L’uccisione di Ann Widdecombe continua ad alimentare il dibattito politico nel Regno Unito. Dopo le rivelazioni emerse durante l’udienza in tribunale, Nigel Farage è intervenuto pubblicamente chiedendo che venga fatta piena luce sulle idee politiche del presunto assassino, sostenendo che questo aspetto non possa essere ignorato mentre le indagini sono ancora in corso. Il leader di Reform UK è tornato così a sollecitare maggiore trasparenza su un caso che ha scosso il Paese e che gli investigatori dell’antiterrorismo stanno ancora cercando di ricostruire in ogni suo dettaglio.
Le parole di Farage dopo l’udienza in tribunale
Commentando quanto emerso in aula, Farage ha definito “orribili” i particolari dell’omicidio di Ann Widdecombe, storica esponente della destra britannica conosciuta anche con il soprannome di “Lady Brexit”. Il leader del partito Reform UK ha quindi domandato pubblicamente perché non siano state rese note eventuali convinzioni politiche di Joshua Kerry, il 28enne accusato del delitto, sostenendo che questo elemento potrebbe essere rilevante per comprendere le ragioni dell’aggressione.
La ricostruzione dell’omicidio
Secondo quanto riferito dalla procura durante l’udienza, Kerry avrebbe colpito Widdecombe con 21 martellate alla testa. L’aggressione risale all’8 luglio scorso ed è avvenuta nell’abitazione della politica, nel Devon, mentre la donna stava pranzando da sola. L’imputato è attualmente incriminato per omicidio. Al momento, tuttavia, il movente del delitto non è stato ancora chiarito.
L’ipotesi di una matrice politica resta al vaglio
Gli investigatori del Counter Terrorism Policing continuano ad approfondire la possibilità che dietro l’uccisione possa esserci una motivazione politica o addirittura terroristica. Il responsabile dell’indagine, Laurence Taylor, ha definito gli accertamenti “particolarmente complessi”, senza fornire ulteriori elementi sullo stato delle verifiche o sulle ipotesi investigative.
Chi era Ann Widdecombe, la “Lady Brexit”
Ann Widdecombe è stata una delle figure più note dell’area euroscettica britannica. Nel corso della sua carriera politica aveva militato inizialmente nel Partito Conservatore guidato da Margaret Thatcher, per poi aderire al Brexit Party, formazione che in seguito ha assunto il nome di Reform UK. La sua lunga attività politica e il ruolo avuto nella campagna a favore dell’uscita del Regno Unito dall’Unione europea le avevano fatto guadagnare il soprannome di “Lady Brexit”.
Il caso si intreccia con la campagna elettorale di Farage
Le dichiarazioni del leader di Reform UK arrivano anche in un momento particolarmente delicato sul piano politico. Farage è infatti impegnato nella campagna elettorale per l’elezione suppletiva del 13 agosto nel collegio inglese di Clacton-on-Sea.
La consultazione è stata convocata dopo le sue dimissioni dal seggio, una scelta annunciata con l’obiettivo di ricandidarsi e chiedere, come ha spiegato lui stesso, “il giudizio del popolo” alla luce dei presunti scandali finanziari che lo riguardano.
L’intervento sul caso Widdecombe segue inoltre le accuse già rivolte da Farage alle autorità britanniche, che nei giorni scorsi aveva criticato per quelle che ritiene carenze nella tutela della sicurezza degli esponenti del suo partito.
Per approfondire: Svolta sulla morte di Ann Widdecombe: aperta indagine per terrorismo
