La crisi migratoria di Ceuta è diventata uno scontro politico tra Italia e Spagna. Questa mattina, martedì 4 agosto, alle 10 è in programma la riunione straordinaria in videoconferenza dei ministri dell’Interno dell’Unione europea. L’incontro, convocato dalla presidenza irlandese del Consiglio Ue, servirà a discutere quanto accaduto nell’enclave spagnola e a coordinare una risposta europea. La discussione avrà un solo punto all’ordine del giorno: la situazione attuale nell’enclave spagnola.
Alla videocall parteciperanno anche i Paesi associati allo spazio Schengen – Islanda, Liechtenstein, Norvegia e Svizzera – insieme al Servizio europeo per l’azione esterna. Per l’Italia sarà presente il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, mentre alle 13 il commissario europeo agli Affari interni Magnus Brunner dovrebbe illustrare l’esito del confronto.
Ceuta, Madrid attacca il governo italiano
Alla vigilia della riunione, il ministro degli Esteri spagnolo José Manuel Albares ha accusato il governo di Giorgia Meloni di non essere stato “all’altezza” della crisi. Parole che hanno riacceso lo scontro con Roma, già aperto dopo le critiche italiane al provvedimento di regolarizzazione approvato dal governo di Pedro Sánchez.
La replica è arrivata prima dal Viminale, che ha rivendicato un calo degli sbarchi del 55% rispetto allo scorso anno e dell’82% rispetto al 2023. Antonio Tajani ha poi sostenuto che a rispondere ad Albares siano “i numeri”, attribuendo i risultati italiani agli accordi conclusi con otto Paesi di origine e transito. Più duro Fratelli d’Italia, che ha definito “surreali e ipocrite” le accuse di Madrid. La crisi ha ormai fatto emergere una divisione profonda tra gli Stati europei sulla gestione dei flussi migratori.
Von der Leyen richiama l’Ue alla solidarietà
Nel tentativo di abbassare la tensione, Ursula von der Leyen ha scritto al premier spagnolo Pedro Sánchez ribadendo che “la migrazione è una sfida europea” e che la solidarietà tra Stati membri è fondamentale. La presidente della Commissione ha indicato cinque priorità: prevenire gli arrivi irregolari attraverso la cooperazione con i Paesi terzi, rafforzare i confini esterni, migliorare i sistemi di allerta, colpire le reti dei trafficanti e rendere più efficaci i rimpatri.
Durante la riunione, Piantedosi dovrebbe presentare anche la proposta italiana per la creazione di hub di rimpatrio in Paesi esterni all’Unione. Il progetto è sostenuto da una parte consistente degli Stati membri, ma resta aperto il nodo dei finanziamenti europei.
Sul confronto è intervenuto anche Donald Trump. Il presidente statunitense ha sostenuto che “l’immigrazione sta uccidendo l’Europa”, aggiungendo l’energia tra le principali minacce per il continente. La videocall di oggi dovrà quindi ricomporre una frattura che ormai va oltre Ceuta e riguarda la direzione futura delle politiche migratorie europee.
Per approfondire: Ceuta, scontro tra Spagna e Italia: Albares accusa Roma, il Viminale replica
