I vigili del fuoco hanno recuperato il corpo di Chiara Guerra a San Stino di Livenza durante il terzo giorno consecutivo di ricerche. Il cadavere è stato individuato in un canale adiacente alla tenuta di famiglia. A ucciderla è stato il nipote 17enne, che dopo le coltellate ha fatto sparire il corpo gettandolo in acqua, come da lui stesso confessato alle forze dell’ordine.
Secondo la ricostruzione al vaglio degli investigatori, l’aggressione sarebbe avvenuta nella legnaia della proprietà. Il corpo sarebbe stato caricato su una carriola, coperto con un telo, trasportato fino all’argine del canale e quindi gettato. Nello stesso corso d’acqua sarebbe stato lanciato anche il coltello.
Dinamica ipotizzata e indagini sull’omicidio di Chiara Guerra
Gli investigatori stanno verificando i passaggi della sequenza, mentre sull’effettivo coinvolgimento del ragazzo non ci sono più dubbi. Resta da chiarire la scintilla che avrebbe innescato l’omicidio; al momento non vengono indicati motivi certi.
Contesto familiare e proprietà
Testimoni hanno riferito di attriti tra la zia e il padre del ragazzo, con litigi frequenti per il patrimonio di famiglia. La proprietà è descritta come un podere di 5mila metri quadri in cui viveva la donna. I genitori della vittima, nonni del giovane e fondatori dell’attività familiare, si erano trasferiti in una casa di riposo; il nipote abitava nella stessa tenuta con la madre e il padre, in una villetta più piccola.
Il ritrovamento di Chiara Guerra è avvenuto durante le ricerche nella tenuta, con le squadre dei vigili del fuoco impegnate sul posto per il recupero dal canale. La notizia è stata diffusa il 16 giugno 2026.
