Ginevra, 12 marzo 2026 – La situazione in Iran, a quasi due settimane dall’inizio della guerra, continua a destare profonda preoccupazione sul fronte umanitario. Secondo l’UNHCR, l’agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati, sono già oltre 3,2 milioni le persone sfollate all’interno del territorio iraniano a causa del conflitto in corso.
Emergenza sfollati in Iran
Ayaki Ito, direttore della Divisione di Emergenza e Supporto Programmatico di UNHCR, ha fornito una prima stima sull’entità dello spostamento interno: “Secondo le valutazioni preliminari, tra 600.000 e un milione di famiglie iraniane sono temporaneamente sfollate, il che corrisponde a circa 3,2 milioni di persone”. Ito ha inoltre sottolineato che “questa cifra è destinata a crescere con il prolungarsi delle ostilità”. La guerra ha già provocato un massiccio impatto sulla popolazione civile, costretta a lasciare le proprie case in condizioni di estrema precarietà.
Il contesto militare e geopolitico
Il conflitto in Iran si accompagna a una crescente escalation militare che coinvolge anche le aree circostanti. Nelle ultime ore, le forze israeliane hanno colpito diverse infrastrutture a Teheran, mentre le tensioni nello Stretto di Hormuz hanno visto attacchi a navi mercantili, con conseguenti incendi e evacuazioni di equipaggi. Gli Stati Uniti hanno annunciato possibili raid contro porti civili iraniani, in una fase di massima tensione tra Washington e Teheran. Il presidente americano Donald Trump ha ripetuto che lo Stretto di Hormuz “è in ottima forma” ma ha ribadito la necessità di vincere rapidamente la battaglia.
Inoltre, i raid israeliani hanno causato vittime anche in Libano, con almeno 800mila sfollati nel paese, mentre le forze iraniane continuano a colpire obiettivi militari e civili in tutta la regione. Il ministro della Difesa israeliano Israel Katz ha dichiarato che la campagna militare proseguirà “senza limiti di tempo, giorno per giorno, obiettivo per obiettivo”.
La guerra ha inoltre provocato un incremento del prezzo del petrolio che ha superato i 100 dollari al barile, nonostante lo sblocco delle riserve strategiche da parte degli Stati Uniti, che intendono prelevare 172 milioni di barili per contenere l’aumento dei costi energetici a livello globale.
L’UNHCR e la comunità internazionale continuano a monitorare la situazione con grande attenzione, evidenziando la necessità di risposte immediate per affrontare l’emergenza umanitaria e garantire protezione alle popolazioni sfollate in Iran e nei paesi limitrofi.
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