Clamoroso colpo di scena nella tormentata vicenda giudiziaria che ruota attorno alla famiglia Reggiani. Il Tribunale civile di Milano ha dichiarato falso il testamento di Silvana Barbieri, madre di Patrizia Reggiani, aprendo la strada a un’eredità che potrebbe valere almeno 20 milioni di euro per la figlia settantasettenne. L’anziana donna, scomparsa a 90 anni, aveva inizialmente escluso Lady Gucci dalla quota principale del patrimonio, destinando un immenso complesso immobiliare a Milano e svariati milioni di euro a una fondazione gestita dall’avvocato Maurizio Giani. Ora l’annullamento di primo grado ribalta tutto.
La prova decisiva: l’audio nascosto della governante
A determinare la decisione dei giudici della IV sezione civile è stata una prova audio definita decisiva, registrata e conservata dalla storica governante di casa, chiamata Rita. La collaboratrice domestica ha rivelato di aver agito su esplicita richiesta della signora Barbieri: «Mi disse di lasciare il telefono acceso per registrare la redazione dell’atto e di consegnare il file a Patrizia Reggiani o alle figlie in caso di problemi». Dal confronto diretto tra la traccia sonora e il testo ufficiale ricevuto dal notaio, i magistrati hanno riscontrato plurime circostanze non vere, a partire dal cruciale incipit in cui si affermava che l’anziana non potesse firmare a causa dell’estrema debolezza agli arti. Nelle registrazioni non vi è traccia di tale dichiarazione, né della rilettura dell’atto.
La battaglia per il patrimonio e il ricorso in Appello
La sentenza del Tribunale cancella di fatto l’atto registrato nel novembre 2018, che trasferiva beni per 14 milioni di euro e un legato da 4 milioni alla Fondazione Reggiani. Sebbene sul fronte penale l’esecutore testamentario sia stato assolto in passato dall’accusa di circonvenzione di incapace, la magistratura civile ha ravvisato la falsità materiale di quanto attestato. Attualmente Patrizia Reggiani si trova ancora sottoposta ad amministrazione di sostegno, ma qualora la sentenza superasse il ricorso in Appello già presentato dai legali della Fondazione, tornerebbe a essere l’unica erede legittima dello sterminato patrimonio immobiliare e finanziario della madre.
