Cagliari, 26 febbraio 2026 – Nel corso di un intervento a Cagliari, Giuseppe Conte, leader del Movimento 5 Stelle e figura di rilievo nella politica italiana, ha affrontato il tema delicato del regime di detenzione del 41-bis, in particolare in relazione al trasferimento di un terzo dei detenuti in regime di massima sicurezza nelle strutture penitenziarie della Sardegna. Il dibattito si inserisce in un contesto di crescente attenzione sul ruolo delle isole italiane come sedi di carceri di alta sicurezza.
Il regime del 41-bis e la sicurezza
Conte ha sottolineato come il regime del 41-bis sia divenuto «assolutamente necessario nel corso del tempo» per garantire la massima sicurezza e impedire che i detenuti responsabili di reati gravissimi, come mafia e terrorismo, mantengano collegamenti con l’esterno o continuino a governare le attività criminali dall’interno dei penitenziari. Il trasferimento di detenuti in Sardegna ha sollevato però preoccupazioni nella popolazione locale, che teme una trasformazione dell’isola in una sorta di “Cayenna italiana”.
In risposta a tali timori, Conte ha evidenziato che “non si può pensare, per una legge approvata durante il governo Berlusconi, con ministra della Gioventù Giorgia Meloni, che le isole diventino il refugium peccatorum“. Ha quindi invitato a un confronto più ampio, rivolgendosi alle regioni a guida centrodestra affinché i detenuti in regime di altissima sicurezza vengano distribuiti in maniera equa sul territorio nazionale e non concentrati esclusivamente in Sardegna.
Le critiche di Conte alla politica penale e sociale del governo
Nel medesimo incontro, Conte ha espresso forti critiche verso l’attuale governo, accusandolo di “criminalizzare il cittadino e depenalizzare i politici”. Secondo il leader pentastellato, mentre vengono introdotti nuovi reati e inasprimenti di pena per i cittadini comuni, si costruiscono “spazi di impunità” per i politici, mettendoli al riparo dalle inchieste giudiziarie. A titolo di esempio, ha citato la depenalizzazione di reati come l’abuso di potere e abuso d’ufficio, nonché il ridimensionamento del traffico di influenze illecite.
Inoltre, Conte ha denunciato la mancanza di attenzione verso le fasce più deboli, come i lavoratori sottopagati e i 60mila rider, sottolineando che il governo Meloni “dice no al salario minimo”, mentre il Movimento 5 Stelle, anche a livello regionale in Sardegna e Campania, sta lavorando all’introduzione di una soglia legale di salario minimo per tutelare i lavoratori.
L’incontro si è svolto alla presenza della governatrice della Sardegna, Alessandra Todde, esponente del Movimento 5 Stelle, che ha promosso una manifestazione per il 28 febbraio contro la trasformazione dell’isola in un luogo di detenzione esclusiva per i detenuti al 41-bis. Todde, che guida la Regione dal marzo 2024, rappresenta un punto di riferimento politico locale e nazionale nella gestione di queste tematiche complesse.
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