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Presidenziali francesi del 2027 lo scontro tra Bruno Retailleau e David Lisnard si fa acceso

Un’inchiesta che ripercorre l’ascesa politica di Bruno Retailleau e lo scontro con David Lisnard, candidati dei Républicains alle presidenziali francesi del 2027

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David Lisnard durante Inaugurazione degli autobus della rete Palm Bus e Bruno Retailleau durante una conferenza. Le due immagini sono accostate per l'acceso dibattito attuale per le Presidenziali francesi del 2027

Per David Lisnard Photo by Lionel Urman/ABACAPRESS.COM - Per Bruno Retailleau Photo by Julien Reynaud/APS-Medias/ABACAPRESS.COM

Ludovica Bartolini di Ludovica Bartolini

Nata a Napoli nel 2002, ho conseguito una laurea in Arti, Spettacolo ed Eventi Culturali e una in Journalism and Multimedia Communication. Mi occupo di cultura, cinema e spettacolo

Senza primarie aperte non si vince, ha tuonato David Lisnard, sindaco di Cannes, gettando benzina sul fuoco della destra francese. Il suo avvertimento non è passato inosservato: la tensione all’interno dei Républicains è salita alle stelle, con un confronto sempre più aspro tra Lisnard e Bruno Retailleau, il leader del partito. La posta in gioco? Le Presidenziali francesi del 2027. Lisnard vuole aprire le porte del voto a tutti, convinto che solo così si possa battere l’avversario. Retailleau, invece, tiene il punto: il candidato deve uscire dal voto degli iscritti, senza cedimenti. La spaccatura è netta, e rischia di segnare il futuro della destra francese.

David Lisnard ha lasciato i Républicains ad aprile, dopo un confronto acceso con Retailleau, presidente del partito dal 2025 e ex ministro dell’Interno. Dietro la rottura ci sono divergenze forti: Lisnard ha criticato la presenza di ministri Républicains nel governo attuale, il modo in cui si sceglie il candidato e il via libera al bilancio nazionale. Sotto accusa anche la leadership di Retailleau, accusata di chiudersi e di rifiutare un dibattito più aperto. In un’intervista a Sud Radio, Lisnard non ha usato mezzi termini: senza una primaria aperta, la destra è “mal barrée”, cioè messa male per il 2027.

Il sindaco di Cannes ha ricordato che Retailleau gode del sostegno del 73,8% degli iscritti, ma rischia di non riuscire a unire tutta la destra. Per Lisnard l’unico modo per scegliere il candidato più forte è una primaria che coinvolga anche altre forze, come l’UDI e persino il partito di Éric Zemmour, Reconquête. Solo così, dice, si potrà mettere alla prova progetti e personalità diverse. L’appello è chiaro: “tutti quelli che vogliono partecipare” devono farlo presto, per evitare una selezione confusa e frammentata.

Le primarie che dividono la destra alle Presidenziali Francesi 2027

Al centro del confronto c’è il metodo per scegliere il candidato alla presidenza. Lisnard spinge per una “grande compétition, une primaire ouverte”, convinto che un confronto vero tra programmi e politici renda l’offerta elettorale più solida e competitiva. Dall’altra parte, Retailleau boccia questa idea, puntando sul voto che lo ha eletto presidente e candidato naturale della destra.

La discussione si riflette anche sulle possibili alleanze. Lisnard propone di allargare la primaria a UDI e a formazioni più a destra come Reconquête, per rappresentare tutte le anime del centrodestra. Ma questa idea incontra resistenze tra i leader storici, che temono di perdere il controllo. In un clima politico già frammentato e competitivo, Lisnard sottolinea che velocità e inclusione sono fondamentali: senza questo, avverte, si rischia una “selezione naturale” che indebolirebbe la destra.

Nei social e tra i militanti i pareri sono divisi. C’è chi pensa che il partito non lascerà spazio a Lisnard o ad altri outsider. Altri osservano che figure come Philippe o Attal, più moderate, difficilmente accetteranno una primaria con gruppi estremisti o centrismi alternativi. Intanto Retailleau mantiene la linea tradizionalista, puntando sul rapporto saldo con la base storica.

Destra divisa, elezioni in bilico: cosa rischia il 2027

Le tensioni nei Républicains raccontano una sfida più grande per la destra francese alle prossime presidenziali. Lisnard e Retailleau incarnano due strategie opposte: il primo spinge per un’apertura ampia che includa destra radicale e centro, il secondo vuole rafforzare la leadership interna e mantenere la linea tradizionale.

La scelta tra primaria aperta o selezione interna può fare la differenza in un clima politico sempre più volatile. Lisnard, fuori dal partito, lancia l’allarme: senza un confronto rapido e inclusivo, la coalizione rischia di arrivare divisa alle urne. Le prossime mosse di Retailleau, rieletto presidente con larga maggioranza, saranno seguite con attenzione, perché definiranno la strategia per la corsa all’Eliseo.

Nel frattempo Lisnard rappresenta la fronda più pragmatica e liberale della destra, pronta a sfidare i paletti della vecchia guardia. Intanto la politica francese si prepara a uno dei momenti più complessi e combattuti degli ultimi anni, con uno scontro che potrebbe cambiare non solo il futuro dei Républicains, ma l’intero equilibrio politico del paese.

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