Roma, 24 dicembre 2025 – Nel corso della giornata odierna, Meta ha dichiarato la propria ferma opposizione alla decisione adottata dall’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM), definendola «infondata» e annunciando l’intenzione di presentare ricorso formale. La vicenda riguarda le misure cautelari imposte a Meta in relazione all’integrazione del servizio di intelligenza artificiale Meta AI all’interno di WhatsApp, che secondo l’Autorità italiana lede la concorrenza nel mercato dei chatbot AI.
La posizione di Meta e il ricorso annunciato
Un portavoce di Meta ha spiegato che l’emergere di chatbot di intelligenza artificiale sulle Business API di WhatsApp ha comportato una pressione sui sistemi della piattaforma, originariamente non concepiti per questo tipo di utilizzo. Meta contesta che l’AGCM abbia assunto un presupposto errato, ovvero considerare WhatsApp come un app store di fatto, mentre i canali di accesso al mercato per le aziende di intelligenza artificiale sono rappresentati dagli app store ufficiali, dai siti web e dalle partnership di settore.
«Faremo ricorso», ha ribadito il portavoce, sottolineando la volontà di difendere le condizioni contrattuali attualmente in vigore e la strategia di integrazione del proprio servizio AI nella piattaforma di messaggistica.
La decisione dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato
L’AGCM ha adottato una misura cautelare ex articolo 14-bis della legge n. 287/1990, ritenendo che Meta abbia posto in essere una condotta abusiva, suscettibile di limitare la produzione, gli sbocchi e lo sviluppo tecnico nel mercato dei servizi di chatbot AI. Tale comportamento, secondo l’Autorità, potrebbe arrecare un danno grave e irreparabile, alterando le dinamiche competitive e pregiudicando la contendibilità del mercato.
In particolare, l’AGCM ha disposto la sospensione immediata delle condizioni contrattuali previste dai WhatsApp Business Solution Terms, entrate in vigore lo scorso 15 ottobre e la cui efficacia si sarebbe dovuta pienamente dispiegare entro il 15 gennaio 2026. Queste norme, secondo l’Autorità, escluderebbero del tutto dalla piattaforma WhatsApp le imprese concorrenti di Meta AI nel mercato dei chatbot.
L’Autorità ha inoltre comunicato il suo coordinamento con la Commissione Europea per assicurare un intervento efficace e coerente a livello comunitario nei confronti delle pratiche di Meta.






