Roma, 10 maggio 2026 – Nuovo scossone all’interno del Ministero della Cultura con la revoca dei vertici dello staff del ministro Alessandro Giuli, che segna l’ennesima fase turbolenta per il dicastero durante questa legislatura, già segnata da dimissioni e tensioni politiche. L’ultima decisione riguarda in particolare Emanuele Merlino, responsabile della segreteria tecnica del Ministero della Cultura (Mic), e Elena Proietti, capo della segreteria personale del ministro. Entrambi sono stati sollevati dall’incarico con appositi decreti che il ministro Giuli ha prontamente firmato, come anticipato da fonti giornalistiche.
Le motivazioni del licenziamento
La decisione di revocare Merlino e Proietti si inserisce in un contesto delicato, incentrato soprattutto sulla gestione dei finanziamenti destinati al documentario su Giulio Regeni, la cui produzione non ha ricevuto i fondi richiesti. Il documentario, intitolato “Giulio Regeni – Tutto il male del mondo” e diretto da Simone Manetti, è uscito proprio nel decimo anniversario dell’omicidio del giovane ricercatore italiano al Cairo, avvenuto nel febbraio 2016, e ricostruisce le drammatiche circostanze del rapimento e della tortura subita da Regeni, basandosi sulle testimonianze della famiglia e dell’avvocato. La mancata erogazione dei fondi, nonostante la richiesta formale del produttore, è stata considerata “inaccettabile” dal ministro Giuli, che ha sottolineato come non fosse a conoscenza del rifiuto, mentre Merlino, figura di fiducia del sottosegretario Giovanbattista Fazzolari, avrebbe invece avuto un ruolo di vigilanza sulla questione.
Durante la cerimonia per i premi David al Quirinale, Giuli aveva promesso di “mettere ordine e un sovrappiù di coscienza morale laddove hanno prevalso invece l’opacità o l’imperizia”. Il giorno successivo, il ministro aveva inoltre garantito che il film avrebbe usufruito “di un altro canale di sostegno, perché è un caso unico”. Per favorirne la diffusione, la Fondazione Musica per Roma ha programmato una proiezione gratuita del documentario il prossimo 18 maggio presso l’Auditorium.
Per quanto riguarda invece il licenziamento di Elena Proietti, esponente di spicco di Fratelli d’Italia in Umbria, la motivazione sarebbe legata alla sua assenza durante una missione ufficiale del ministro Giuli a New York, dovuta al mancato presentarsi all’aeroporto.
Le reazioni politiche e l’inquadramento della vicenda
Fratelli d’Italia, tramite il capodelegazione al governo Francesco Lollobrigida, ha cercato di abbassare la tensione definendo i licenziamenti come “normali avvicendamenti” funzionali a garantire un rapporto di totale sintonia all’interno del gabinetto ministeriale. Lollobrigida ha espresso fiducia nel fatto che il ministro Giuli saprà individuare le persone più idonee per i ruoli chiave della sua segreteria e ha voluto sottolineare come Merlino e Proietti “sapranno essere utili in altri ruoli nell’ambito istituzionale, poiché la loro esperienza e capacità è, per quanto mi riguarda, indiscussa”. La posizione ufficiale di Palazzo Chigi è rimasta invece riservata, ma in ambienti della maggioranza si legge nelle parole di Lollobrigida un richiamo alla cautela e alla riflessione sulle modalità di certe operazioni, richiamo che potrebbe riflettere anche il pensiero della presidente del Consiglio Giorgia Meloni.
Sul fronte dell’opposizione, invece, la vicenda è interpretata come un episodio di “guerra interna” all’interno di Fratelli d’Italia, con riferimenti alle divisioni emerse recentemente sul tema della partecipazione della Russia alla Biennale di Venezia e sull’allontanamento di Beatrice Venezi dalla direzione dell’Accademia della Fenice.
Il contesto in cui si inserisce questa nuova crisi di via del Collegio Romano è dunque caratterizzato da tensioni interne alla maggioranza di governo, con riconoscimenti della necessità di mantenere equilibrio tra le diverse correnti e leadership politiche.





