Roma, 23 aprile 2026 – Un importante progresso nella protezione del cuore durante la chemioterapia è stato compiuto da un gruppo di ricerca coordinato dall’Irccs Neuromed di Pozzilli (Is), come riportato in uno studio pubblicato sulla rivista Basic Research in Cardiology. La ricerca si concentra sull’attivazione di meccanismi cellulari di smaltimento e riciclo, in grado di prevenire i danni cardiaci provocati da farmaci chemioterapici, in particolare dalla doxorubicina.
Il ruolo dell’autofagia nella protezione cardiaca
La doxorubicina, farmaco ampiamente utilizzato in oncologia per il trattamento di diversi tumori, è nota per i suoi effetti collaterali cardiotossici. Il team di ricerca ha evidenziato che il danno al cuore è legato all’interruzione del flusso autofagico, un processo cellulare fondamentale per eliminare e riciclare componenti danneggiati. Sotto trattamento con doxorubicina, questo sistema si blocca, causando l’accumulo di materiali di scarto e il progressivo deterioramento delle cellule cardiache.
Lo studio ha dimostrato, in modelli sperimentali, che è possibile riattivare il flusso autofagico attraverso diverse strategie farmacologiche che utilizzano composti naturali come trealosio e spermidina, oppure molecole sintetiche. Questa riattivazione si traduce in una protezione significativa del cuore, evidenziata da un miglioramento della funzione cardiaca, una riduzione del danno cellulare e una migliore qualità dei mitocondri, le sedi energetiche delle cellule.
Tumori, implicazioni per le terapie oncologiche e future prospettive
«I nostri dati indicano una possibile strada per rendere le terapie oncologiche più sicure dal punto di vista cardiovascolare», spiega il professor Sebastiano Sciarretta, responsabile del Laboratorio di Fisiopatologia cardiovascolare del Neuromed e docente all’Università Sapienza di Roma, recentemente riconosciuto a livello internazionale come giovane ricercatore promettente dalla rivista Circulation Research. Sciarretta sottolinea tuttavia che «saranno necessari studi clinici su pazienti per confermare questi risultati».
L’Irccs Neuromed, centro di eccellenza nella ricerca traslazionale e clinica, conferma così il proprio ruolo all’avanguardia nello sviluppo di terapie innovative che integrano avanzamenti molecolari e applicazioni cliniche, con l’obiettivo di migliorare la sicurezza e l’efficacia dei trattamenti oncologici.






