ministri dell’Interno Unione europea si riuniscono martedì per affrontare l’epidemia di arrivi a Ceuta, convocati dopo richieste formali di 22 leader e di Pedro Sánchez. L’incontro è stato chiesto per coordinare risposte comuni all’ondata di migranti che ha interessato l’exclave spagnola; il vertice si terrà il 4 agosto.
Intanto in Italia sono scattati controlli a campione in porti e scali aeroportuali e il numero delle vittime annegate nei tentativi di attraversare il mare è salito a più di 80. Le opposizioni chiedono a Giorgia Meloni di riferire in Parlamento sulle misure adottate.
La situazione a Ceuta
A Ceuta le autorità tentano di riportare ordine dopo l’arrivo in pochi giorni di circa 60.000 persone: i negozi hanno riaperto e il traffico è ripreso, ma il ritorno alla normalità è ancora parziale. Prosegue il controesodo verso il Marocco e il mare continua a restituire cadaveri, mentre gruppi di giovani rimangono nascosti nei boschi che sovrastano il Centro di accoglienza temporanea (Ceti), presidiato dall’esercito, in cerca di acqua e cibo.
Gli ospedali locali registrano casi di ipotermia, annegamento e traumi: il sindacato dei medici ha denunciato «una “catastrofe assistenziale”», sostenendo che il sistema sanitario è insufficiente a far fronte alla pressione delle emergenze. Le associazioni per i diritti dei migranti stimano che siano entrati nella città autonoma almeno 7mila bambini e minorenni, che secondo la normativa locale hanno diritto a restare sotto la tutela delle autorità della città.
Vertice Ue e pressioni politiche
La convocazione del vertice arriva dopo due iniziative parallele: una lettera promossa da Italia e Danimarca sottoscritta da 22 leader e una missiva separata del premier spagnolo Pedro Sánchez. La crisi ha già innescato contestazioni politiche in Spagna, con l’opposizione che accusa l’esecutivo di responsabilità nella gestione dei flussi e chiede risposte più dure sulle frontiere.
Il dibattito politico si intreccia con le esigenze operative sul campo: Bruxelles dovrà discutere controlli condivisi, rimpatri e assistenza ai minori, bilanciando sicurezza e obblighi di tutela. Il vertice del 4 agosto sarà il primo momento di confronto diretto tra i ministri per trovare misure comuni e indirizzi pratici alla gestione dei movimenti attraverso lo stretto.
Controlli in Italia e reazioni sindacali
In Italia la sospensione temporanea dell’accordo di Schengen con la Spagna ha reso operative verifiche selettive sui passeggeri in arrivo dalla Penisola iberica. Agenti della polizia di frontiera hanno effettuato controlli a campione a Fiumicino, Malpensa e Linate, concentrandosi inizialmente sui voli provenienti da Madrid, Siviglia, Malaga e Alicante, poi estesi a tutti i voli in arrivo dalla Spagna.
I controlli mirano ad accertare che i cittadini extra Unione europea siano in possesso di documenti idonei per circolare nell’area Schengen, in particolare il passaporto valido. Per i viaggi in uscita dall’Italia verso la Spagna non è previsto alcun cambiamento alle procedure di imbarco.
La misura ha suscitato proteste tra i sindacati di polizia: il Silp Cgil, in una lettera inviata al Viminale, ha avvertito che «Il ripristino temporaneo dei controlli di frontiera con la Spagna per tutto il mese di agosto rischia di paralizzare l’operatività degli scali aerei e marittimi nazionali e di gravare pesantemente sulle donne e sugli uomini della polizia di Stato».
Le autorità nazionali dovranno dunque contemperare l’attuazione dei controlli con la gestione pratica degli scali, per evitare disservizi e garantire al contempo i controlli documentali necessari. Emergenza Ceuta e impatto sulle rotte migratorie resteranno al centro del confronto internazionale: il vertice del 4 agosto rappresenta il prossimo passo operativo per i governi europei, mentre in Italia i controlli in porti e aeroporti proseguono sotto osservazione.
