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Meloni critica la magistratura e annuncia misure più rigide contro le aggressioni ai docenti

Il nuovo decreto sicurezza introduce misure più severe contro le aggressioni al personale scolastico, estendendo tutele già previste per forze dell’ordine e sanitari

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Il discorso di Meloni ai militari italiani

Giorgia Meloni | ANSA/YOUTUBE Palazzo Chigi - alanews

Alessandro Bolzani di Alessandro Bolzani

Mi chiamo Alessandro Bolzani e sono nato a Vigevano nel 1991. Sono un giornalista pubblicista e dal 2018 collaboro con l'agenzia media Alanews, per la quale ho curato la realizzazione di articoli per importanti realtà editoriali. Sono appassionato di scrittura creativa e nel 2024 ho pubblicato il romanzo urban fantasy "Cronache dei Mondi Connessi - I difensori del parco" con la casa editrice PAV Edizioni. Alcuni dei miei scritti sono stati pubblicati anche sulla rivista Weirdbreed.

Roma, 5 febbraio 2026 – Il governo guidato dalla premier Giorgia Meloni ha annunciato una nuova misura contenuta nel decreto sicurezza volta a contrastare il crescente fenomeno delle aggressioni ai danni del personale scolastico. Nel corso della trasmissione “Dritto e rovescio” su Rete4, la presidente del Consiglio ha confermato l’introduzione dell’arresto differito per chi aggredisce i docenti, estendendo così una tutela già prevista per le forze dell’ordine e il personale sanitario.

La nuova norma per la tutela dei docenti

La premier Meloni ha sottolineato come il fenomeno delle aggressioni ai docenti sia in preoccupante aumento e richieda un intervento deciso: “Prevediamo l’arresto differito per chi aggredisce i docenti, come già accade oggi per le forze dell’ordine e per il personale sanitario. Questa misura mira a fermare un fenomeno che sta degenerando e che deve essere contrastato con efficacia.” L’arresto differito permette l’arresto senza necessità di flagranza al momento dell’aggressione, favorendo un intervento tempestivo da parte delle forze dell’ordine.

Questa novità si inserisce in un più ampio quadro di attenzione alla sicurezza pubblica, tema su cui Meloni ha ribadito la necessità di un approccio più rigido e coerente da parte di tutte le istituzioni coinvolte nella tutela dei cittadini.

Le critiche di Meloni al sistema giudiziario e sicurezza

La premier ha inoltre espresso critiche verso quello che ha definito un “doppiopesismo di certa parte della magistratura” che, a suo avviso, rende difficile garantire la sicurezza. A Torino, ha ricordato, sono stati rilasciati con misure cautelari blande alcuni responsabili di gravi episodi di violenza, mentre casi di legittima difesa da parte delle forze dell’ordine sono finiti sotto indagine penale, creando un clima di incertezza e difficoltà operative per gli agenti.

Meloni ha aggiunto che la norma sul cosiddetto “scudo” intende evitare un “calvario agli agenti che fanno solo il loro dovere“, specificando che non si tratta di uno scudo penale: “Non è uno scudo penale. Scudo penale è quando qualsiasi cosa fai non ti succede niente, quello ce l’hanno i centri sociali oggi in Italia. Qui invece si tratta di non iscrivere automaticamente nel registro degli indagati chi si è difeso in modo legittimo.”

Queste dichiarazioni arrivano in un contesto in cui il governo sta portando avanti il disegno di legge n. 1660-A, in esame alla Camera, che prevede disposizioni in materia di sicurezza pubblica, tutela del personale in servizio e ordinamento penitenziario, con diverse proposte emendative respinte nelle ultime sedute parlamentari.

L’attenzione si concentra dunque su un rafforzamento della tutela di chi opera in prima linea per garantire ordine e sicurezza, dalla scuola alle forze dell’ordine, con misure che intendono garantire sia la prevenzione che la certezza della pena per chi commette reati violenti.

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