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Francia, abusi ignorati: scoppia il caso Barella

Una donna francese accusa lo Stato di negligenza dopo l'omicidio della figlia, scatenando un dibattito pubblico sulla protezione dei minori e spingendo il governo a promuovere riforme urgenti

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Francia, abusi coperti dal 2017: scoppiano le proteste per il caso Bardella - nella foto, dei poliziotti francesi

Dei poliziotti francesi | Pixabay @HubertdeThé

Giulia Camuffo di Giulia Camuffo

Classe 2003, Veneta trapiantata a Milano. Ho studiato Relazioni Internazionali e iniziato a scrivere documentando le manifestazioni sul territorio Lombardo. Collaboro con l’agenzia Alanews e con il magazine indipendente Scomodo.

9 giugno 2026 –  “Hanno ignorato tutte le denunce“: queste parole arrivano dalla madre di una ragazzina vittima di violenza sessuale in Francia. La sua accusa si inserisce in un caso più ampio: il presunto strupratore della figlia sarebbe infati Jérôme Barella, accusato per l’omicio dell’11enne Lyhanna – caso che sta facendo molto discutere in Francia negli ultimi giorni.

Francia, dalla morte della piccola Lyhanna alle accuse contro lo stato

Il caso della piccola Lyhanna, 11 anni, rapita e uccisa a Fleurance dal padre di una sua compagna di classe, Jérôme Barella, ha scosso profondamente la Francia solo qualche giorno fa. Come riporta Franceinfo, l’uomo era già stato segnalato e denunciato per molestie e violenze sessuali su minori ben quattro volte a partire dal 2017, eppure non era mai stato fermato. È in questo contesto di clamoroso fallimento istituzionale che si inserisce questa denuncia contro la nazione: la madre di un’altra bambina vittima di Barella è decisa a portare lo Stato francese in tribunale per “colpa grave”. La donna aveva presentato regolare denuncia contro l’uomo l’estate scorsa, accusandolo di stupro nei confronti della figlia, ma per mesi non era successo nulla: quando aveva continuato a sollecitare risposte, le era stato risposto di smettere di “disturbare”, altrimenti sarebbe stata lei a essere denunciata per molestie.

Ora, attraverso il suo avvocato Pierre Debuisson, ha avviato una doppia azione legale – civile contro lo Stato per negligenza grave e penale sulla gestione del fascicolo – trasformando il caso di sua figlia in simbolo di una richiesta collettiva di riforme radicali che si fa sempre più urgente.

Il governo è  in allarme in Francia: Lecornu convoca i ministri per nuove misure

Di fronte alla crescente tensione, il premier Sébastien Lecornu ha convocato d’urgenza i ministri di Giustizia, Interno, Istruzione e Salute. L’obiettivo è mettere a punto nuove misure per rafforzare la tutela dei minori e migliorare la rapidità delle risposte contro le violenze sessuali. Lecornu ha confermato che il progetto di legge sulla protezione dell’infanzia sarà esaminato velocemente dal Consiglio di Stato e conterrà misure più stringenti, pensate proprio per colmare le lacune emerse finora. Nei giorni scorsi, associazioni per i diritti di donne e bambini e diversi parlamentari avevano chiesto una legge più efficace, con procedure più snelle e pene più severe. Il governo promette di agire con decisione per ridare fiducia a un’opinione pubblica ormai stanca e allarmata dai continui casi di cronaca che mettono a nudo le mancanze delle istituzioni.

Il Procuratore generale ammette i fallimenti nella gestione del caso

Dal mondo giudiziario arriva un’ammissione pesante. Il procuratore generale della Corte di Cassazione, Remy Heitz, parla apertamente di “fallimento” nella gestione del caso Barella e di altri simili. Heitz ha chiesto una revisione profonda delle procedure per evitare che tragedie del genere si ripetano. Il ministro della Giustizia, Gérald Darmanin, ha accolto la richiesta, ordinando un controllo urgente di circa 70.000 denunce su minori. Il lavoro dovrà concludersi entro il 14 luglio, con un rapporto dettagliato su tutti i procedimenti ancora aperti o bloccati. Darmanin ha sottolineato l’urgenza di capire se il caso Lyhanna è un episodio isolato o se dietro ci siano problemi strutturali nel sistema giudiziario sui reati contro i minori.

Proteste in piazza in Francia

L’8 giugno 2026 migliaia di persone sono scese in piazza in molte città francesi, anche davanti al Ministero della Giustizia a Parigi proprio per denunciare i numerosi fallimenti del sistema giudiziario nel garantire sicurezza e giustizia alle vittime di violenza sessuale. Il malessere diffuso ha spinto il presidente Emmanuel Macron a intervenire direttamente. Nel pieno della polemica, Macron, ha infatti visitato l’ospedale Robert-Debré di Parigi e incontrato ricercatori, medici e famiglie di bambini con disturbi del neurosviluppo. Macron si è anche preso un momento per ricordare chi, ogni giorno, si impegna nella protezione e nell’assistenza dei minori vittime di abusi.

Il caso Lyhanna, quindi, si espande e si trasforma in un banco di prova per la giustizia e la politica francese, chiamate a dimostrare di voler cambiare davvero.

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