Milano, 6 marzo 2026- Nella nuova puntata del BSMT di Gianluca Gazzoli, il comico Fabio De Luigi ripercorre la sua carriera poliedrica tra cabaret, televisione e cinema. L’attore analizza gli esordi faticosi nei locali e il successo travolgente con la Gialappa’s Band, soffermandosi sulla genesi di personaggi iconici come Olmo e l’Ingegner Cane.
De Luigi descrive il passaggio fondamentale verso la recitazione naturale e la regia, citando progetti come Love Bugs e il suo ultimo film con Virginia Raffaele. Il dialogo tocca temi personali come il suo rapporto con lo sport, l’importanza della precisione comica e il desiderio di un ritorno al contatto diretto con il pubblico teatrale. Emerge infine il ritratto di un artista umile e consapevole, capace di rinnovarsi pur mantenendo un legame profondo con le diverse generazioni di spettatori.
Fabio De Luigi si mette a nudo: tra nostalgia, nuovi progetti e la “scienza” della risata
In una profonda e sincera chiacchierata con Gianluca Gazzoli, Fabio De Luigi ha ripercorso le tappe fondamentali della sua carriera, svelando i retroscena di una vita passata a far ridere gli italiani. L’attore e regista romagnolo ha toccato temi che spaziano dalle sue umili origini nei locali di cabaret fino al suo imminente ritorno a teatro, offrendo una riflessione lucida sul mestiere del comico.

Dalle mazze da baseball al palco: le origini
Pochi ricordano che prima di diventare un’icona della televisione, Fabio De Luigi è stato un giocatore di baseball semiprofessionista a Rimini. Tuttavia, la sua vera vocazione era la scrittura comica, coltivata in solitudine prima di tentare la sorte in un concorso per giovani emergenti a Bologna.
“Ho passato dieci anni in locali assurdi dove ti buttano in pasto alla gente“, ha ricordato l’attore, sottolineando come la comicità sia un mestiere spietato dove non si può “barare“: o la gente ride, o ti senti un cretino.
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L’era Gialappa’s e il coraggio di cambiare
Il vero punto di svolta è stata la collaborazione con la Gialappa’s Band, un periodo che De Luigi definisce “fondamentale“. Qui sono nati personaggi immortali come Olmo, nato quasi per caso come parodia dei cantanti scartati da Sanremo, e l’Ingegner Cane.
Nonostante l’enorme successo, De Luigi ha avuto il coraggio di abbandonare queste maschere per evitare di essere “divorato” dai suoi stessi personaggi e per il timore di annoiare il pubblico. Questa transizione lo ha portato verso la recitazione “a volto scoperto” con Love Bugs e, successivamente, al cinema.
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Fabio De Luigi, la regia e l’alchimia con Virginia Raffaele
Parlando del suo lavoro attuale come regista e attore, De Luigi ha descritto la costruzione di una commedia come un processo quasi “matematico“, dove il ritmo interno di una scena è tutto. Del suo ultimo film ha lodato il rapporto con Virginia Raffaele, con la quale esiste un’alchimia naturale e una condivisione perfetta dei tempi comici. Il film affronta temi maturi come il lutto e la possibilità di rimettersi in gioco in età adulta, mantenendo però la cifra stilistica della risata.
Il presente: Sanremo e il ritorno a teatro
Recentemente, De Luigi ha affrontato per la prima volta il palco dell’Ariston, un luogo che lo ha sempre spaventato per la sua imponenza. Ma la vera sfida per il prossimo futuro è il ritorno a teatro con un monologo dopo 25 anni di assenza. “È la crisi di mezza età che mi ha spinto a tornare“, ha scherzato, ammettendo però la grande emozione e l’ansia nel ritrovare il contatto diretto con il pubblico dal vivo.
Una riflessione sulla comicità moderna
Infine, l’artista ha rivolto lo sguardo alle nuove generazioni di comici e alla stand-up comedy, definendo “cool” il modo in cui i giovani oggi utilizzano i social media e il linguaggio visivo per creare contenuti in autonomia. Nonostante i cambiamenti tecnologici, per De Luigi l’essenza rimane la stessa: la fortuna di possedere un talento innato per la simpatia, un dono che lui stesso ammette di aver avuto “per culo” e che continua a coltivare con dedizione.






