9 giugno 2026 – La morte di Lyhanna, 11 anni, ha aperto in Francia una crisi politica e giudiziaria. La bambina era scomparsa il 29 maggio a Fleurance, nel dipartimento del Gers, ed è stata ritrovata morta alcuni giorni dopo. Il principale sospettato è Jérôme Barella, 41 anni, padre di una compagna di scuola della vittima, già al centro in passato di diverse segnalazioni e denunce per presunte violenze sessuali su minori.
Il caso ha assunto una dimensione nazionale dopo le rivelazioni sulle procedure precedenti che riguardavano l’uomo. Secondo quanto riportato dai media francesi, Barella era stato oggetto di almeno quattro denunce per violenze o aggressioni sessuali e di nove procedure o segnalazioni complessive. Tra queste figura anche la denuncia presentata nell’agosto 2025 dalla madre di Rosa, una bambina che avrebbe accusato l’uomo di violenze.
La denuncia della madre di Rosa contro lo Stato francese
La madre di Rosa, assistita dall’avvocato Pierre Debuisson, ha annunciato una doppia iniziativa giudiziaria. La prima è un’azione contro lo Stato francese per “faute lourde”, cioè colpa grave, legata alla gestione del fascicolo. La seconda riguarda una procedura penale nei confronti di chi, secondo la famiglia, avrebbe avuto responsabilità nei ritardi o nelle omissioni dell’indagine.
La donna aveva denunciato nel 2025 presunti abusi sulla figlia. La bambina era stata ascoltata e sottoposta ad accertamenti medico-legali e psicologici, ma il sospettato non era ancora stato sentito dagli inquirenti quando Lyhanna è scomparsa. È questo il punto che ha alimentato le polemiche più dure: secondo la famiglia di Rosa, un intervento più rapido avrebbe potuto evitare ulteriori rischi.
Il governo corre ai ripari dopo le proteste
La vicenda ha provocato manifestazioni in numerose città francesi. Lunedì 8 giugno migliaia di persone sono scese in piazza per chiedere giustizia per Lyhanna e riforme più incisive nella tutela dei minori vittime di violenze sessuali. A Parigi, la mobilitazione ha riguardato anche l’area del ministero della Giustizia, diventato uno dei simboli della contestazione.
Il premier Sébastien Lecornu ha convocato una riunione con i ministri competenti, tra cui Giustizia, Interno, Istruzione, Salute e Uguaglianza tra donne e uomini. L’obiettivo è rafforzare le misure sulla protezione dell’infanzia e accelerare l’esame di nuove norme contro le violenze sessuali. Tra le ipotesi discusse ci sono l’inasprimento delle pene per gli stupratori seriali, tempi più rapidi per gli atti d’indagine nei casi che riguardano minori e una maggiore informazione alle vittime durante il procedimento.
Darmanin ordina la revisione di migliaia di fascicoli
Il ministro della Giustizia Gérald Darmanin ha ordinato una revisione urgente di circa 70mila denunce e procedimenti relativi a minori, chiedendo ai procuratori di verificare i dossier ancora aperti o fermi. L’obiettivo dichiarato è capire se il caso Lyhanna sia un episodio isolato o il sintomo di problemi strutturali nella gestione dei reati sessuali contro bambini e adolescenti.
Il presidente Emmanuel Macron, secondo quanto annunciato dall’Eliseo, visiterà mercoledì l’ospedale Robert-Debré di Parigi, dove è prevista anche una tappa nell’unità specializzata nell’accoglienza di minori vittime di violenza. Il caso Lyhanna resta così al centro del dibattito francese, tra richiesta di responsabilità, pressione dell’opinione pubblica e promesse di riforma.
