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Mostro di Firenze, nuovi dettagli: nel 1983 Lotti fu indagato per un motivo

Nuove rivelazioni riaccendono l’attenzione sull’omicidio di Clelia Cuscito e sui possibili intrecci con i delitti delle coppiette, rilanciando le indagini sul caso

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Giancarlo Lotti durante il processo ai compagni di merende nell'ambito dell'indagine sul Mostro di Firenze

Immagine di pubblico dominio

Giacomo Camelia di Giacomo Camelia

Nato a Carate Brianza nel 2000, laureato in Scienze Umanistiche per la Comunicazione presso l’Università degli Studi di Milano. Lavoro come redattore web dal 2024. Adoro il cinema e la musica anche se la mia passione più grande riguarda lo sport, il calcio in particolare

Firenze, 16 gennaio 2026 – Emergono nuovi dettagli sull’intricata vicenda legata al Mostro di Firenze, uno dei casi di cronaca nera più enigmatici della storia italiana. Per la prima volta si apprende che Giancarlo Lotti, noto come uno dei “compagni di merende” insieme a Pietro Pacciani e Mario Vanni, fu indagato dal pm Paolo Canessa per l’omicidio di Clelia Cuscito, prostituta trovata assassinata il 14 dicembre 1983 a Firenze. Questa circostanza emerge in un esposto presentato di recente in procura dall’avvocato Mattia Alfano, che riapre il dibattito su alcuni dei casi irrisolti legati alle vittime “a luci rosse” e sulle possibili connessioni con i delitti del noto maniaco delle coppiette.

Giorgio Vanni in udienza sul Caso del Mostro di Firenze
Giorgio Vanni in udienza sul Caso del Mostro di Firenze | Alanews

Indagini e sospetti sull’omicidio di Clelia Cuscito

Clelia Cuscito, 37 anni, ex infermiera e prostituta, fu brutalmente uccisa nel suo appartamento di via Gian Paolo Orsini a Firenze, con quindici coltellate e strangolata con un filo del telefono. Lotti fu indagato per la somiglianza con un identikit dell’epoca e per una testimonianza che indicava il postino Mario Vanni come frequentatore della vittima; tuttavia, fu archiviato sette anni dopo la sua morte, avvenuta nel 2002. L’avvocato Alfano e i collaboratori Matteo Calì e Loris Bonacci Martinelli propongono che il vero assassino sia un uomo ancora in vita, legato al mondo della pornografia e corrispondente all’identikit dell’ultima persona vista entrare nel palazzo la mattina dell’omicidio. Questa persona avrebbe agito sotto alias e non è mai stata formalmente indagata.

Collegamenti con il Mostro di Firenze e piste investigative

L’esposto mette in luce un ulteriore collegamento tra l’omicidio di Clelia Cuscito e i delitti delle coppiette: Stefano Baldi, una delle vittime del Mostro a Calenzano nel 1981, aveva nel portafoglio il numero telefonico di Clelia. Inoltre, si suggerisce di confrontare un reperto ematico trovato nell’abitazione di Clelia con un reperto biologico rinvenuto sulla scena del delitto di Scopeti del 1985, episodio conclusivo della serie di duplici omicidi attribuiti al Mostro di Firenze.

Il Mostro di Firenze, attivo tra il 1968 e il 1985, è noto per aver assassinato 14 persone, in gran parte giovani coppie appartate nelle campagne toscane. Tra gli imputati per i delitti, oltre a Pietro Pacciani, figura il gruppo dei cosiddetti “compagni di merende”, Mario Vanni e Giancarlo Lotti, quest’ultimo deceduto nel 2002 dopo aver fornito diverse confessioni agli inquirenti.

Nonostante le condanne definitive per alcuni episodi, molti aspetti e collegamenti rimangono ancora da chiarire, con indagini che periodicamente si riaprono per approfondire nuovi riscontri o testimonianze in questo complesso cold case.

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