciuto a livello internazionale annuncia di aver effettuato attacchi d'artiglieria contro posizioni degli Houthi nella provincia settentrionale di al-Jawf.
Le forze del governo, in un post su X, dicono di aver colpito «raduni e tane» degli Houthi in più punti di al-Jawf.
Il comunicato aggiunge che le stesse forze hanno rivendicato raid con droni a Marib e «181 operazioni» sabato e domenica, con decine di miliziani Houthi uccisi o feriti.
L'azione militare avviene mentre l'Onu avverte del rischio più alto di ritorno a una guerra su vasta scala dall'accordo di cessate il fuoco del 2022.
Le forze israeliane hanno arrestato nove membri di una famiglia palestinese bloccati nella loro abitazione dopo un attacco di coloni a Beit Imrin, riferisce l'agenzia Wafa. Wafa riferisce che i coloni hanno circondato la casa di Mohammad Thabet Majed Hassoun, alla periferia del villaggio a nord-ovest di Nablus, per oltre tre ore. Soldati israeliani hanno poi fatto irruzione, arrestando i nove e danneggiando gli arredi, sempre secondo Wafa. L'agenzia aggiunge che altre tre famiglie restano intrappolate nelle loro case a Qusra, a sud di Nablus, dopo un assedio di coloni.
Coloni israeliani hanno circondato tre abitazioni nel villaggio di Qusra, in Cisgiordania, intrappolando circa 15 residenti e interrompendo acqua ed elettricità alle famiglie coinvolte.
L'esercito israeliano ha dichiarato l'area zona militare chiusa impedendo agli attivisti di raggiungere i nuclei familiari, mentre nove ordini di sgombero contro l'accampamento dei coloni restano non eseguiti.
Quindici senatori democratici hanno scritto al segretario alla Difesa Pete Hegseth chiedendo spiegazioni sulla situazione a bordo della portaerei USS Abraham Lincoln.
La lettera, pubblicata su X dal senatore Mark Kelly, denuncia mancanza di cibo affidabile, acqua calda e impianti idraulici funzionanti e sollecita un calendario per il rientro, chiarimenti su eventuali suicidi e dettagli sulle risorse mediche a bordo.
Mohsen Rezaei, segretario del Consiglio supremo di sicurezza nazionale iraniano, ha definito «sagge» le recenti nomine militari disposte dal leader Mojtaba Khamenei e ha detto che rafforzano la capacità difensiva del Paese. Rezaei ha citato la promozione di Ali Abdollahi a capo di stato maggiore, di Ahmad Vahidi a comandante dell'IRGC, di Ali Ozamaei alla Marina dell'IRGC e di Hossein Taeb alla guida della forza Basij, aggiungendo che le scelte avrebbero «scompaginato i calcoli dei nemici».
I prezzi del petrolio restano stabili all'apertura, consolidando i rialzi registrati la scorsa settimana. Reuters riporta Brent a 88,55 dollari al barile e WTI a 82,26 dollari. Priyanka Sachdeva, responsabile Market Insights per Phillip Nova a Singapore, avverte: «Vedo margini di rialzo limitati senza prove di nuova aggressione nello Stretto di Hormuz».
Il senatore Chris Van Hollen ha attaccato Donald Trump e il segretario alla Difesa Pete Hegseth su X, definendo «vergognosa» la loro mancanza di attenzione verso i militari. Van Hollen ha inoltre chiesto di porre fine alla guerra e ha ricordato che la portaerei USS Abraham Lincoln, in mare da nove mesi, sarà rimpiazzata dall'USS George Washington, partita dal porto di Da Nang.
Il memorandum d'intesa tra Stati Uniti e Iran scade oggi senza segnali che una delle parti voglia prorogarlo. «Non abbiamo ancora deciso di riprendere le negoziazioni con gli Stati Uniti», ha scritto il ministro degli Esteri Abbas Araghchi su Telegram. Mediatori di Qatar e Pakistan continuano a scambiare messaggi con Teheran, mentre Araghchi riferisce che l'Iran lavora a un accordo separato con l'Oman su nuove rotte nello Stretto di Hormuz. Il presidente Trump ha detto venerdì che gli Stati Uniti presto rivendicheranno il controllo del passaggio marittimo.
Mohammad Reza Aref avverte che Washington sta facendo ricorso alla pressione economica per compensare fallimenti militari. «La guerra economica» va contrastata con pianificazione, ha detto Aref, invitando a superare divisioni politiche e a reprimere speculazione, sotto-pesature e accaparramento.
Esmaeil Baghaei, portavoce del ministero degli Esteri iraniano, ha attaccato Ottawa in un post su X definendolo la «farm team» di Washington. Baghaei ha accusato il Canada di partecipare «alla guerra illegittima di scelta» guidata dagli Stati Uniti e di piegarsi alle pressioni di Washington.
Reuters, citando dati di Kpler, riferisce che domenica non è transitata alcuna nave nello stretto di Hormuz. Il report segnala cinque navi sabato e un calo rispetto alle 31 imbarcazioni registrate nel fine settimana precedente.
Il generale di brigata Yadollah Javani, comandante senior dell'IRGC, afferma che la dottrina militare iraniana si sta spostando da una postura difensiva a una offensiva e avverte i nemici di «anticipare sorprese strategiche». Javani indica il mandato del nuovo comandante Ahmad Vahidi per una «massima deterrenza» e dice che le azioni difensive assumeranno carattere offensivo per neutralizzare minacce in modo proattivo.
