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Venezuela, Capriles a Maduro: “Natale anticipato inutile se nel Paese le tavole sono vuote”

Domani in Venezuela, per volere del Presidente, sarà già Natale. Il clima però è tutt'altro che idilliaco

by Giacomo Camelia
30 Settembre 2025
Nicolas Maduro, Presidente del Venezuela

Nicolas Maduro | Instagram @nicolasmaduro - alanews

Caracas, 30 settembre 2025 – In Venezuela, il clima natalizio si “accende” con largo anticipo, esattamente dal primo ottobre, per un decreto firmato dal presidente Nicolás Maduro, che ormai da anni anticipa le festività natalizie, trasformando la capitale in un grande presepe luminoso. Tuttavia, questa iniziativa si scontra con una realtà sociale ed economica molto diversa, segnata da una profonda crisi economica e sociale. L’opposizione, guidata dall’ex governatore dello stato di Miranda e figura di spicco del panorama politico venezuelano, Henrique Capriles Radonski, ha duramente criticato questa decisione, definendola un’operazione di facciata che non risolve i problemi concreti della popolazione.

Anticipo del Natale in Venezuela: il motivo

L’8 settembre scorso, Maduro ha annunciato l’avvio anticipato delle festività natalizie, motivandolo come un segnale di speranza in un momento di difficoltà per il Paese. Tuttavia, per molte famiglie venezuelane, questo gesto appare come un tentativo di distogliere l’attenzione dall’inflazione galoppante e dai bassi salari che rendono impossibile mettere cibo a tavola. Capriles, attraverso un post pubblicato sui social media, ha risposto con durezza: “Si possono accendere le luci a ottobre, ma l’oscurità della crisi non si può nascondere. Servono stipendi dignitosi e soluzioni concrete per la gente”. L’ex candidato presidenziale ha ricordato come il salario medio nel settore pubblico non superi i 30 dollari al mese, un dato che rende la sopravvivenza quotidiana un’impresa per molti.

Nicolas Maduro
EPA/MIGUEL GUTIERREZ

La dura realtà dietro le luci natalizie

Nei quartieri popolari di Caracas, le decorazioni natalizie si sovrappongono a finestre spente e balconi deteriorati. La crisi economica si traduce in difficoltà nell’acquisto di beni di prima necessità come farina e carne. Secondo Capriles, questa situazione colpisce in modo particolare il sistema educativo: “Quale Natale può festeggiare un insegnante che deve prendere tre autobus al giorno e non guadagna abbastanza per sfamare la famiglia?”. La fuga dei docenti verso l’estero indebolisce ulteriormente un sistema scolastico ormai fragile.

Sul piano politico, l’anticipazione delle festività si inserisce in un contesto di crescente tensione con gli Stati Uniti, che mantengono una presenza navale nel Mar dei Caraibi, percepita dal governo chavista come una minaccia di “cambio di regime”. La vicepresidente Delcy Rodríguez ha annunciato un “decreto di shock esterno” che assegna a Maduro poteri speciali per la difesa e la sicurezza nazionale in caso di aggressione, sottolineando il clima di allerta che permea il Paese.

Inflazione, dollari e crisi sociale

L’economia venezuelana continua a essere segnata da un’inflazione persistente che erode il potere d’acquisto dei bolívar, con un mercato interno sempre più “dollarizzato”. Chi ha accesso ai dollari, spesso provenienti da rimesse o dall’economia informale, riesce a sopravvivere, mentre chi percepisce solo bolívar è condannato alla povertà. Capriles denuncia questa disuguaglianza e chiede “salari dignitosi e politiche concrete per fermare la fuga di cervelli e di insegnanti”, evidenziando il rischio di un’escalation della crisi sociale.

Il presidente Maduro, in carica dal 2013, continua a governare con poteri straordinari ma la sua presidenza è caratterizzata da un peggioramento dei parametri economici e sociali. Le accuse di corruzione, cattiva gestione e violazioni dei diritti umani si sommano alle sanzioni internazionali e alle denunce di narcotraffico che coinvolgono il suo governo. Gli Stati Uniti, che hanno recentemente raddoppiato la taglia per la sua cattura, lo accusano di essere al centro di un vasto sistema di narcotraffico e corruzione.

Capriles, dal canto suo, continua a rappresentare la voce dell’opposizione più critica e attiva, nonostante la sua interdizione politica nel 2017, e insiste sulla necessità di affrontare le cause strutturali della crisi piuttosto che nascondersi dietro a luci natalizie premature. Le sue parole riflettono il sentimento di una larga fetta della popolazione che vive “un Natale d’ottobre con la tavola vuota”, un contrappunto amaro alle luminarie che illuminano la capitale.

In Venezuela dunque, il Natale anticipato disegna un quadro di contrasti: da una parte la festa e la speranza simbolica, dall’altra la dura realtà di un Paese segnato da povertà, instabilità e tensioni politiche.

Tags: Nicolás MaduroVenezuela

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