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Home Tecnologia

OpenAI sigla accordo da 38 miliardi con Amazon per servizi cloud e intelligenza artificiale

Accordo da 38 miliardi tra OpenAI e AWS: la società di Sam Altman punta su Amazon per potenziare l’IA, riducendo la dipendenza da Microsoft e rafforzando l’autonomia

by Marco Viscomi
4 Novembre 2025
OpenAI e Amazon firmano un accordo da 38 miliardi

OpenAI e Amazon firmano un accordo da 38 miliardi | foto robot

San Francisco, 4 novembre 2025 – OpenAI, la società di intelligenza artificiale guidata da Sam Altman, ha siglato un accordo strategico da 38 miliardi di dollari con Amazon Web Services (AWS), divisione cloud del colosso di Seattle. Questa partnership, della durata di sette anni, rappresenta una svolta fondamentale per OpenAI nell’accesso alla potenza di calcolo necessaria per sviluppare e addestrare modelli di intelligenza artificiale all’avanguardia, come ChatGPT. L’intesa segna anche un significativo allontanamento da Microsoft, partner storico e fino a poco tempo fa unico fornitore di infrastrutture cloud per l’azienda di Altman.

OpenAI e Amazon: un’intesa per la potenza di calcolo all’avanguardia

L’accordo prevede che OpenAI possa contare su centinaia di migliaia di unità grafiche Nvidia tramite l’infrastruttura di AWS, consentendo alla società di aumentare considerevolmente la capacità di calcolo dedicata ai suoi algoritmi di intelligenza artificiale. La partnership non solo consolida la posizione di Amazon come protagonista nel mercato globale del cloud computing, ma permette a OpenAI di diversificare le proprie collaborazioni tecnologiche, riducendo la dipendenza da Microsoft e rafforzando la propria autonomia strategica.

Matt Garman, amministratore delegato di AWS, ha sottolineato come questa collaborazione “servirà come spina dorsale delle ambizioni di OpenAI, alimentando l’ecosistema che guiderà la nuova era dell’intelligenza artificiale avanzata“. Per OpenAI, questa intesa si inserisce in una strategia più ampia di alleanze con altri giganti tecnologici come Nvidia, Broadcom, Oracle e Google, in un contesto sempre più competitivo per assicurarsi l’accesso alle risorse hardware più performanti.

Sam Altman: il leader di OpenAI tra innovazione e controversie

Sam Altman, classe 1985, è una figura centrale nel panorama dell’innovazione tecnologica mondiale. Fondatore e amministratore delegato di OpenAI, Altman ha guidato la società dalla sua nascita nel 2015 fino alla trasformazione in un colosso globale dell’intelligenza artificiale. La sua carriera è stata caratterizzata da un mix di visione lungimirante e decisioni controverse, come evidenziato dal recente episodio del novembre 2023, quando Altman fu licenziato e poi rapidamente reintegrato nel consiglio di OpenAI, in seguito a uno scontro interno tra visioni diverse sul futuro dell’IA.

La biografia di Altman, recentemente oggetto di un libro-inchiesta, lo descrive come un leader determinato e spesso spregiudicato, capace di gestire le dinamiche interne con una tattica “divide et impera”. Nonostante ciò, Altman ha anche dimostrato un forte impegno per la trasparenza e l’inclusività, non nascondendo mai la sua identità e condividendo pubblicamente momenti personali come il matrimonio con Oliver Mulherin e la nascita del loro figlio nel 2025.

Microsoft, AWS e la nuova mappa del cloud computing per l’IA

Con l’ingresso di Amazon tra i fornitori di OpenAI, la competizione nel settore cloud si fa più intensa. Microsoft, partner storico di OpenAI, continua a investire pesantemente nell’intelligenza artificiale e ha recentemente ampliato la propria presenza negli Emirati Arabi Uniti, con un piano di investimenti da 8 miliardi di dollari tra il 2026 e il 2029. Questo espansionismo è accompagnato da una licenza per esportare chip Nvidia verso la regione, strategica per la competizione tecnologica globale, soprattutto nel confronto con la Cina.

Amazon, dal canto suo, rafforza AWS come piattaforma leader per la potenza di calcolo destinata all’IA, cercando di recuperare terreno rispetto a Microsoft e Google. L’accordo con OpenAI rappresenta per Amazon un riconoscimento della sua capacità di fornire infrastrutture cloud su scala planetaria, nonostante le recenti difficoltà aziendali, tra cui un programma di riduzione del personale di 14.000 dipendenti.

In questa nuova configurazione, OpenAI si posiziona come fulcro di un ecosistema tecnologico articolato e dinamico, capace di attrarre investimenti miliardari e di influenzare profondamente i futuri sviluppi dell’intelligenza artificiale, mantenendo un approccio aperto a più fornitori per garantire flessibilità e sicurezza strategica.

Tags: AmazonIntelligenza artificialeOpenAI

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