Milano, 4 maggio 2026 – La Corte d’Assise di Milano ha emesso la sentenza nel processo per l’omicidio di Eros Di Ronza, il 37enne ucciso con 44 colpi di forbice la mattina del 17 ottobre 2024, dopo un tentativo di furto nel bar gestito da Shu Zou e Liu Chongbing, rispettivamente nipote e zio, titolari dell’esercizio commerciale in viale Giovanni da Cermenate. Entrambi sono stati condannati a 17 anni di reclusione.
Sentenza e risarcimenti
La Corte ha riconosciuto la responsabilità penale dei due imputati, escludendo l’aggravante della crudeltà ma riconoscendo l’attenuante della provocazione. Il giudice ha inoltre disposto il risarcimento in favore dei familiari della vittima: 200 mila euro a ciascuna delle figlie di Di Ronza e 50 mila euro alla moglie, oltre al rimborso delle spese legali. Shu Zou e Liu Chongbing sono stati anche interdetti dai pubblici uffici.
La pm di Milano Maura Ripamonti, durante la requisitoria, aveva chiesto condanne a 14 anni per entrambi, sostenendo che non si trattasse di legittima difesa, bensì di un omicidio volontario aggravato da sevizie e crudeltà, con prevalenza dell’attenuante della provocazione. La pubblica accusa aveva sottolineato come i due imputati avessero colpito Di Ronza ripetutamente, infliggendo una sofferenza prolungata, con l’intento iniziale di “dare una lezione” al ladro.
Il contesto dell’omicidio
L’episodio avvenne all’alba quando Di Ronza, insieme a un complice poi fuggito, tentò di rubare dei gratta e vinci dal bar. L’allarme antifurto svegliò Shu Zou, che si scagliò contro il ladro mentre tentava la fuga, colpendolo ripetutamente. Sul posto arrivò anche Liu Chongbing, che partecipò all’aggressione e chiamò il 112 per chiedere soccorso, dichiarando che il ladro era ferito gravemente.
I due imputati, inizialmente arrestati e detenuti nel carcere di San Vittore, erano poi stati scarcerati e posti ai domiciliari in seguito a una decisione del gip, che aveva evidenziato come il fatto fosse maturato in un contesto di forte frustrazione per le ripetute rapine subite nel locale.
La vittima, Eros Di Ronza, aveva precedenti penali e una storia di difficoltà personali e familiari, ma il processo si è concentrato esclusivamente sul fatto dell’omicidio e sulle responsabilità penali dei gestori del bar.





