Ginevra, 15 aprile 2026 – Gli esperti delle Nazioni Unite hanno espresso una dura condanna nei confronti della nuova legge approvata in Bielorussia, che prende di mira le persone Lgbt+ e i difensori dei diritti delle donne, definendola un provvedimento che “istituzionalizzerà la discriminazione e aumenterà significativamente il rischio di repressione”.
La nuova legge bielorussa anti-lgbt+
La legislazione, approvata dal Parlamento bielorusso il 2 aprile 2026, introduce sanzioni severe per la cosiddetta “propaganda di relazioni omosessuali, cambio di genere, non procreazione volontaria e pedofilia”. In una dichiarazione congiunta, undici esperti Onu hanno denunciato il “collegamento fuorviante” tra la legittima espressione di determinate scelte di vita e atti criminali come la pedofilia, un legame che, secondo loro, rinforza la stigmatizzazione e l’ostilità verso le comunità Lgbt+.
Gli esperti hanno definito questa legge come “una pericolosa escalation” che rischia di legittimare ulteriormente la persecuzione di gruppi già emarginati e dei loro difensori dei diritti umani. Sottolineano inoltre che le restrizioni contenute nel testo legislativo sono ripetutamente state ritenute incompatibili con il diritto internazionale sui diritti umani.
Per quanto riguarda i minori, le sanzioni previste possono includere lavori socialmente utili o una detenzione amministrativa fino a 15 giorni. Gli esperti Onu hanno anche evidenziato come la nuova legge comprometta i diritti delle donne in materia di salute sessuale e riproduttiva, diritti che definiscono essenziali per l’autonomia e la dignità femminile e prerequisito per il godimento di tutti gli altri diritti umani.






