Beirut, 6 marzo 2026 – Nella serata di ieri, l’esercito israeliano ha intensificato le operazioni militari nel sud di Beirut, colpendo con una serie di bombardamenti mirati le infrastrutture di Hezbollah nel quartiere di Dahieh. L’annuncio ufficiale è stato diffuso tramite il profilo ufficiale dell’IDF su X, che ha riferito di ben 26 attacchi aerei contro i siti militari e logistici del movimento sciita libanese.
Colpito il comando di Hezbollah e le strutture per droni
Secondo Tsahal, le operazioni hanno preso di mira in particolare il centro di comando di un consiglio esecutivo di Hezbollah e una struttura utilizzata per il lancio di droni impiegati in attacchi contro Israele. Nel corso delle operazioni, Israele ha adottato misure preventive per limitare al massimo i danni collaterali e proteggere la popolazione civile. Tra gli obiettivi colpiti c’è anche il quartier generale di Zaid Ali Jumaa, comandante responsabile della potenza di fuoco di Hezbollah nel Libano meridionale, eliminato in un precedente raid. Jumaa era noto per aver guidato il lancio di migliaia di razzi, missili e droni dal Libano verso Israele, incluso l’attacco missilistico anticarro del 2015 sul Monte Dov, che causò la morte di un ufficiale e un soldato israeliani.
La risposta con razzi e artiglieria
In risposta ai bombardamenti, Hezbollah ha rivendicato il lancio di razzi e colpi di artiglieria contro le posizioni israeliane lungo il confine. In un comunicato, il movimento sciita ha definito l’azione come una risposta alla “criminale aggressione israeliana” che ha colpito numerose località libanesi, inclusa la periferia sud di Beirut. Le sirene antiaeree sono scattate intorno alle 2:10 ora locale nelle città israeliane interessate, ma al momento non si segnalano vittime né danni significativi.
Il conflitto si inserisce nel quadro di una nuova fase annunciata da Israele nell’operazione contro l’Iran e i suoi alleati regionali, con il capo di Stato maggiore israeliano Eyal Zamir che ha dichiarato l’intenzione di proseguire nello smantellamento delle capacità militari iraniane e di Hezbollah, promettendo ulteriori “sorprese” nelle prossime settimane.
Questi eventi rappresentano l’ennesima escalation nel fragile equilibrio tra Israele e il Libano, dove Hezbollah continua a consolidare la propria influenza politica e militare nonostante le pressioni internazionali per il disarmo. La recente uccisione del leader storico Hassan Nasrallah e la successiva approvazione da parte del governo libanese di un piano di disarmo delle milizie riflettono un contesto di tensioni profonde e in continua evoluzione nel Medio Oriente.






