“Le città di pianura” ha conquistato la scena, portandosi a casa il David di Donatello come Miglior film. La 71ª edizione dei premi ha messo in luce un cinema italiano vivo, capace di rinnovarsi senza tradire le proprie radici. Tra applausi e emozioni, sono saliti sul palco volti nuovi e affermati, premiati per la loro capacità di raccontare storie con forza e autenticità. Titoli come “Gioia mia” e “Fuori” non sono passati inosservati, testimoni di un panorama artistico in piena crescita.
David di Donatello: tutti i premi
“Le città di pianura” ha fatto incetta di premi, otto in totale, tra cui Miglior film, regia e sceneggiatura originale. Il film di Francesco Sossai, ambientato nel Veneto rurale, racconta un viaggio di amicizia e identità che ha conquistato pubblico e critica. Sergio Romano, protagonista, ha vinto come Miglior attore, mentre Aurora Quattrocchi si è aggiudicata il premio come Miglior attrice per “Gioia mia”. L’attrice, con una carriera che supera i cinquant’anni, ha brillato nel ruolo di Gela.
Matilda De Angelis ha portato a casa il David come Migliore attrice non protagonista per “Fuori”, mentre Lino Musella ha trionfato come miglior attore non protagonista con “Nonostante”. Il premio per il miglior film internazionale è andato a “Una battaglia dopo l’altra” di Paul Thomas Anderson, apprezzato per la sua potente rilettura contemporanea del romanzo di Thomas Pynchon.
“Le assaggiatrici” e Giulia Calenda sotto i riflettori
Tra le sceneggiature non originali ha spiccato “Le assaggiatrici”, firmata da un gruppo di autori tra cui Doriana Leondeff, Silvio Soldini, Lucio Ricca, Cristina Comencini, Giulia Calenda e Ilaria Macchia. Il premio è stato un riconoscimento all’abilità di adattare e dare nuova vita al romanzo di partenza.
Giulia Calenda, figlia della regista Cristina Comencini e membro di una famiglia con profonde radici artistiche , conferma il suo talento dopo una carriera iniziata nel 2002. Tra i suoi lavori spiccano numerosi film scritti con la madre, come il candidato all’Oscar “La bestia nel cuore”. Nel 2023 ha co-scritto “C’è ancora domani”, diretto e interpretato da Paola Cortellesi, che ha raccolto premi in Italia e all’estero.
Nel 2024 Calenda ha firmato la sceneggiatura della miniserie Rai “La Storia”, premiata come serie dell’anno, e ha contribuito a “Il treno dei bambini”, tratto dal romanzo di Viola Ardone. La sua capacità di raccontare storie di memoria e società continua a lasciare il segno nel cinema italiano.
Premi speciali per volti storici
Non sono mancati i riconoscimenti a chi ha segnato la storia del cinema. Vittorio Storaro ha ricevuto il Premio Speciale Cinecittà, accolto da una lunga standing ovation che ha celebrato la sua carriera nella fotografia cinematografica. Il David speciale è andato a Ornella Muti, mentre Gianni Amelio ha ottenuto il David alla carriera per il suo contributo alla settima arte italiana.
Questa edizione ha mostrato un equilibrio tra giovani talenti e veterani, con applausi e premi che sottolineano l’impegno del cinema italiano nel raccontare storie di valore culturale e sociale, senza rinunciare a produzioni di alto livello tecnico e narrativo.

