Dall’Italia sono emigrate 141.056 persone nel 2024, a fronte di 247.274 ingressi e un saldo migratorio positivo di 106.218 unità. Il quadro emerge dal Rendiconto sociale 2025 dell’INPS, che segnala anche un bilancio demografico complessivo negativo di 176.947 unità per effetto del saldo naturale. Il documento aggiorna inoltre i capitoli su spesa pensionistica, platea dei pensionati, canali di uscita anticipata e differenze di genere negli assegni.
Spesa pensionistica e platea
La spesa per pensioni cresce da 320 miliardi nel 2024 a 325 miliardi nel 2025, pari a un incremento nominale dell’1,4% attribuito soprattutto all’indicizzazione legata ai prezzi al consumo. I pensionati censiti sono 15.435.694. Le pensioni previdenziali liquidate nel 2025 risultano 834.658, circa 27 mila in meno rispetto al 2024; la riduzione, precisa il Rendiconto, è dovuta principalmente «alle restrizioni introdotte recentemente nel sistema previdenziale italiano». Nel complesso, il quadro demografico e l’adeguamento automatico degli importi spingono la spesa, mentre il flusso delle nuove liquidazioni rallenta.
Uscite anticipate: Quota 103 e Opzione donna
Il confronto tra strumenti di flessibilità in uscita è netto. Con Quota 103, che prevede il ricalcolo contributivo dell’assegno, nell’ultimo anno sono state accolte 4.868 domande. Il dato è lontano dalle 112.982 domande di Quota 100 nel 2021, ultimo anno di vigenza del meccanismo che consentiva il pensionamento con 62 anni di età e 38 anni di contributi. Per Opzione donna le domande accolte sono state 26.427 nel 2022, 12.763 nel 2023, 4.784 nel 2024 e 3.860 nel 2025. L’Istituto osserva che «gli strumenti di flessibilità in uscita … hanno visto in questi anni un forte ridimensionamento».
Età di pensionamento e divari di genere
L’età media di pensionamento continua a salire: per le donne passa da 64,4 anni nel 2022 a 65,4 nel 2025; per gli uomini da 63,7 a 64,1 anni nello stesso arco di tempo. Restano marcate le differenze negli importi: nelle pensioni di vecchiaia, l’assegno medio per le donne è inferiore del 45% rispetto a quello degli uomini. L’innalzamento dell’età e i divari riflettono carriere contributive differenti e un utilizzo calante dei canali anticipati.
Assegno di inclusione e misure per il lavoro
Nel 2025 risultano accolte 723.778 domande per l’assegno di inclusione, in calo sul 2024. Le domande accolte per il sostegno alla formazione e al lavoro sono 119.476. Per confronto, nel 2022 le prestazioni complessive di reddito e pensione di cittadinanza erogate erano 1.039.700. La transizione dai precedenti strumenti ai nuovi si accompagna quindi a volumi inferiori di benefici riconosciuti.
Recupero crediti e riscossione
Per le riscossioni da recupero crediti in fase amministrativa presso aziende con dipendenti si registra un incremento da 7 miliardi nel 2024 a 9 miliardi nel 2025. La riscossione coattiva, effettuata tramite l’Agenzia delle Entrate, resta su valori allineati all’anno precedente, indicati «intorno a 3,6 milioni». La dinamica segnala un rafforzamento dell’azione amministrativa diretta e una sostanziale stabilità della fase coattiva.
