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Napoli, inaugurata casa per donne vittime di violenza in bene confiscato al clan Grimaldi

La nuova struttura, gestita dalla cooperativa Dedalus, offre accoglienza e percorsi di autonomia per donne vulnerabili, promuovendo legalità e inclusione sociale a Napoli

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Raffaele Accetta di Raffaele Accetta

Mi chiamo Raffaele Accetta. Napoletano, nato nell’ultimo anno del secolo scorso. Giornalista, videoreporter, videomaker. L’approccio al mondo del giornalismo e della video comunicazione avviene già a 16 anni, collaborando con una testata locale. Il mio percorso ha poi lasciato spazio ad altre esperienze significative: dalla radio alla web tv. Il giornalismo “di strada” è la mia passione. Dare voce ai più "deboli" è per me una missione. Dal 2022 collaboro con Alanews come corrispondente da Napoli e Campania

Napoli, 9 febbraio 2026 – Nel cuore di Napoli un immobile confiscato al clan Grimaldi è stato trasformato in una struttura di accoglienza e supporto per donne vittime di violenza, tratta e sfruttamento. La nuova casa di semi-autonomia, gestita dalla cooperativa sociale Dedalus, rappresenta un esempio concreto di reinserimento sociale e contrasto alla criminalità organizzata.

Un bene confiscato diventa presidio di giustizia sociale

immagine

L’immobile, confiscato nel 2016 e assegnato al Comune di Napoli, dopo un lungo lavoro di riqualificazione è stato consegnato a Dedalus lo scorso dicembre. La cooperativa ha inaugurato la struttura due giorni fa, ospitando già alcune donne in difficoltà.

Stefania Castellaccio, rappresentante di Dedalus, ha sottolineato durante la conferenza di presentazione: “Accanto alla protezione, nodo fondamentale è la costruzione di reali strumenti di empowerment per le donne, perché non bisogna pensare alla violenza solo come violenza fisica, ma anche come privazione economica”.

La casa offre accoglienza residenziale temporanea e percorsi personalizzati per accompagnare le donne verso l’autonomia abitativa e economica, riducendo così il rischio di ricadute in situazioni di violenza o sfruttamento. La struttura nasce con l’obiettivo di essere un luogo di tutela, rinascita e diritti, promuovendo anche la cultura della legalità e delle pari opportunità.

Un messaggio forte contro la criminalità e le discriminazioni

Il progetto, che si inserisce nelle politiche sociali del Comune di Napoli per il contrasto alla violenza di genere, rappresenta un simbolo tangibile di riscatto civile: un bene sottratto alla criminalità organizzata diventa un presidio di giustizia sociale. La trasformazione di questo immobile, prima strumento di potere criminale, in spazio di solidarietà e inclusione, è un investimento sul futuro del territorio, capace di generare sicurezza e coesione sociale.

All’incontro di presentazione hanno partecipato anche la vicesindaco Laura Lieto e l’assessora Emanuela Ferrante, che hanno ribadito l’impegno dell’Amministrazione comunale nel potenziare la rete di servizi di protezione e inclusione presenti sul territorio.

La casa di semi-autonomia si inserisce inoltre nel più ampio progetto E.V.A. – Eco Villaggio dell’Accoglienza, pensato per ampliare le opportunità di sostegno alle persone vulnerabili attraverso un modello di ospitalità innovativo e integrato.

Con questa iniziativa, Napoli conferma la volontà di trasformare i beni confiscati in volani di cambiamento sociale, facendo della lotta alla violenza di genere e alla criminalità organizzata una priorità concreta e quotidiana.

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