Washington, 7 gennaio 2026 – Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump e il suo team stanno valutando diverse opzioni per l’acquisizione della Groenlandia, considerata una priorità strategica per la sicurezza nazionale americana. La Casa Bianca ha confermato a Reuters che, tra le possibili soluzioni, vi è anche il ricorso all’uso delle forze armate, «sempre un’opzione» nel quadro delle trattative con la Danimarca, paese cui l’isola appartiene.
Le dichiarazioni di Marco Rubio e il contesto politico
A chiarire le posizioni dell’amministrazione statunitense è stato il segretario di Stato Marco Rubio, durante un briefing alla leadership del Congresso. Rubio ha spiegato che le recenti minacce non indicano un’invasione imminente, ma sottolineano l’intenzione di acquistare la Groenlandia dalla Danimarca. Le sue parole, riportate dal Wall Street Journal, sono arrivate nel contesto di un incontro focalizzato anche sull’operazione per la cattura del presidente venezuelano Nicolás Maduro e sulle strategie future per la regione. Rubio ha minimizzato l’ipotesi dell’uso della forza militare, ribadendo che la via preferita è quella negoziale.

Il senatore repubblicano Lindsey Graham ha poi confermato che le azioni dell’amministrazione sono esclusivamente legate a negoziati con Copenaghen, evidenziando la necessità di un quadro legale e giuridico per lo sviluppo territoriale e la presenza militare americana sull’isola. Tuttavia, sondaggi indicano che la maggioranza dei groenlandesi è contraria a diventare parte degli Stati Uniti.
La rilevanza strategica della Groenlandia per Trump
La Groenlandia rappresenta un nodo fondamentale nella competizione geopolitica globale, con la sua posizione chiave nell’Artico e le importanti risorse naturali, tra cui terre rare, idrocarburi e materie prime essenziali per la transizione energetica. È inoltre sede di una delle più importanti basi Nato, gestita dagli Stati Uniti, elemento cruciale per il controllo militare nella regione.
L’isola, pur appartenendo alla Danimarca, gode di ampia autonomia, ma le sue vicinanze con il Nord America la rendono strategicamente interessante per Washington, soprattutto in un contesto di competizione con la Cina, che ha acquisito diritti minerari e partecipato a infrastrutture sull’isola. La crescente apertura delle rotte artiche dovuta allo scioglimento dei ghiacci intensifica la rilevanza della Groenlandia nel risiko internazionale e rende l’interesse americano una questione di sicurezza e di dominio geopolitico.






