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Il Regno Unito contro X: “Limitare Grok agli abbonati non tutela le vittime dei deepfake”

Il governo britannico e la Commissione UE chiedono misure più severe contro i deepfake su X, giudicando insufficienti le restrizioni agli abbonati per tutelare le vittime

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Il logo di Grok

Il logo di Grok | Shutterstock - alanews

Alessandro Bolzani di Alessandro Bolzani

Mi chiamo Alessandro Bolzani e sono nato a Vigevano nel 1991. Sono un giornalista pubblicista e dal 2018 collaboro con l'agenzia media Alanews, per la quale ho curato la realizzazione di articoli per importanti realtà editoriali. Sono appassionato di scrittura creativa e nel 2024 ho pubblicato il romanzo urban fantasy "Cronache dei Mondi Connessi - I difensori del parco" con la casa editrice PAV Edizioni. Alcuni dei miei scritti sono stati pubblicati anche sulla rivista Weirdbreed.

LONDRA, 9 gennaio 2026 – Scintille tra il governo britannico e la piattaforma X di Elon Musk in seguito alla decisione di limitare l’uso del sistema di intelligenza artificiale Grok per la modifica di immagini solo agli utenti abbonati. La misura, adottata dopo aspre critiche per la facilità con cui lo strumento ha permesso la creazione di deepfake a sfondo sessuale e pedopornografico, è stata definita dal premier britannico Keir Starmer un «insulto alle vittime».

La posizione del Regno Unito: un no netto alle limitazioni parziali

Durante il briefing quotidiano a Downing Street, un portavoce del premier Starmer ha risposto ai giornalisti sottolineando come limitare l’uso di Grok ai soli abbonati non sia sufficiente a contrastare i rischi legati alla diffusione di contenuti manipolati e potenzialmente dannosi. L’iniziativa di X, la piattaforma social di Elon Musk, è arrivata in seguito a un’ondata di critiche internazionali e alle pressioni delle autorità di regolamentazione europee e britanniche, che hanno puntato il dito contro la facilità con cui è stato possibile creare deepfake a sfondo sessuale, inclusi contenuti pedopornografici.

Il governo britannico ha ribadito l’importanza di misure rigorose per tutelare le vittime e prevenire abusi, mettendo in discussione l’efficacia di una restrizione basata solo sull’abbonamento a pagamento. Starmer, primo ministro dal luglio 2024, continua a mantenere un atteggiamento di forte attenzione verso le implicazioni etiche e sociali dell’intelligenza artificiale, soprattutto in relazione alla protezione dei più vulnerabili.

Anche l’Ue mantiene la sua posizione su Grok

Parallelamente, anche la Commissione europea, attraverso il portavoce Thomas Regnier, ha espresso una posizione simile: “Limitare la generazione e la modifica delle immagini agli abbonati non cambia la nostra posizione di fondo. Non vogliamo vedere immagini di questo tipo, indipendentemente dal fatto che siano prodotte da utenti paganti o meno.”

Queste dichiarazioni arrivano nel contesto di un’intensificazione del dibattito sulla regolamentazione delle tecnologie AI che possono essere impiegate per creare contenuti falsificati, spesso con finalità di abuso sessuale o diffusione di materiale illecito. Le autorità europee e britanniche si stanno muovendo verso una maggiore vigilanza e controlli stringenti per garantire che le piattaforme digitali non diventino veicoli di contenuti dannosi o illegali.

Le modifiche introdotte da X e le reazioni

Secondo quanto riportato dalla BBC, X ha annunciato che d’ora in avanti la funzione di modifica delle immagini con Grok sarà accessibile solo agli utenti abbonati, che dovranno registrare nome e informazioni personali. Questo passaggio è stato motivato dalla volontà della piattaforma di arginare l’uso improprio dello strumento, che ha permesso in passato di creare immagini di donne in bikini o con pochi vestiti digitalmente aggiunti o rimossi.

Grok, strumento gratuito integrato nella piattaforma social, funziona tramite tag nei post o risposte, consentendo agli utenti di richiedere modifiche specifiche alle immagini. Tuttavia, l’uso improprio ha sollevato preoccupazioni di natura etica e legale, soprattutto dopo le accuse di aver contribuito alla diffusione di contenuti deepfake sessuali e pedopornografici.

La decisione di X rappresenta un tentativo di risposta alle critiche, ma come evidenziato dalle dichiarazioni ufficiali del Regno Unito e dell’Unione Europea, limitare l’accesso alle funzioni AI solo agli abbonati non è ritenuto un provvedimento sufficiente per garantire la sicurezza e il rispetto delle vittime. Il dibattito sulla regolamentazione delle intelligenze artificiali e sulla responsabilità delle piattaforme continua dunque a essere al centro dell’attenzione nei principali paesi occidentali.

Per approfondire: X e l’AI che spoglia le donne senza consenso: inchieste globali mentre Grok macina miliardi

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