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Deforestazione in Amazzonia, Wwf: “L’Italia responsabile del 10% per consumo interno”

Un rapporto presentato alla COP30 rivela che i consumi italiani incidono pesantemente sulla perdita di foresta amazzonica, spingendo il WWF a chiedere azioni UE più incisive

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L'Amazzonia

L'Amazzonia | Pixabay @FGTrade - alanews.it

Marco Viscomi di Marco Viscomi

Nato a Milano nel 1991, sono laureato in Lettere moderne presso l'Università Cattolica di Milano. Collaboro come giornalista con Sprint e Sport dal 2024 e Alanews dal 2025. Allenatore di calcio nel tempo libero, le mie più grandi passioni sono lo sport, il cinema, il gaming e la musica

(Belem, 18 novembre 2025) – Un nuovo rapporto congiunto di WWF, Trase, Chalmers University of Technology e Stockholm Environment Institute, presentato oggi alla COP30 di Belém, evidenzia il ruolo significativo dell’Italia nella deforestazione dell’Amazzonia. Secondo l’analisi, ogni anno, per soddisfare i consumi italiani, vengono distrutti circa 4.000 ettari di foresta amazzonica, equivalenti a quasi 5.000 campi da calcio, pari al 10% della deforestazione totale annuale incorporata nella produzione agricola globale.

Il legame tra consumi italiani e deforestazione dell’Amazzonia

Il rapporto rappresenta la prima analisi transfrontaliera che collega l’andamento complessivo della deforestazione in Amazzonia alle diverse filiere agricole, mettendo in luce come l’espansione degli allevamenti bovini sia la causa principale della distruzione delle foreste, responsabile del 78% della superficie deforestata nella regione tra il 2018 e il 2022. La coltivazione di soia segue con una quota del 4,6%. Nel medesimo periodo, la foresta amazzonica ha perso in totale 8,6 milioni di ettari, un’area superiore a quella dell’Austria.

Una delle sedi del Wwf
Una delle sedi del Wwf | Photo by Ank Kumar licensed under CC BY-SA 4.0 (https://creativecommons.org/licenses/by-sa/4.0/deed.en) – Alanews.it

La posizione di WWF Italia e l’importanza della normativa europea

WWF Italia sottolinea l’urgenza che l’Unione Europea mantenga ferme le misure previste dal Regolamento EUDR, progettato per contrastare la deforestazione legata alle importazioni. Edoardo Nevola, responsabile dell’Ufficio Foreste di WWF Italia, avverte che “ogni tentativo di rinvio o indebolimento dell’EUDR comprometterebbe la credibilità europea”. Un ritardo di un anno nell’entrata in vigore del Regolamento potrebbe comportare l’abbattimento di circa 50 milioni di alberi e l’emissione di 16,8 milioni di tonnellate di gas serra, equivalenti alle emissioni di Londra e New York insieme in tre anni.

La deforestazione dell’Amazzonia, definita da molti il “polmone verde” del pianeta, rappresenta una delle più gravi emergenze ambientali globali, e il coinvolgimento dei Paesi consumatori, tra cui l’Italia, è al centro del dibattito internazionale per la tutela di questo ecosistema vitale.

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