L’archiviazione definitiva dell’inchiesta sui presunti mandanti occulti delle stragi mafiose del 1993 riaccende il dibattito politico attorno alla figura di Silvio Berlusconi. A commentare la decisione del Tribunale di Firenze sono stati numerosi esponenti del centrodestra, a partire da Marta Fascina, deputata di Forza Italia e compagna dell’ex presidente del Consiglio, scomparso nel giugno 2023.
Attraverso un messaggio pubblicato sui social, Fascina ha accolto con soddisfazione la conclusione del procedimento giudiziario, parlando di “trent’anni di persecuzione, fango e veleni” e sostenendo che finalmente “giustizia è fatta”. Il post è stato accompagnato da una fotografia di Berlusconi, figura centrale della politica italiana per oltre tre decenni e fondatore di Forza Italia.
La decisione del Tribunale di Firenze sulle stragi del ’93
L’archiviazione riguarda il lungo filone investigativo che ipotizzava un coinvolgimento di Silvio Berlusconi e di Marcello Dell’Utri come possibili mandanti occulti delle stragi mafiose del 1993. Dopo trent’anni di indagini, approfondimenti e richieste di archiviazione, i magistrati hanno concluso che non esistono elementi sufficienti per sostenere le accuse.
Il procedimento si chiude così definitivamente, confermando l’assenza di riscontri giudiziari in grado di collegare Berlusconi e Dell’Utri alla stagione delle bombe che colpì l’Italia nei primi anni Novanta, tra cui gli attentati di Firenze, Milano e Roma.
La vicenda giudiziaria ha rappresentato per anni uno dei capitoli più discussi del rapporto tra politica, magistratura e lotta alla mafia, alimentando un confronto spesso acceso tra sostenitori e oppositori dell’ex leader di Forza Italia.
Le reazioni di Forza Italia
Tra i primi a intervenire c’è stato Antonio Tajani, vicepremier, ministro degli Esteri e segretario nazionale di Forza Italia. In un messaggio pubblicato sui social, Tajani ha definito “disgustoso l’accanimento” che, a suo giudizio, avrebbe colpito Berlusconi e il partito nel corso degli anni.
Il leader azzurro ha inoltre criticato duramente l’operato di una parte della magistratura, sostenendo che le accuse mosse nel tempo nei confronti di Berlusconi fossero prive di fondamento e motivate da ragioni politiche. Tajani ha anche evidenziato come la decisione di archiviazione, adottata il 15 gennaio scorso, sia stata resa nota soltanto nei giorni recenti, sottolineando la necessità di una giustizia più rapida ed efficiente.
Archiviazione stragi del ’93, l’intervento di Giorgia Meloni
Anche la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha commentato la decisione del Tribunale di Firenze. La premier ha parlato di una conferma di quella che ha definito una “verità storica e giudiziaria incontrovertibile”, ribadendo che non esistono collegamenti tra Silvio Berlusconi e la criminalità organizzata.
Meloni ha inoltre ricordato come per decenni il fondatore di Forza Italia e il suo partito siano stati oggetto di sospetti e accuse riguardanti presunti rapporti con la mafia, ipotesi che, secondo la presidente del Consiglio, sono state progressivamente smentite dalle decisioni della magistratura.
Con l’archiviazione del procedimento si chiude uno dei fascicoli più longevi e controversi della storia giudiziaria italiana recente, una vicenda che ha accompagnato per oltre trent’anni il dibattito pubblico e politico attorno alla figura di Silvio Berlusconi.
