“E poi a fine serata vieni preso a sassate e calci in faccia da 30 in un vicolo. Trenta, non uno”, queste le parole di denuncia di Angelo Ratti, 39 anni e fondatore del collettivo itinerante di musica queer Il Biscotto della Fortuna. Nelle Stories pubblicate su Instagram dopo una serata a Porto Istana, sul litorale di Olbia, il 14 agosto 2026, Ratti appare completamente ricoperto di sangue, dal volto fino al torace. In quelle successive è su un letto d’ospedale, con la testa fasciata, un occhio tumefatto e diversi segni sul viso. Tra le immagini condivise sui social compare anche quella di una sua amica, con un profondo graffio lungo la schiena; la conseguenza di aver voluto difendere l’amico, ha raccontato il collettivo.
Aggressione omofoba a Olbia: “Trenta contro uno”
Il Biscotto della Fortuna è un collettivo di musica queer nato a Milano e impegnato in quei giorni in alcune date in Sardegna. A Porto Istana lo staff stava terminando la serata quando sarebbe iniziata l’aggressione.
Come riporta Ratti, alcune persone lo avrebbero immobilizzato mentre altre lo colpivano al volto e al torace. Una pietra lo avrebbe raggiunto alla testa, provocandogli diverse ferite. Il 39enne sarebbe riuscito inizialmente a divincolarsi e ad allontanarsi, ma sarebbe stato inseguito e raggiunto una seconda volta nel passaggio che collega la spiaggia alla strada.
“Trenta contro uno, non uno contro uno“, ha scritto successivamente sui social. Durante il pestaggio, sostiene Ratti, sarebbero stati pronunciati ripetutamente anche insulti omofobi. Tre persone intervenute per cercare di aiutarlo sarebbero state a loro volta aggredite. L’Unione Sarda parla complessivamente di quattro persone coinvolte nel pestaggio: tre uomini e una ragazza.
Angelo Ratti, le conseguenze del pestaggio
È soprattutto attraverso Instagram che Ratti ha deciso di documentare quanto accaduto. In una delle fotografie più forti appare ancora prima delle medicazioni, con il volto, il collo e parte del corpo ricoperti di sangue. Poi ci sono le immagini dall’ospedale: la fasciatura intorno alla testa, le ferite vicino all’orecchio, i lividi e gli occhi arrossati.
Ratti ha raccontato di avere avuto, dopo il pestaggio, problemi all’udito e alla vista e di dover effettuare ulteriori controlli per stabilire l’entità delle conseguenze dei colpi ricevuti. Anche La Stampa e Fanpage hanno documentato le fotografie pubblicate dal 39enne dopo l’aggressione.
“Il sangue potrebbe essere infetto”: la denuncia sul comportamento dei soccorritori
Una delle storie pubblicate dalla pagina instagram Biscotto della Fortuna riguarda quanto sarebbe accaduto durante i primi soccorsi. “La cosa peggiore è essere soccorso da della gente che ridendo dice ai colleghi di non toccarti perché il sangue potrebbe essere infetto“, ha scritto Ratti. Subito sotto compare un’altra frase: “Lei è omosessuale? Italia 2026“.
Per Ratti, quindi, alla violenza fisica e agli insulti subiti durante l’aggressione si sarebbe aggiunto un altro episodio discriminatorio proprio nel momento in cui, ferito e coperto di sangue, aveva bisogno di essere soccorso.
Gli screenshot pubblicati da Angelo Ratti e gli insulti attribuiti al padre di uno dei ragazzi
Nelle ore successive il profilo del Biscotto della Fortuna ha pubblicato anche screenshot di conversazioni private che Ratti attribuisce a persone legate ai ragazzi coinvolti nell’aggressione.
Tra queste compare uno scambio che il 39enne presenta come una conversazione con il padre di uno dei giovani che avrebbero partecipato al pestaggio. Nei messaggi pubblicati sui social, l’uomo difenderebbe il figlio e rivolgerebbe allo stesso Ratti espressioni offensive, arrivando a definirlo un “abominio” e una “mammoletta“.
Gli screenshot sono stati diffusi direttamente dalla pagina in forma di Stories, ma al momento non sono più disponibili.
Un elemento che rende ancora più pesante la vicenda raccontata dal 39enne: prima gli insulti omofobi durante la serata, poi il pestaggio, il trattamento del personale medico e infine una coda di messaggi arrivati quando le immagini delle ferite avevano già iniziato a circolare sui social.
Le indagini sull’aggressione a Porto Istana
Ratti ha presentato denuncia ai Carabinieri, che insieme alla Polizia di Stato stanno ricostruendo quanto accaduto. Secondo L’Unione Sarda ci sarebbero già i primi sospettati e un minorenne è stato sentito per ore nel commissariato di Olbia. Il giovane avrebbe avuto, secondo quanto riportato dal quotidiano sardo, un ruolo importante nell’episodio.
La denuncia parla di un’aggressione omofoba premeditata e di decine di persone coinvolte. Saranno però le indagini a dover accertare il numero effettivo degli aggressori, le responsabilità individuali, il movente e l’eventuale premeditazione.
Intanto, dopo che le fotografie di Ratti hanno iniziato a circolare sui social, il Biscotto della Fortuna ha pubblicato un lungo messaggio per ringraziare chi ha espresso solidarietà al collettivo. “Non accettiamo un mondo in cui la violenza viene premeditata e vissuta come un gioco. Non accettiamo che le minacce diventino un metodo di confronto“, si legge nella storia. Poi la conclusione: “E soprattutto, non accettiamo di fare un passo indietro. Nemmeno di pensarlo“.
