Vancouver, 30 aprile 2026 – Un nuovo capitolo si apre nel complesso scenario che circonda la partecipazione dell’Iran ai Mondiali di calcio 2026. La delegazione iraniana è stata esclusa dal 76° Congresso Fifa, in programma a Vancouver, un evento chiave per le decisioni finali sul torneo che si terrà negli Stati Uniti, Canada e Messico. La notizia ha generato ulteriore incertezza sulla presenza della nazionale iraniana alla competizione.
Il blocco di Mehdi Taj in Canada
Mehdi Taj, presidente della Federazione calcistica della Repubblica Islamica dell’Iran e figura di spicco ritenuta vicina alle Guardie della Rivoluzione islamica (IRGC), è stato fermato all’ingresso in Canada non appena atterrato a Toronto. Taj, che avrebbe dovuto partecipare al Congresso Fifa a Vancouver, ha ricevuto un permesso di soggiorno temporaneo con restrizioni, ma le autorità canadesi lo hanno successivamente respinto, costringendolo a lasciare il Paese con due accompagnatori nella serata di lunedì. Questa misura si inserisce in un clima di tensione crescente, alimentato dalle preoccupazioni per i legami politici e militari del dirigente sportivo iraniano.
Implicazioni per la partecipazione dell’Iran ai Mondiali
L’esclusione di Taj e della delegazione iraniana dal Congresso Fifa rappresenta un serio segnale di allarme. Il Congresso, infatti, è fondamentale per discutere e risolvere le ultime questioni organizzative e regolamentari in vista dei Mondiali 2026, in particolare sul delicato dossier iraniano. Tra le altre conseguenze, nelle ultime ore l’Iran ha cancellato le amichevoli di preparazione con Macedonia e Angola, mentre cerca soluzioni alternative per continuare la preparazione della squadra.
Il termine ultimo per eventuali provvedimenti straordinari è fissato all’11 maggio, data entro la quale la Fifa dovrà decidere definitivamente sul destino della nazionale iraniana. L’esclusione dal Congresso può essere interpretata come un segnale che la questione non è ancora risolta e che la partecipazione di Teheran potrebbe essere seriamente compromessa.
Il profilo di Mehdi Taj e il contesto sportivo iraniano
Mehdi Taj, nato nel 1960, è al suo secondo mandato come presidente della federazione calcistica iraniana, carica che ricopre dal 2022 dopo aver già guidato la federazione tra il 2016 e il 2019. Taj ha rivestito ruoli di rilievo anche nella Confederazione Asiatica di Calcio (AFC), dove è vicepresidente. La sua carriera è stata segnata da stretti legami con le Guardie della Rivoluzione, motivo che ha contribuito al suo respingimento in Canada. Nonostante ciò, Taj si è mostrato attento anche allo sviluppo del calcio femminile in Iran, visitando il campo di allenamento della nazionale femminile e incoraggiando i club a sviluppare sezioni femminili, nonostante le difficoltà economiche persistenti.
La Federazione calcistica iraniana, con sede a Teheran, continua a operare in un contesto politico-sociale complesso, caratterizzato da sfide diplomatiche e da un ambiente sportivo in evoluzione.
L’incertezza che circonda l’Iran nei giorni che precedono i Mondiali 2026 resta alta, mentre la Fifa si prepara a prendere decisioni cruciali per garantire il regolare svolgimento della competizione più seguita al mondo.






