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Spiagge nudiste: la mappa globale tra norme, tolleranza e resort dedicati

Dalla Francia agli USA, 25 mete tra calette nascoste e resort di lusso: ecco dove e come spogliarsi in libertà, tra regole e tolleranze.

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@cnn.com

Federico Perrone di Federico Perrone

Venticinque spiagge nude compongono una mappa globale che va dal Nord Europa agli arcipelaghi tropicali, con tratti dove il naturismo è legale, tollerato o di fatto praticato. L’elenco mette insieme coste storicamente riconosciute e calette appartate, aree urbane accessibili e rive raggiungibili solo con percorsi dedicati. La varietà non riguarda solo i paesaggi: cambia lo status, cambiano le regole pratiche, cambiano i servizi.

Gli accessi sono eterogenei: si arriva con sentieri, piccole traversate in barca, traghetti seguiti da brevi camminate. In alcuni casi esistono zone ufficialmente designate; in altri la nudità è tollerata su segmenti precisi o su lunghe spiagge frequentate da naturisti. Nel quadro rientrano anche eventi e iniziative che, negli ultimi anni, hanno ampliato l’offerta clothing-optional.

Dove il naturismo è parte del paesaggio

Tra le località simbolo spicca Cap d’Agde, citata come uno dei luoghi che più hanno trasformato il concetto di spiaggia senza vestiti: la dimensione da resort convive con tratti riservati al naturismo. Il complesso è noto come una vera e propria cittadella naturista, con punte di frequentazione fino a 40.000 visitatori al giorno in estate. In questo mosaico rientrano anche baie urbane attrezzate e spiagge che offrono servizi dedicati a chi pratica il naturismo, segnaletica e aree separate per evitare incroci involontari con chi non desidera spogliarsi.

Spiagge storiche e riconosciute

Nel Nord Europa, Callantsoog Beach è ufficialmente riconosciuta come spiaggia nudista dal 1973. Sulla costa pacifica degli Stati Uniti, Black’s Beach — sotto le scogliere di Torrey Pines — è indicata come la prima spiaggia legale per il naturismo nel Paese. Nel Regno Unito, a Studland Bay, un tratto di 900 metri è riservato ai naturisti e segnalato proprio per evitare sovrapposizioni con i bagnanti in costume.

In Germania, sull’isola di Sylt, Buhne 16 è il riferimento storico; in Canada, vicino all’Università della British Columbia, Wreck Beach è considerata tra le spiagge nude più lunghe al mondo, con un arenile di 7,8 chilometri. Il quadro europeo resta denso di esempi strutturati, con riconoscimenti formali o usi consolidati che regolano convivenza e accessi.

Tratti tollerati e calette isolate

In alcune destinazioni la nudità non è formalmente permessa ma viene tollerata in zone precise. A St. Barts, Anse de Grande Saline è citata come esempio dove il costume è vietato ma il nudismo è tollerato su una spiaggia appartata. In Grecia, Red Beach a Creta si raggiunge con un’escursione di circa 20 minuti da Matala oppure con una breve traversata in barca, soluzione spesso scelta quando si preferisce evitare il sentiero.

Altre coste offrono sezioni differenziate per stili di fruizione diversi: a Ibiza, Platja des Cavallet alterna aree da party a tratti più appartati dedicati al naturismo ufficiale. In Messico, Playa Zipolite (stato di Oaxaca) si estende per 2 chilometri ed è generalmente accettata come clothing-optional sebbene non sia legale. Sulle Canarie, la Playa de Maspalomas è nota per il sistema di dune che fa da retroterra, mentre in Brasile la Praia Massarandupió si raggiunge con un viaggio di circa due ore da Salvador.

Negli Stati Uniti, in Florida, la Haulover Beach di Miami occupa 99 acri di sabbia tra l’Atlantico e Biscayne Bay: un’ampiezza che consente di separare con chiarezza le aree più frequentate da quelle dove si cerca maggiore tranquillità.

Resort, sport ed esperienze organizzate

La crescita dell’interesse ha spinto anche il settore privato. Diversi resort naturisti propongono attività sportive e ricreative pensate per chi sceglie il nudismo. In Francia, il villaggio naturista La Jenny Naturist Village ha ospitato competizioni come il World Naturist Golf Championship e altri eventi che uniscono sport e pratiche naturiste. L’offerta privata ha preso piede soprattutto dove la nudità pubblica resta vietata: in Giamaica, Indonesia, Messico e Repubblica Dominicana i resort dedicati rappresentano spesso la via principale per praticare il naturismo in contesti regolamentati.

Il fenomeno ha assunto anche la forma di esperienze su larga scala. Nel 2025 una grande crociera clothing-optional ha imbarcato 2.300 naturisti a bordo della Norwegian Pearl. L’iniziativa ha aperto la strada a nuove traversate tematiche, confermando la domanda per proposte oltre la spiaggia tradizionale e con servizi a bordo comparabili a quelli dei principali itinerari turistici.

Regole pratiche, segnali e citazioni

Tra le indicazioni ricorrenti emergono tre elementi: conoscere lo status locale (legale, tollerato o semplicemente consuetudinario), osservare la segnaletica che delimita i tratti clothing-optional e rispettare la convivenza con i bagnanti in costume. In molti luoghi le aree sono separate per ridurre fraintendimenti; altrove è richiesta maggiore discrezione. Conta anche la storia del posto: dallo status ottenuto nel 1973 fino a nomine di riserva naturale nel 1966, i precedenti istituzionali condizionano ancora oggi accessi e frequentazione.

«La spiaggia ideale clothing-optional ha sabbia soffice, brezza calda, onde gentili e molti altri naturisti», ha detto Nicky Hoffman, managing editor di Nude & Natural e co-autore di una guida alle spiagge e ai resort naturisti. Un’indicazione semplice che torna utile sia sulle baie urbane, dove si arriva in pochi minuti, sia sulle insenature isolate raggiungibili soltanto a piedi o in barca.

L’orizzonte resta in movimento: dopo la partenza della Norwegian Pearl, è prevista un’ulteriore crociera clothing-optional sulla Norwegian Jewel a febbraio.

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