Mosca, 14 gennaio 2026 – Durante una conferenza stampa a Mosca, il ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov ha rilasciato una serie di dichiarazioni di rilievo riguardanti le relazioni internazionali della Russia, soffermandosi in particolare su Venezuela, Ucraina e i rapporti con gli Stati Uniti. Le sue affermazioni gettano luce sulle attuali dinamiche diplomatiche tra Mosca e Washington, nonché sulle posizioni russe riguardo al conflitto ucraino e alla situazione politica in America Latina.
Lavrov: “Venezuela pronto al dialogo con gli Stati Uniti senza condizioni”
Lavrov ha sottolineato come il Venezuela sia disposto ad avviare un dialogo con gli Stati Uniti che si basi su principi di uguaglianza, rispetto reciproco e rifiuto dei diktat unilaterali, inclusa la minaccia o l’uso della forza. Il ministro ha citato la presidente venezuelana Delcy Rodríguez, che ha più volte espresso questa disponibilità al confronto, condizionandolo però al rispetto della sovranità nazionale del paese sudamericano.
Il capo della diplomazia russa ha evitato di fare previsioni sugli sviluppi futuri in Venezuela, affermando che la leadership venezuelana sta difendendo le sue priorità nazionali e la necessità di partecipare alle relazioni internazionali come Stato sovrano e indipendente. Lavrov ha inoltre ribadito che la maggioranza degli Stati nel mondo considera illegali le azioni degli Stati Uniti in Venezuela, un’opinione condivisa soprattutto dai paesi del Sud e dell’Est del mondo.
Tensioni e prospettive nei rapporti Russia-Usa su Ucraina e commercio
Riguardo alla crisi ucraina, Lavrov ha affermato che la Russia è consapevole che gli Stati Uniti intendano fermare qualsiasi tentativo di coinvolgere l’Ucraina nella Nato, definendo tale scenario irrealistico. Tale posizione è stata ribadita dopo i colloqui con l’omologo della Namibia, sottolineando che Mosca è pronta a ulteriori contatti con gli inviati statunitensi Steve Witkoff e Jared Kushner, considerati interlocutori seri e concreti nelle trattative.
Il ministro ha anche reagito con sarcasmo alla proposta degli Stati Uniti di imporre dazi del 500% sui Paesi che commerciano con la Russia, definendola un’iniziativa degna di suscitare “sorriso o rabbia”. Lavrov ha ricordato che tale misura è attivamente promossa dal senatore statunitense Lindsey Graham, inserito dalla Russia nella lista nera di terroristi ed estremisti. Nonostante ciò, ha sottolineato che Mosca si impegnerà a rispettare gli accordi con i suoi partner commerciali.
Infine, Lavrov ha criticato l’abbandono da parte degli Stati Uniti dei propri principi di globalizzazione, definendolo un segnale di inaffidabilità di Washington nelle relazioni internazionali. Questo commento è stato fatto in relazione alle nuove sanzioni annunciate dagli USA contro i paesi che cooperano con l’Iran.
Il contesto del vertice Trump-Putin e la situazione in Ucraina
Le dichiarazioni di Lavrov giungono in un momento di grande fermento diplomatico, segnato dal recente incontro tra il presidente russo Vladimir Putin e l’ex presidente americano Donald Trump ad Anchorage, in Alaska. Trump ha annunciato che un incontro trilaterale con il presidente ucraino Volodymyr Zelensky è previsto “molto presto”, sottolineando il desiderio comune di porre fine alla guerra in Ucraina.
Putin ha definito l’incontro “costruttivo”, auspicando che né Kiev né l’Europa ostacolino i progressi verso la pace. Nel contempo, Trump ha fissato un ultimatum di 50 giorni a Mosca per raggiungere un accordo con Kiev, minacciando ulteriori sanzioni e dazi nel caso in cui non si registrino passi avanti.
La Nato ha confermato il proprio ruolo nel coordinamento della fornitura di armi all’Ucraina, con i paesi europei che finanzieranno gli acquisti dagli Stati Uniti attraverso la missione Nsatu, rafforzando così la coalizione di sostegno a Kiev. Il presidente ucraino Zelensky ha sottolineato l’importanza di un aumento della pressione su Mosca e ha ribadito la necessità di sanzioni più severe per limitare la capacità di combattimento russa.
Nel frattempo, continuano i combattimenti nel Donbass con attacchi russi che provocano vittime civili, mentre in Russia un attacco con droni ucraini ha causato decine di feriti nella città di Voronezh.
Le parole di Sergej Lavrov confermano la linea diplomatica di Mosca, che punta a mantenere la sovranità e le priorità nazionali, pur restando aperta al dialogo con gli Stati Uniti, seppur senza accettare imposizioni unilaterali. Sul fronte ucraino, la situazione rimane complessa e in evoluzione, con un’intensa attività diplomatica che cerca di mediare una possibile soluzione in un contesto ancora segnato da conflitto e tensioni economiche.






