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Home Esteri

Incendio sulla portaerei Gerald Ford: 600 militari sfollati, “ipotesi sabotaggio”

L’incendio a bordo della portaerei USA nel Mediterraneo ha causato disagi e intossicazioni tra l’equipaggio, mentre si indaga su possibili cause interne e sabotaggio

by Marco Andreoli
18 Marzo 2026
La portaerei USS Gerald R. Ford

USA, la portaerei USS Gerald R. Ford verso l'Iran | EPA/LISE ASERUD NORWAY OUT

Washington, 18 marzo 2026 – Un vasto incendio ha colpito la portaerei americana USS Gerald R. Ford, impegnata attualmente in missione nel Medio Oriente nel contesto delle tensioni militari tra Stati Uniti, Israele e Iran. L’incendio, scoppiato il 12 marzo nella lavanderia principale della nave, ha costretto circa 600 tra militari e membri dell’equipaggio a trascorrere la notte su pavimenti e tavoli, poiché i loro letti sono stati distrutti dalle fiamme.

L’incendio sulla portaerei Gerald Ford

Le fiamme sono state domate dopo oltre 30 ore di lavoro incessante da parte dell’equipaggio, ma non senza conseguenze: decine di militari hanno riportato intossicazioni da fumo, mentre due sono stati curati per ferite lievi e non gravi. L’incendio ha inoltre compromesso il sistema di lavanderia, rendendo impossibile lavare gli indumenti personali dei 4.500 marinai e piloti a bordo. Il New York Times ha riportato che tra le ipotesi investigative figura anche quella di un possibile sabotaggio interno, con membri dell’equipaggio stanchi e demoralizzati da una missione eccezionalmente lunga.

Una missione senza precedenti

La portaerei è in mare da quasi dieci mesi e, se rimarrà in servizio fino a metà aprile, stabilirà un nuovo record per la missione più lunga di una portaerei USA dal dopoguerra del Vietnam. In precedenza, il primato apparteneva alla USS Abraham Lincoln con 294 giorni in mare nel 2020. Secondo il quotidiano greco Kathimerini, la Gerald R. Ford dovrebbe fare ritorno la prossima settimana alla base navale della NATO a Creta, dove sarà avviata un’indagine approfondita sull’incendio.

L’equipaggio ha recentemente appreso che la missione potrebbe proseguire fino a maggio, raddoppiando così la durata standard di un’operazione di questo tipo. Il Comando Centrale degli Stati Uniti ha rassicurato che l’incendio non ha danneggiato l’impianto di propulsione e che la portaerei rimane pienamente operativa. Tuttavia, continuano i problemi tecnici, soprattutto riguardo all’impianto idraulico dei 650 servizi igienici a bordo, soggetto a frequenti guasti.

Il contrammiraglio John Kirby, ex portavoce del Pentagono, ha sottolineato che «le navi, come gli uomini, si stancano e si usurano con missioni così prolungate». Nonostante l’incendio, la Gerald R. Ford continua a condurre operazioni di volo 24 ore su 24, dimostrando la sua capacità di mantenere la piena operatività. Lo scorso febbraio la nave aveva fatto scalo a Souda Bay, Creta, per rifornimenti prima di dirigersi nuovamente verso il Mediterraneo orientale, e ora si prevede che il ritorno a Creta potrebbe essere definitivo per completare le operazioni di riparazione e avviare le indagini.

Tags: IncendioStati UnitiUSS Gerald R. Ford

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