Due agenti della polizia penitenziaria sono rimasti feriti in un’aggressione avvenuta all’interno del carcere di Ariano Irpino, in provincia di Avellino. A denunciare l’episodio è stato il SAPPE, il Sindacato autonomo della polizia penitenziaria. L’aggressione è avvenuta nella sezione ex articolo 32 della casa circondariale di Ariano Irpino, nell’Avellinese. Secondo la ricostruzione del sindacato riportata dall’ANSA, un detenuto straniero, al rientro dal passeggio e senza apparente motivo, si è improvvisamente scagliato contro i due poliziotti penitenziari addetti alla vigilanza della sezione. Per entrambi gli agenti è stato necessario il trasporto al pronto soccorso dell’ospedale di Ariano Irpino: uno sarebbe stato colpito con un pugno, mentre l’altro avrebbe riportato escoriazioni al collo. A diffondere i dettagli sono stati Donato Capece, segretario generale del Sappe, e Marcello Bosco, segretario del Sappe di Ariano Irpino, che hanno espresso piena solidarietà ai colleghi feriti.
La denuncia del SAPPE e le criticità del carcere
Il SAPPE punta il dito soprattutto sulle criticità strutturali dell’istituto irpino. La casa circondariale, spiegano i sindacalisti, vive una situazione di forte sovraffollamento e non dispone di condizioni adeguate alla gestione dei detenuti sottoposti al regime disciplinare del 14 bis, che finiscono così collocati nelle sezioni ordinarie, con inevitabili ripercussioni sulla sicurezza.
Non è un caso isolato: lo stesso carcere è stato teatro, negli ultimi anni, di ripetuti episodi di violenza ai danni del personale, già denunciati in passato dallo stesso sindacato. Da qui la richiesta, definita “urgente”, del trasferimento del detenuto responsabile dell’aggressione in un istituto adeguato.
I numeri della violenza nelle carceri italiane
L’episodio avvenuto in provincia di Avellino si inserisce in un quadro nazionale caratterizzato da forti criticità nel sistema penitenziario italiano. Secondo il XXII rapporto dell’associazione Antigone, nel 2025 le aggressioni ai danni degli agenti della polizia penitenziaria sono aumentate rispetto all’anno precedente. Sullo sfondo resta il problema del sovraffollamento carcerario, con oltre 64mila detenuti presenti negli istituti italiani a fronte di una capienza regolamentare significativamente inferiore.
Parallelamente, negli ultimi anni si sono moltiplicate anche le inchieste per presunti abusi e violenze commessi da agenti nei confronti dei detenuti. Tra i casi più noti figurano il procedimento giudiziario legato al carcere di Santa Maria Capua Vetere, le condanne relative alla casa circondariale di Torino e le indagini avviate negli istituti penali minorili Beccaria di Milano e Casal del Marmo di Roma.
Vicende che hanno riacceso il dibattito pubblico sulle condizioni delle carceri italiane, sul lavoro della polizia penitenziaria e sulla gestione della sicurezza all’interno degli istituti detentivi.
