Bucarest, 20 febbraio 2026 – Una scoperta affascinante e di grande rilevanza scientifica emerge dalla Grotta ghiacciata di Scărișoara, nei Carpazi rumeni: un batterio di oltre 5.300 anni, denominato Psychrobacter SC65A.3, ha dimostrato una resistenza a dieci diverse classi di antibiotici moderni, tra cui potenti molecole come vancomicina e clindamicina, ampiamente utilizzate nella pratica clinica.
Un batterio sopravvissuto nel tempo e dotato di straordinarie capacità
Il ceppo è stato isolato da un campione di ghiaccio profondo 16,5 metri, risalente a circa 5.335 anni fa, estratto da un cilindro di 25 metri di profondità, conservato in condizioni estreme di freddo permanente. Psychrobacter, genere noto per la sua capacità di vivere e riprodursi a temperature bassissime, manifesta una bassa somiglianza genetica con altre specie conosciute, indicando una linea evolutiva distinta e isolata per millenni.
Resistenza antibiotica e potenzialità terapeutiche del batterio
I ricercatori dell’Istituto di Biologia di Bucarest, guidati da Cristina Purcarea, hanno evidenziato che Psychrobacter SC65A.3 possiede più di 100 geni associati alla resistenza antibiotica e circa 600 geni di funzione ancora ignota. Sorprendentemente, il batterio non solo resiste a dieci antibiotici, ma è anche in grado di inibire la crescita di patogeni clinici pericolosi come Staphylococcus aureus, Escherichia coli e Klebsiella pneumoniae. Tale attività è attribuita alla produzione di enzimi e metaboliti naturali con proprietà antimicrobiche, che potrebbero costituire una risorsa preziosa per lo sviluppo di nuovi antibiotici in un contesto globale segnato dalla crescente emergenza della resistenza antimicrobica.
Il resistoma ambientale: un’eredità antica
L’eccezionale capacità del batterio di neutralizzare antibiotici sviluppati solo negli ultimi decenni si spiega con l’esistenza del cosiddetto resistoma ambientale, un patrimonio genetico antico che microrganismi hanno evoluto per competere tra loro in natura da milioni di anni. Questo resistoma è presente anche in ambienti isolati e incontaminati, come dimostrato da precedenti ritrovamenti in permafrost siberiano, confermando che la resistenza agli antibiotici non è una conseguenza esclusiva dell’uso clinico moderno, ma un fenomeno naturale selezionato nel corso del tempo.
Implicazioni per la salute pubblica e la ricerca biotecnologica
La scoperta apre a scenari complessi: lo scioglimento dei ghiacci potrebbe liberare microrganismi con geni di resistenza che potrebbero trasferirsi a batteri patogeni moderni, aggravando la sfida sanitaria globale. D’altro canto, i composti antimicrobici prodotti da Psychrobacter SC65A.3 rappresentano una promettente fonte per la ricerca di nuovi farmaci efficaci contro i cosiddetti superbatteri multiresistenti, una delle maggiori minacce odierne per la salute pubblica.






